16 Settembre 2026

Sanità: le sfide del sistema regionale per i prossimi anni

Audizione in Commissione dell’assessora Monia Monni e del direttore generale Marco Torre

Comunicato n. 0765
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Firenze- La commissione Sanità, presieduta da Andrea Vannucci (Pd), ha ascoltato questa mattina l’assessora alla Sanità, diritto alla salute e politiche sociali Monia Monni e il neodirettore generale della Direzione sanità, welfare e coesione sociale della Regione Toscana Marco Torre. L’audizione è stata l’occasione per fare il punto in merito alle politiche sanitarie e sociosanitarie in Toscana, con particolare attenzione alle strategie dei prossimi mesi e anni. “L’obiettivo della Commissione – ha spiegato Vannucci – è quello di dare un contributo costruttivo sui temi del sociale e della sanità, per le sfide che ci aspettano nel futuro prossimo”.

Monni ha sottolineato come ci si trovi davanti a un periodo di grande difficoltà e trasformazione del sistema sanitario regionale. “C’è un sottofinanziamento strutturale del fondo sanitario, mentre i bisogni crescono rapidamente, principalmente a causa dell’invecchiamento della popolazione – ha detto l’assessora -. Siamo più anziani, più poveri e meno coesi e a questo si aggiunge la difficoltà a reperire medici e infermieri. Dobbiamo quindi per forza operare una trasformazione del sistema che risponda ai bisogni con meno soldi e personale, e per superare la separazione tra sanitario e sociale”.

Uno sforzo enorme, ha proseguito Monni, è stato fatto con i fondi del Pnrr per far partire 70 case di comunità e gli ospedali di comunità. “Ora bisogna lavorare affinché queste realtà crescano, aderiscano alla realtà in cui sono inseriti, diventino portali comunicanti e dialoganti con le altre realtà, ospedali, pronto soccorso, rsa, farmacie, continuando a potenziare l’assistenza sul territorio e domiciliare per ridurre gli accessi al pronto soccorso”.

Necessario anche lavorare per l’ottimizzazione della rete ospedaliera. “Tutti non possono fare le stesse cose – ha sottolineato -. Su questo ci sono resistenze territoriali, ma bisogna far capire che siamo in un passaggio stretto, se non si prende questa strada il sistema pubblico non è capace di reggere”.

Due i temi su cui Monni ha posto particolare attenzione. Il primo l’invecchiamento della popolazione, che necessita di un modello nuovo. “Oggi le rsa sono insufficienti e inaccessibili economicamente per molti, ed esiste poco altro. Servono altre risposte, oltre a riorganizzare il sistema delle rsa, per accompagnare gli anziani”. Il secondo tema è quello della salute mentale, soprattutto nell’adolescenza, preadolescenza e infanzia. “I numeri sono agghiaccianti e quella è la fascia di popolazione più preziosa” ha detto l’assessora, che ha riportato il grido di allarme del Meyer, dove i ricoveri sono superiori ai posti letto. “Dobbiamo aumentare i posti anche se il vero obiettivo è ridurre questo tipo di ricoveri. Parallelamente dobbiamo creare dei percorsi per questi ragazzi quando escono, perché le comunità terapeutiche offrono risposte insufficienti oppure vengono rimandati a casa. Serve una risposta intermedia multidisciplinare e dobbiamo fare prevenzione, coinvolgendo tutti quei luoghi che sono punti di ritrovo per intercettare i segnali di disagio”.

Marco Torre ha ricordato che, oltre alla scarsità di risorse, preoccupa la disaffezione del personale verso il sistema sanitario regionale, non solo dei medici ma di tutte le professioni sanitarie. Torre ha sottolineato l’utilità di puntare sulla medicina basata sul valore per collocare le risorse dove servono, partendo dal paziente e non dai servizi e dalle strutture. Importante anche la misurazione. “Oggi che siamo completamente digitalizzati abbiamo a disposizione tanti dati e informazioni – ha spiegato – e questo serve non solo per avere il polso della situazione ma anche per prendere decisioni e per migliorare. Insisteremo dunque sul monitoraggio e su un maggiore uso delle tecnologie, per far accedere pazienti più facilmente possibile ai servizi, farli spostare il meno possibile e dare risposte migliori”. Infine, per quando riguarda la direzione dell’assessorato, per Torre occorre aumentare la capacità di governance e programmazione e interagire tantissimo con le aziende, coinvolgendo sempre di più i professionisti.

Numerose poi le questioni affrontate, in risposta alle domande poste dai commissari: dall’unificazione dei numeri verdi alle spese per l’ospedale Cisanello di Pisa, dalla vicenda delle rsa Civette alla regolazione dei rapporti con i privati, dalla razionalizzazione dei punti nascita alla situazione della sanità in carcere, dallo stato delle liste di attesa, su cui i dati al momento sono migliorati, fino ai consultori. Tutti i commissari presenti sono intervenuti.

Enrico Tucci (FdI) ha detto di apprezzare il fatto che si vada verso un modello sanità completamente diverso da quello esistito fin qui, ma ha sottolineato come per questo cambio di paradigma sia bene fornirsi degli strumenti legislativi aggiornati, poiché quelli esistenti non sono più adatti.

Alessandro Tomasi (FdI), dopo aver commentato che i cambi di poltrone hanno fatto perdere un anno di tempo, ha ricordato come in una fase di scarsità di risorse sia importante ridurre le situazioni improduttive e porre rimedi, come attraverso l’efficientamento energetico spinto, alle spese energetiche, dato che i rincari incideranno pesantemente sui bilanci. Tomasi ha fatto poi notare che secondo Ars il 30 per cento delle prescrizioni di farmaci potrebbero essere evitate.

Jacopo Cellai (FdI) ha chiesto quali siano i rilievi fatti ad Estar, se siano stati fatti censimento e ridistribuzione dei robot chirurgici e quali siano gli altri margini per contenere la spesa.

Federico Eligi (Casa Riformista) ha evidenziato come se non si parte dall’approvazione del piano regionale di sviluppo tante cose non possano essere fatte, e che è necessario riscrivere la legge 40, perché se si cambia modello bisogna cambiare legge; ha inoltre posto l’accento sulle condizioni inumane del sistema carcerario toscano.

Andrea Vannucci ha osservato come sia opportuno alzare l’attenzione sulle risorse che spettano alla Toscana. E’ inimmaginabile, ha detto, che non ci arrivino le risorse previste da una legge dello stato.

Lorenzo Falchi (Avs) ha commentato che tutti tutti convergono sull’idea che occorre una trasformazione del sistema profonda, ma che questo non si fa a parità di risorse. Difficile immaginarsi il costo zero, se non altro perché da un anno all’altro si registrano comunque aumenti sostanziosi.

Marta Logli (Pd) si è soffermata sul ruolo dei consultori, su quanto sia necessario implementarli, renderli luoghi vissuti in risposta a molti bisogni, ed investire per farli conoscere meglio.

Luca Rossi Romanelli (M5S) ha tra le altre cose puntato l’accento sulle cure complementari e e le prescrizioni alternative, che possono fornire risposte efficaci ad alcuni bisogni dei cittadini, coinvolgendo anche l’associazionismo.

Serena Spinelli (Pd) ha messo in evidenza la necessità di una maggiore governance del territorio in materia di gestione delle strutture, dato che il territorio non è una parte in più dell’attività delle aziende, perché c’è il sociale. Sul sociale storicamente sono stati messi meno strutture, meno misura, meno personale, ha detto Spinelli, ma ora è necessario cambiare per rispondere ai nuovi bisogni della società.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana