• 4 Novembre 2026

Lavoro: sicurezza e contrasto all’illegalità, l’interrogazione di Chiara La Porta (FdI)

Ha risposto in Aula l’assessora alla Sanità Monia Monni

Comunicato stampa n. 0991
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Firenze – L’assessora regionale alla Sanità, Monia Monni, ha risposto in Aula ieri pomeriggio (martedì 3 novembre) all’interrogazione della capogruppo di Fratelli d’Italia, Chiara La Porta, sulle attività svolte da Regione Toscana per la sicurezza sul lavoro e il contrasto dell’illegalità.

Monni ha sottolineato che la Regione Toscana ha approvato una nuova strategia per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro per il periodo 2026-2030, “con l’obiettivo di garantire maggiore omogeneità alle attività di prevenzione e vigilanza svolte dai dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie”.

“Con l’entrata in vigore della nuova normativa nazionale, le risorse derivanti dalle sanzioni per le violazioni in materia di sicurezza sul lavoro vengono ripartite annualmente tra le aziende sanitarie locali – ha spiegato – . Nel 2025 il fondo assegnato alle Asl è stato di 5,22 milioni di euro, mentre per il 2026 ammonta a 6,3 milioni, con un incremento di oltre un milione. La ripartizione delle risorse per l’anno in corso sarà approvata entro la fine del 2026”.

Monni ha ricordato che tra gli interventi previsti rientra la prosecuzione del Piano Lavoro Sicuro da parte dell’Asl Toscana Centro, “con un’impostazione rinnovata”. “I controlli non saranno più concentrati prevalentemente sulla nazionalità dei titolari delle aziende – ha sottolineato – ma orientati ai fattori di rischio dei diversi comparti produttivi. Il programma prevede 8.100 controlli all’anno, affiancati da attività di assistenza, informazione e formazione. Le verifiche interesseranno in particolare il settore tessile e dell’abbigliamento in aziende cinesi a Prato, la metalmeccanica, la minuteria meccanica e la galvanica nell’area fiorentina, il comparto conciario a Empoli, mentre a Pistoia i comparti sono ancora da definire”.

“Sul fronte dei controlli – ha detto – la Toscana ha mantenuto negli ultimi anni livelli superiori all’obiettivo nazionale del 5 per cento delle unità locali presenti sul territorio: la quota di aziende controllate è stata dell’8,7 per cento nel 2021, dell’8,1 nel 2022, del 7,9 nel 2023, dell’8,1 nel 2024 e dell’8,3 nel 2025”.

“Non mi posso ritenere soddisfatta”, ha replicato La Porta, richiamando i recenti episodi di cronaca, tra cui l’omicidio avvenuto in via Marini a Prato, all’interno di un dormitorio abusivo, e l’inchiesta sul caporalato che ha portato a misure cautelari nei confronti di cinque cittadini cinesi. “Nel territorio pratese abbiamo un problema di schiavitù, dormitori abusivi, di criminalità e di mafia, e c’è bisogno di un intervento mirato e urgente”, ha affermato. La Porta ha contestato inoltre la scelta di orientare i controlli sui fattori di rischio dei comparti produttivi anziché sulla nazionalità dei titolari, sottolineando la necessità di “riconoscere la specificità e la gravità delle criticità presenti nell’area pratese”.

“Il dato di fatto – ha poi aggiunto – è che il contributo regionale destinato ad affiancare la polizia locale di Prato agli ispettori dell’Asl nell’ambito del Piano Lavoro Sicuro è stato ridotto da 350mila a 50mila euro. Le verifiche nei dormitori abusivi e nelle ditte devono essere effettuate da ispettori dell’Asl insieme alla polizia municipale. Se voi modificate questi interventi, i controlli, già oggi insufficienti, risulteranno ancora più inefficaci”. “Finché si continuerà a sottovalutare questa situazione, continueranno a esserci persone sfruttate e vittime di violenza”, ha co

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