Nomine e compensi in Artea, si procede col riordino: stop allo spoil system
Sì a maggioranza nelle Commissioni Bilancio e Sviluppo economico al testo su vertice e revisori dell’Agenzia Regionale Toscana per le Erogazioni in Agricoltura. Approvati emendamenti proposti da Pd e Casa Riformista. Il presidente Vittorio Salotti: “Regole trasparenti e zero costi per la Regione”. Fratelli d’Italia si astiene
Firenze – Ha ottenuto il via libera a maggioranza, in sede referente nelle commissioni congiunte Affari istituzionali e Bilancio e Sviluppo economico e rurale, guidate rispettivamente da Vittorio Salotti (Casa Riformista) e Brenda Barnini (Pd), la proposta di legge per il riordino di ARTEA, l’Agenzia Regionale Toscana per le Erogazioni in Agricoltura. Il testo, che modifica la legge regionale 60/1999, è stato licenziato con l’astensione del gruppo di Fratelli d’Italia.
Ad illustrare i contenuti dell’atto è stato il presidente Salotti: “Come ben sappiamo, la proposta si inquadra nell’operazione di riordino delle figure apicali degli Enti dipendenti della Regione, richiesta dalla Corte dei conti in sede di parifica del Rendiconto”. “Il riordino – ha proseguito – punta ad inquadrare i vertici gestionali degli Enti come dirigenti pubblici, applicando il Testo Unico del pubblico impiego attraverso tre aspetti fondamentali: l’inserimento nella dotazione organica dell’Ente, la retribuzione definita non più con stipendio fisso omnicomprensivo ma divisa in parte fissa e accessoria legata ai risultati all’interno del Contratto Collettivo Nazionale, e una durata dell’incarico non più corrispondente alla legislatura politica secondo il meccanismo dello spoil system”.
Nel caso specifico di ARTEA, ha rimarcato il presidente, si tiene conto della natura peculiare dell’Ente: “L’Agenzia è un organismo pagatore riconosciuto a livello nazionale ed europeo, che gestisce, controlla ed eroga le spese finanziate dai fondi dell’Unione Europea per le politiche agricole. L’adeguamento risponde puntualmente ai rilievi della Magistratura contabile, mantenendo rigorosamente la piena invarianza di spesa”.
Nel corso dei lavori, il presidente Salotti e la presidente della Barnini hanno presentato tre emendamenti al testo, anch’essi recepiti dall’atto:
- Inquadramento del direttore: viene eliminato il riferimento ai “valori medi di mercato” per la determinazione del trattamento economico, allineandosi agli standard della dirigenza pubblica regionale, e si chiarisce che il collocamento in aspettativa è condizione per il conferimento dell’incarico solo qualora la figura scelta provenga dall’esterno dell’ente;
- Durata del Collegio dei revisori: dato che la durata del mandato del direttore viene definita in un arco compreso tra 3 e 5 anni, la permanenza in carica del Collegio dei revisori viene sganciata da quella del direttore e resa certa, facendola coincidere con la durata della legislatura regionale;
- Norma transitoria: si precisa che la nuova regola sulla durata legata alla legislatura si applica anche al Collegio dei revisori già nominato dal Consiglio regionale nel giugno 2026, senza necessità di procedere a un rinnovo delle nomine;
Nel corso del dibattito che ha preceduto la votazione, è intervenuto il consigliere Luca Minucci (Fratelli d’Italia), commentando il percorso normativo in atto: “Siamo ancora qua a discutere di questi adeguamenti e delle figure apicali dei vari Enti. Da mesi continuiamo ad occuparci di queste richieste e, a piccoli passi, stiamo raggiungendo il compimento di tutte le Agenzie che abbiamo da adeguare”. Minucci ha quindi annunciato l’astensione del proprio gruppo sia sugli emendamenti sia sul testo finale, riservandosi di definire l’orientamento di voto nel corso del successivo passaggio della proposta di legge in Aula consiliare.




