Transizione energetica: aree idonee e semplificazione amministrativa, le posizioni in Toscana
Audizioni in commissione Ambiente e territorio, presieduta da Gianni Lorenzetti (Pd) e Sviluppo economico presieduta da Brenda Barnini (Pd). Ascoltati oltre 40 tra rappresentanti del comparto enti locali, sindacati, istituzioni, categorie economiche e organizzazioni agricole. Lorenzetti: “Diventa complicato quando si passa ad applicare la legge nelle realtà”; Barnini: “Uno dei procedimenti legislativi più importanti e complessi di questa legislatura”
Firenze – Audizioni, questa mattina, in commissione Ambiente e territorio, presieduta da Gianni Lorenzetti (Pd) e Sviluppo economico e rurale, presieduta da Brenda Barnini (Pd) sulle disposizioni in materia di aree idonee alla realizzazione di impianti di produzione di energia alimentati da fonti rinnovabili e per la semplificazione dei regimi amministrativi per la costruzione e l’esercizio dei corrispettivi impianti.
Protagonisti della seduta sono stati gli oltre 40 intervenuti tra rappresentati delle categorie economiche, delle organizzazioni agricole, del mondo ambientalista, delle diverse sigle sindacali, del comparto enti locali e istituzioni con la presenza dei rappresentanti di Anci, Upi e dei sindaci di Suvereto e Manciano. Acceso il dibattito alla ricerca di una mediazione, difficile da trovare tra le diverse posizioni in campo che evidenziano una spaccatura tra la necessità di accelerare sugli obiettivi climatici e l’urgenza di tutelare il paesaggio nella consapevolezza comune del bisogno di una transizione a misura d’uomo e d’ambiente.
“Un tema quello delle energie rinnovabili all’attenzione di tutti – ha detto Gianni Lorenzetti (Pd) –. Il contrasto all’aumento dei prezzi e del petrolio è un argomento dal punto di vista ideologico condiviso da tutti, però, poi diventa complicato quando si passa ad applicare la legge nelle realtà.” Lorenzetti ha ricordato la volontà di chiudere le due proposte di legge e il piano in tempi brevi.
“La trattazione di queste due proposte di legge – ha aggiunto Brenda Barnini (Pd) – mostra una notevole complessità, basti pensare che occorre il lavoro congiunto di due commissioni per esaminarle”. “L’energia è competenza della seconda commissione ma questi due atti hanno un risvolto anche dal punto di vista del governo del territorio e di pianificazione ambientale”. “Questo sarà uno dei procedimenti legislativi più importanti di questa legislatura”. “Ci troviamo difronte a due proposte di legge, figlie della Giunta, siamo a disposizione delle priorità individuate ma vorremo provare a svolgere la funzione legislativa del Consiglio. Per questo è necessario considerare questo momento di ascolto come un passaggio sostanziale che, con i vostri contributi, porterà ad una proposta equilibrata. Intendiamo due atti che abbiamo l’obiettivo da un lato di dire che la Toscana vuole cogliere la sfida di raggiungere la quantità di energia prodotta da fonti di energia rinnovabile e che questa produzione di energia debba rappresentare un percorso virtuoso dal punto di vista manifatturiero e delle imprese”. “Il livello di attenzione, infine, cura, tutela e di conseguenza la scrittura della norma deve darsi l’obiettivo di non disperdere il patrimonio agricolo, paesaggistico e naturale, frutto del lavoro di tante persone”.
I rappresentanti delle categorie economiche hanno mostrato un approccio pragmatico, focalizzato sulla competitività energetica e sui costi delle bollette, ribadendo l’importanza di queste proposte per il sistema industriale toscano, per aumentare la sicurezza degli approvvigionamenti e per la certezza dei costi. Chiedono una spinta che porti verso un’accelerazione delle autorizzazioni nelle aree limitrofe alle fabbriche per favorire l’autoconsumo diffuso e la nascita di distretti energetici industriali, riducendo così la dipendenza dalla rete e i costi di approvvigionamento
Il mondo dei produttori di energia ha espresso la necessità di ampliare le aree idonee e che queste non subiscano ulteriori veti incrociati in sede di autorizzazione locale (tramite PAS o conferenze dei servizi), rivendicando il principio di “interesse pubblico prevalente”.
I rappresentanti delle organizzazioni agricole mantengono una linea difensiva ma aperta all’integrazione. Le loro posizioni riflettono la necessità di trovare un equilibrio tra transizione energetica, salvaguardia della produzione agroalimentare e del suolo (con tutela della SAU, superficie agricola utilizzabile) e pianificazione territoriale. Sostengono il divieto di installazioni a terra su terreni agricoli produttivi per contrastare il consumo di suolo mentre dicono sì alla promozione di impianti agrivoltaici integrati, a patto che la gestione rimanga legata all’attività agricola professionale e infine, spingono per una “gerarchia localizzativa” affinché sia data priorità all’installazione di pannelli nelle aree dismesse, sui tetti delle stalle, dei capannoni e sulle aree marginali e già compromesse. Chiedono anche particolare attenzione alle piccole realtà ed esprimono un preciso rifiuto verso il fotovoltaico a terra che possa sottrarre suolo alle produzioni di pregio DOP, IGP.
Da più parti è arrivata la richiesta di un monitoraggio annuale sulle proposte di legge, considerato un elemento essenziale per aggiustare il tiro sia a livello di imprese che di istituzioni.
Forte richiesta di governance locale arriva dai rappresentanti degli enti locali, di Anci e Upi che rivendicano la titolarità delle decisioni finali per cui l’ok all’effettiva idoneità dei suoli deve essere dato da chi amministra il territorio. Secondo loro, più voce deve essere data ai Comuni, protagonisti, sotto la regia della Regione. Ritengono, inoltre, che occorra il rafforzamento del principio di non concentrazione, bisogna guardare quanto un territorio abbia già dato in termini di consumo.
Le posizioni delle associazioni ambientaliste invitano alla lungimiranza per salvaguardare il territorio e alla tutela delle aree agricole di pregio. L’ottica è quella di favorire una transizione giusta, inclusiva ed equa in equilibrio con tutela del paesaggio e delle attività agricole e che presuppone un’efficace pianificazione. Arriva anche la richiesta di un investimento in energie rinnovabili da parte delle aziende pubbliche: comuni e regione devono diventare committenti degli impianti, una sorta di joint venture.
I rappresentanti sindacali esprimono la necessità di una “transizione giusta” che abbia una visione d’insieme e accompagni l’individuazione delle aree idonee agli strumenti di politica industriale, chiamando in causa le società di gestione dei servizi pubblici della Toscana anche con il ruolo che queste aziende possono svolgere come capacità d’investimento.




