Lavoro: Ex Beko, il punto sul piano di reindustrializzazione del sito
Rappresentanze sindacali, categorie economiche della Toscana, istituzioni e rappresentanti di Beko Italia sono stati ascoltati in commissione Sviluppo economico presieduta da Brenda Barnini (Pd)
Firenze – Lo stato di avanzamento del piano di reindustrializzazione del sito produttivo ex Beko di Siena. Al centro dell’audizione che si è tenuta questa mattina in commissione Sviluppo economico, presieduta da Brenda Barnini (Pd) dove sono stati ascoltati le rappresentanze sindacali, le categorie economiche della Toscana, istituzioni e rappresentanti di Beko Italia.
“Una seconda tappa di audizioni, dopo quelle di aprile, per fare il punto sul processo di reindustrializzazione e sull’evoluzione del percorso di formazione dei lavoratori interessati – ha detto la presidente Barnini – si tratta di uno step intermedio verso l’appuntamento importante dell’8 ottobre al Ministero”. “L’obiettivo – ha aggiunto – è quello della reindustrializzazione e della salvaguardia dei posti di lavoro, una missione difficile che deve vedere tutte le istituzioni lavorare in maniera seria e ognuna prendendosi la sua parte di responsabilità”. “Al tavolo ministeriale – aggiunge – saranno presentate le proposte di reindustrializzazione oggetto della fase di scouting da parte dell’advisor Sernet e poi aggiorneremo in commissione il confronto”. Barnini conclude “se siamo qui a discutere di un possibile progetto di reindustrializzazione e non di una semplice dismissione è anche e soprattutto merito dei lavoratori che hanno alzato la voce in modo composto e dignitoso che merita da parte delle istituzioni il massimo della serietà”.
Il direttore delle relazioni esterne di Beko Europe, Maurizio Sberna ha fatto un aggiornamento sulle attività per il piano di reindustrializzazione che “sono continue e si muovono con la prospettiva di una piena occupazione”, “tengono conto della volontà di Beko di trovare una soluzione sostenibile e nel lungo periodo” e del “ruolo di sviluppo industriale di Siena come proprietaria dell’immobile”. Sberna ha parlato del processo e delle iniziative in campo, degli attori al tavolo, della procedura di individuazione pubblica dei soggetti interessati alla locazione dell’immobile e ha fatto il punto sulle bonifiche in atto, del sottosuolo in capo a Beko e in programma che sarà presentata nei prossimi 24-36 mesi. Il direttore ha ricordato che “Beko ha nominato un advisor che sta continuando a lavorare sulla ricerca di possibili soggetti interessati al sito” e che si stanno “raccogliendo manifestazioni di interesse” in seguito alle quali saranno poi effettuati “l’analisi e la verifica dei piani industriali”. Si è ricordato che il sito ha una superficie importante “di circa 87mila metri quadri tra spazi coperti e scoperti e che in organico al 31 agosto 2026 ci sono 148 persone con un’età media di 54 anni”.
La preoccupazione per i tempi e per il mantenimento dei posti di lavoro è la voce unanime emersa dalle rappresentanze sindacali intervenute, Uilm, Ugl, Fim Cisl, Fiom-Cisl, Cisl che sul tavolo ancora non vedono nessun tipo di concretezza né sui tempi né sugli attori che faranno la bonifica né nomi interessati al sito.
“Vedere come oltre alla formazione – ha detto il vicesindaco di Siena Michele Capitani– la Regione possa mettere in essere dei canali preferenziali con le aziende che possono investire. L’apporto che la regione può dare può essere anche indiretto, infrastrutturale, di aiuto a migliorare perché le difficoltà che ci sono sul sito sono molte”. “E’ vero che i tempi sono stretti ma il sito è vuoto solo dal 30 giugno”. “Siamo in una fase in cui le decisioni devono essere prese ma devono dare massime garanzie”.
La presidente della provincia di Siena Agnese Carletti ha ribadito “è un momento importante di confronto per capire l’evoluzione della vicenda” e “come poter dare una mano ognuno secondo il proprio ruolo e le proprie competenze”. “Il sito di Siena è stato sacrificato per un progetto di reindustrializzazione – ha detto – non deve essere un progetto immobiliare ma un’operazione industriale con l’obbiettivo di mantenere nella provincia 299 posti di lavoro”.
Valerio Fabiani, consigliere speciale per il lavoro del presidente della Toscana, ha ribadito “la presenza di Siena al tavolo del Ministero è stato frutto di una valutazione e di una battaglia” e “finché non ci sarà una soluzione per Beko sul territorio non sarà chiusa, la vertenza considerata nazionale”. Fabiani ha sottolineato che “le imprese toscane non sono in grado da sole di sostenere il processo di reindustrializzazione del sito”. Sulla formazione è stato fatto un accordo dotato di flessibilità che da un lato “ha consentito di immaginare una formazione specialistica funzionale del reindustrializzatore che non conosciamo” e dall’altro ha soddisfatto “l’esigenza di non lasciare i lavoratori nel baratro, in attesa degli obbiettivi del piano industriale”.
Da Arti Toscana è stato fatto presente che i lavoratori sono stati presi in carico dai centri per l’impiego per i percorsi di orientamento e di formazione che si svolgerà in due fasi per competenze trasversali e poi più specialistiche.
“Un’audizione utile ma che conferma il livello alto di preoccupazione che avevamo espresso nelle settimane scorse. Siamo in attesa dell’incontro ministeriale – ha detto Simone Bezzini (Pd) – e ci auguriamo che lì venga rappresentato qualcosa di più concreto, il dato è che ancora non c’è un piano di reindustrializzazione definito né i soggetti che dovrebbero portalo avanti. Se a Roma questi punti non dovessero essere chiariti credo – aggiunge- che dovremmo aggiornare la strategia per la reindustrializzazione perché non possiamo alzare bandiera bianca. L’obiettivo è di determinare un progetto di reindustrializzazione del sito che abbia la dimensione di quello che è stata la fabbrica quando era aperta, con quasi 300 occupati”. Bezzini ha evidenziato come sia necessaria la presenza di una regia stringente tra i vari attori.
Luca Minucci (FdI) ha ribadito che ci sono due strade, una pubblica e una privata, per il processo di reindustrializzazione, “ognuna delle quali va rispettata con i propri tempi“. “Mi auguro che al primo posto ci sia il futuro occupazionale dell’area”.




