• 4 Novembre 2026

Terzo settore: interrogazione su agevolazione Irap

Il presidente della Giunta, Eugenio Giani, ha risposto ad una interrogazione del portavoce dell’opposizione, Alessandro Tomasi

Comunicato stampa n. 0993
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Firenze – Il portavoce dell’opposizione, Alessandro Tomasi, nella interrogazione rivolta al presidente della Giunta regionale, ha ricordato come la Regione toscana con una legge del 2024 abbia introdotto dall’annualità 2025 un’Irap agevolata, più precisamente ridotta dal 3,90 per cento al 2,98 per cento, per gli enti iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), limitatamente alle attività non commerciali ed a quelle commerciali non prevalenti; e come l’attuale agevolazione, pur costituendo un primo intervento positivo, non comporti l’esenzione generalizzata dell’Irap, necessaria a poter liberare risorse da destinare al miglioramento dei servizi e alla continuità delle attività rivolte a beneficio della cittadinanza, ha formulato una serie di domande al presidente: dal numero degli enti del terzo settore beneficiari della riduzione dell’aliquota Irap, al risparmio fiscale effettivamente riconosciuto, alla valutazione delle ricadute della suddetta agevolazione sulla sostenibilità economica degli enti beneficiari, alla comparazione delle politiche regionali dell’Irap per il terzo settore ed infine alla valutazione, nel rispetto delle normative nazionali ed europee, dell’introduzione dell’esenzione dall’Irap per gli enti del terzo settore che operano in ambito sanitario e socio-sanitario.

Il presidente, Eugenio Giani, ha iniziato il proprio intervento sottolineando che i dati del 2025 ad oggi non sono disponibili, lo saranno presumibilmente solo nella seconda metà del 2027, a seguito della trasmissione degli stessi da parte dell’Agenzia delle Entrate, conseguentemente non è stimabile il risparmio fiscale. Ma alcuni confronti possiamo comunque farli, ha spiegato: nel 2022 i soggetti potenziali dell’agevolazione erano 1709, con una stima di potenziale agevolazione di circa 700 mila euro; nel 2024 i soggetti 2794, per una potenziale agevolazione di 1 milione e 213 mila euro. Nello specifico, sempre in relazione al 2024, i 2794 enti erano così suddivisi per tipologia: associazioni di promozione sociale 1240, enti filantropici 15, imprese sociali 675, organizzazioni di volontariato 492, società di mutuo soccorso 1, altri soggetti 371. Per quanto riguarda la comparazione con le altre regioni, la Toscana è in linea con Emilia Romagna e Umbria, mentre in tema di esenzioni totali si segnala come la Lombardia abbia optato per le onlus, organizzazioni di volontariato e cooperative sociali, mentre il Piemonte per le organizzazioni di volontariato. “Sul fronte delle esenzioni per gli enti operanti in ambito sociale e socio-sanitario è complicato stimare gli effetti finanziari per le casse regionali – ha concluso Giani – tuttavia possiamo prudenzialmente parlare di circa 7 milioni e mezzo di euro, il gettito Irap dovuto dagli stessi”.

“Non sono assolutamente soddisfatto perché la domanda politica è se la Regione intenda esentare le associazioni del terzo settore operanti negli ambiti socio-sanitari, e la risposta è negativa”. Così ha esordito il portavoce dell’opposizione, Alessandro Tomasi: “noi lo riteniamo sbagliato e le faccio l’elenco delle Regioni che invece prevedono l’esenzione: Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Molise, provincia autonoma di Bolzano, Puglia, Sardegna e Sicilia. “Secondo noi sostenere concretamente il terzo settore, che aspetta risposte per garantire servizi, significa andare incontro ai bisogni della cittadinanza”. “Presidente è davvero difficile seguirla – ha continuato – ho appreso dalla stampa che la Regione prevederà una nuova misura di 10 milioni di euro per chi fa figli, 500 euro per ogni bambino nato”. Ma come ha spiegato il consigliere, un bambino che nasce nel centro di Firenze non può essere uguale ad uno che nasce ad esempio sul monte Amiata, dove c’è un evidente gap di servizi, dai negozi dove acquistare i pannolini alla sempre più frequente carenza di pediatri, ha chiarito Tomasi.

“Non condividiamo la logica dell’erogazione di contributi a pioggia, senza un indirizzo politico, e solo con l’intento di racimolare voti – ha concluso Tomasi – Le risorse vanno date con criterio”.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana