Sanità: interrogazione di Fratelli d’Italia sul ritardo del soccorso a Portoferraio
L’assessora Monia Monni risponde in Aula e Marcella Amadio (FdI), prima firmataria, invita la Giunta a non usare il burocratese ma a risolvere i problemi
di Paola Scuffi
Firenze – “In merito ai gravi ritardi nei soccorsi e nel trasferimento di urgenza tramite Elisoccorso registrati presso il Pronto soccorso dell’ospedale di Portoferraio e alla necessità di istituire una base fissa Pegaso sull’Isola d’Elba”. Questo l’oggetto di una interrogazione dei consiglieri di Fratelli d’Italia, prima firmataria Marcella Amadio, cui ha risposto in Aula l’assessora Monia Monni.
Gli interroganti, dopo aver ripercorso puntualmente gli accadimenti dello scorso 7 luglio riguardanti un cittadino ottantottenne deceduto all’ospedale di Livorno, dopo il ritardo nel trasferimento d’urgenza dal Pronto Soccorso di Portoferraio, hanno interrogato il presidente della Giunta e l’assessore competente per conoscere se fossero a conoscenza dei drammatici fatti esposti nel corpo dell’interrogazione, e quali verifiche interne intendesse disporre l’Azienda sanitaria territorialmente competente, in ordine alla gestione complessiva dell’emergenza e alle motivazioni che hanno determinato un ritardo di ben 12 ore per l’effettivo trasferimento del paziente mediante elisoccorso. Inoltre, gli interroganti hanno analogamente chiesto se l’esecutivo regionale ritenesse urgente e indifferibile, alla luce della specificità insulare dell’Elba, procedere con la stabile istituzione di una base di partenza elisoccorso Pegaso direttamente sull’isola, presso l’aeroporto di Marina di Campo, ed infine se non fosse ritenuta necessaria una riorganizzazione complessiva del servizio di elisoccorso anche tramite un passaggio informativo nella competente commissione consiliare.
“Questa vicenda colpì molto anche me”, ha esordito Monia Monni, prima di leggere gli esiti degli approfondimenti e gli elementi utili forniti dell’Azienda Toscana Nord Ovest, tra procedure di verifica, presa in carico del paziente, attività svolte dai professionisti, assistenza personalizzata e comunicazioni continuative con lo stesso paziente anziano e fragile e con i familiari. Nel corso del proprio intervento Monni si è soffermata anche sul rispetto dovuto ai professionisti e sulla disponibilità dell’azienda al confronto, nel rispetto della verità dei fatti; in merito al servizio di elisoccorso, e all’eventualità dell’istituzione di una base all’Elba, l’assessora ha specificato come questo debba essere soggetto ad una complessiva programmazione regionale.
Marcella Amadio (FdI), nella sua replica, si è chiesta se l’assessora fosse davvero al corrente di quanto accaduto, “perché una risposta simile, inaccettabile per me, dovrebbe esserlo anche per lei”; risposta dell’Asl, tra l’altro, “già riportata dal quotidiano Il Tirreno”. Secondo la consigliera non solo di fronte ad un morto “si usa il crudo burocratese” ma si specifica anche che era in età, e “con una semplice occlusione intestinale sono bastate 12 ore per morire, dopo atroci dolori”. Nel corso del proprio intervento la consigliera ha anche ricordato il sopralluogo a Portoferraio, insieme al collega Matteo Zoppini, tra “corridoi vuoti e porte chiuse, ma con un Pronto soccorso super gremito e con un solo medico di turno”. “Quanto accaduto a quest’uomo grida davvero vendetta, di fronte alla popolazione che in estate si moltiplica occorrono decisioni concrete: siete chiamati a rispondere ai tanti problemi”, ha concluso Amadio.




