8 Luglio 2026

Regione: seconda variazione bilancio, il dibattito

Gli interventi di Luca Minucci (FdI), Matteo Zoppini (FdI), Marcella Amadio (FdI), Enrico Tucci (FdI), Serena Bulleri (FdI), Alessandro Tomasi (FdI), Claudio Gemelli (FdI), Massimiliano Simoni (Gruppo Misto – Futuro Nazionale), Diego Petrucci (FdI), Vittorio Fantozzi (FdI), Jacopo Cellai (FdI), Alessandro Capecchi (FdI), Jacopo Maria Ferri (FI), Federico Eligi (Casa Riformista), Chiara La Porta (FdI), Massimiliano Ghimenti (AVS), Francesco Casini (Casa Riformista), Mario Puppa (Pd), Serena Spinelli (Pd), Roberta Casini (Pd), Matteo Trapani (Pd), Luca Rossi Romanelli (M5S), Lorenzo Falchi (AVS), Andrea Vannucci (Pd), Simona Querci (Pd), Irene Galletti (M5S)

comunicato n. 0569
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Firenze – Aprendo il dibattito generale sulla seconda variazione di bilancio il consigliere di Fratelli d’Italia Luca Minucci ha detto “nessuno di noi è contrario ai contributi straordinari e agli aiuti agli Enti locali, però dobbiamo sottolineare che c’è troppa discrezionalità sulla distribuzione delle somme. Non c’è una visione chiara di dove si vuole che vada questa Regione e il bilancio e le manovre che sono collegate al documento di economia e finanza dovrebbero garantire a tutti i territori le medesime possibilità di crescita”.

“Per la Maremma e Grosseto – ha proseguito – ci sono diversi interventi finanziati, però ci tengo a sottolineare che tanti di questi comuni che vengono aiutati vivono uno spopolamento e l’annientamento del commercio locale. Si tratta spesso di paesi semi abbandonati e ridotti a un dormitorio. La provincia di Grosseto a differenza di Firenze e della Piana, dal punto di vista delle possibilità solo di spostarsi, vive un’arretratezza che nel 2026 è difficile da accettare. Per questo va cambiato il paradigma nella costruzione di questo bilancio con formule diverse dall’aiuto a chi conosco, ma valorizzando i territori della Toscana diffusa spesso citata dal presidente della Giunta Giani. Servirebbero per questo dei bandi regionali che permettessero a tutti di partecipare. Questa è la Regione delle promesse non mantenute in campagna elettorale, come gli interventi promessi per la mitigazione del dissesto idrogeologico, fondamentali in questa fase di cambiamento climatico. Mentre la vera sfida sul reddito cittadinanza, per cui sono stati erogati solo 100mila, è quanti cittadini verranno reinseriti nel mondo del lavoro”.

Nel suo intervento il consigliere Matteo Zoppini (Fdi) si è concentrato sulle materie di competenza della commissione Istruzione e cultura di cui è membro. “Quello che esaminiamo in Aula oggi è il documento più importante in cui si dovrebbero declinare gli atti di indirizzo, la visione e le strategie operative della Giunta, ma questo per quanto riguarda la cultura emerge poco”. L’esempio più evidente per il consigliere Zoppini è quello “dell’inserimento all’interno del Defr dei 30mila euro destinati al trasloco della Fondazione Toscana Spettacolo dalla sede di Santa Apollonia ai locali di Novoli. Al di là dell’importo che incide poco, preoccupa il significato politico. Oggi c’è un’occupazione e invece di contrastare l’illegalità vengono stanziati 30mila euro per consentire la prosecuzione di questa occupazione”. “Noi – ha proseguito Zoppini – ci saremmo aspettati dei punti chiari sul futuro di quello che è il diritto allo studio in Toscana anche e non solo perché come è noto nel 2028 mancheranno ad ARDSU 30milioni di euro e che la Regione e il Ministero dovranno individuare. Ci saremmo aspettati dalla Regione anche una linea su quelle che sono le borse di specializzazione medica aggiuntiva, su cui la Regione anni fa metteva diversi milioni di euro e che oggi sono state azzerate. Così come sulle borse di psichiatria infantile che sono richieste da più Università toscane. Abbiamo poi sollevato quesiti in commissione sui 200mila euro individuati sui programmi di pace per capire come verranno utilizzati”. Concludendo il suo intervento Zoppini ha accolto positivamente gli interventi per San Casciano dei Bagni e per la casa di Rodolfo Siviero a Firenze, come quelli per la valorizzazione della danza, “ma non capiamo le strategie e le scelte della Giunta che portano a una linea di intervento nel defr rispetto a un’altra. Le risorse su ricerca cultura e università sono sempre un buon investimento, ma quello che ci domandiamo è quali sono le priorità che hanno condizionato le scelte”.

La consigliera di Fratelli d’Italia Marcella Amadio ha paragonato il bilancio della Giunta “al vostro libro dei sogni. Chi non conosce i territori lo legge e vi fa i complimenti, ma la realtà è diversa”.

Parlando delle infrastrutture e del capitolo sul mantenimento e l’adeguamento dei fondali dei porti di competenza regionale la consigliera Amadio ha parlato della situazione di Marina di Campo: “Un porto dove il fondale è pieno di cose e che ha bisogno di un dragaggio, perché le imbarcazioni non entrano e se non entrano si perdono gli attracchi con conseguenze economiche e per il turismo”.

Amadio è stata molto critica anche sul contratto con Toremar entrato in vigore nel 2025: “I traghetti sembrano delle bagnarole e basta poco vento per non farli partire e molta gente è costretta a dormire al porto di Piombino. Toremar non investe sui traghetti e non garantisce la continuità territoriale. Se parliamo poi del capitolo salute cominciano i dolori. I soldi sono sempre meno e presidi fondamentali come Porto Ferraio e Piombino vengono smantellati. Il reparto di cardiologia richiesto, perché fondamentale, per Piombino e Porto Ferraio non lo fate. E con una scelta di buon senso andrebbe aperto un punto nascita a Piombino”.

Tornando a parlare del libro dei sogni la consigliera Amadio ha aggiunto “c’è un libro dei buoni e dei cattivi. Con Firenze matrigna rispetto agli altri territori e per Livorno e la mia provincia ho visto poco o nulla. L’unica cosa che vedo sono i contributi a favore della Galleria ex voto del Santuario di Santa Maria di Montenero. Quando si fanno i progetti e si pensa ai finanziamenti bisognerebbe comportarsi come il buon padre di famiglia con equità, ma Livorno arriva sempre dopo gli altri”.

Secondo il consigliere Enrico Tucci (FdI): “Quello che conta in un bilancio al di là dei numeri è la filosofia che è sottesa. E la filosofia di questa Regione da tanti anni è quella di dare contribuiti a chi li chiede, e talvolta anche a chi non li chiede, ma senza una visione di sviluppo”. Il consigliere Tucci ha fatto riferimento all’ultimo rapporto di Bankitalia sull’economia toscana per mettere in evidenza come “la crescita sia debole, si fatica a ritrovare il dinamismo che c’era prima della pandemia con un aumento del pil nel 2025 inferiore alla media nazionale. Risultati modesti che dimostrano una debolezza strutturale. Alla base del sistema produttivo ci sono micro e piccole imprese attive nei settori tradizionali meno orientate all’innovazione. L’export è sostenuto prevalentemente da due attività, il farmaceutico e i metalli preziosi ma questo non basta”.

Il consigliere Tucci ha poi sottolineato come a chiedere un cambio di marcia sia stato anche il segretario regionale del Pd Fossi, “mentre sono pronti a scendere in piazza il 9 luglio i sindacati

con una giornata di sciopero. Sciopero che nasce per la situazione drammatica dell’industria toscana, particolarmente critica per il comparto della moda, con i salari reali cresciuti pochissimo e che hanno portato alla perdita del potere di acquisto. Dall’industria dipende futuro della Toscana e in questo atto non ce n’è traccia”.

La consigliera di Fratelli d’Italia Serena Bulleri ha sottolineato come “da questo bilancio emerga la linea di indirizzo politico su quello che la Regione deve perseguire e lo vediamo in come spende.

Ci dice gli interessi collettivi che la Regione intende perseguire e da questo bilancio vediamo che non c’è una visione sui diritti fondamentali. Vediamo che nonostante i continui richiami che la Regione prende dalla Corte dei Conti c’è un’erogazione finanziaria che la Corte in passato ha definito a rivoli. C’è un palese squilibrio del perimetro sanitario. A fronte di questa parcellizzazione che non sappiamo se verrà sistemata da un maxiemendamento non possiamo che pronunciarci in maniera nettamente contraria”.

Nel suo intervento il portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi ha esordito dicendo che non si capisce se il presidente Giani sia quello che “gestisce l’ordinario o vuole fare le riforme. Che vuol portare a compimento l’aeroporto di Firenze, la Fi-Pi-Li e affrontare temi come la deindustrializzazione e il tema della formazione o sia semplicemente il presidente che gestisce l’ordinario come è evidente da questo bilancio con lo spacchettamento delle risorse e con opere non strategiche”. Tra gli interventi positivi evidenziati dal portavoce Tomasi “l’efficientamento energetico per le scuole o quando si interviene per evitare che un comune perda i fondi del pnnr o quando si fa per garantire il diritto dei ragazzi ad andare a scuola. Però ci sono interventi che non capisco come quando il presidente elargisce 200mila euro alla diocesi di Livorno o alla fondazione Rondine, ma non capisco come altre fondazioni possano avere modo di contattarla per avere un trattamento simile”.

Il portavoce Tomasi ha poi sottolineato come il keu sia ancora un’emergenza attuale “e non capiamo quanti soldi ci vorranno ancora. Non sono d’accordo poi con i 3milioni di euro di barriere antirumore per la stazione Guidoni, quando a finanziare questo intervento dovevano essere le Ferrovie dello Stato. Ci preoccupa poi l’aumento dei costi per la realizzazione dell’ospedale di Cisanello. Siamo arrivati a 588milioni di euro e ci chiediamo se si arriverà a 800milioni complessivi. Sul comune di Cavriglia non capiamo come chieda 4,8milioni di euro per il progetto di Castelnuovo d’Avane e ne riceva 6,8 coprendo anche la parte che il comune cofinanzia”.

“Un ultimo dato preoccupante – ha sottolineato Tomasi – è quello della sanità con i 35milioni di euro di debito per ristorare le aziende sanitarie che hanno attinto al Fondo sanitario per fare gli investimenti. Io ho chiesto che tipo di investimenti sono e non tutti sono urgenti, ma sono stati utilizzati per fare cose ordinarie. Le cifre spese in questa prima parte dell’anno sono alte ed è necessario un freno”. “Siamo in un momento decisivo di grandi scelte – ha concluso Tomasi – se vuole una mano noi ci siamo. Servono scelte strategiche sulla deindustrializzazione, sulle politiche sull’abitare, sull’agricoltura e sulla peste suina. Non è vero che tutto va male ma nemmeno che tutto va bene”.

Per Claudio Gemelli di Fratelli d’Italia “c’è il rischio di vanificare il lavoro delle commissioni con gli emendamenti che arriveranno a seguito di trattative che ha convolto solo una parte della maggioranza. L’obiettivo dovrebbe essere quello di rendere attrattiva la Toscana, e in questa variazione non si riescono a trovare aspetti che dovrebbero renderla più competitiva e attrattiva.

Gli interventi a pioggia non servono a questo e mancano le opere strategiche per questa regione dalle strade, allo smaltimento dei rifiuti, dal sostegno alle imprese e all’agricoltura fino alla mitigazione del dissesto idrogeologico”.

Parlando delle infrastrutture toscane il consigliere Gemelli ha sottolineato come “servano interventi massivi sulla Firenze-Pisa-Livorno anche per garantirne l’insonorizzazione. Interventi di risanamento acustico per cui vengono spesi pochi soldi. Si tratta di una strada pericolosa, una vera e propria trappola, perennemente cantierizzata con code ogni giorno e per la manutenzione il budget ordinario è di solo di 8,4milioni di euro all’anno. Questa è una variazione che inserisce 4milioni sulla manutenzione straordinaria, ma mi chiedo se è davvero la misura giusta per andare a mettere in sicurezza questa trappola di strada anche perché manca una programmazione pluriennale. A proposito di infrastrutture finalmente abbiamo visto la posa della prima pietra per il ponte a Signa con interventi per 5milioni previsti, immagino per l’adeguamento dei prezzi, ma quello che è un obiettivo che si doveva raggiungere decenni fa, ora viene sbandierato come una grande operazione”.

Nel suo intervento Massimiliano Simoni ha illustrato la posizione del Gruppo Misto – Futuro Nazionale: “Diciamo un netto no ad un approccio ragionieristico con le risorse distribuite a pioggia per inseguire le emergenze senza una vera pianificazione strutturale. C’è una totale mancanza di visione dei bisogni della nostra Regione. Con la variazione di bilancio si tamponano discutibili scelte del passato”. “Il primo pilastro su cui si fonda questa variazione di bilancio è la sanità e il sociale a cui viene destinato un terzo delle risorse, tra cui 20milioni di euro per l’ampliamento del nuovo ospedale di Cisanello a Pisa. Non siamo contrari all’ammodernamento della struttura, ma mentre si concentrano milioni sui poli centrali i cittadini dei luoghi periferici continuano ad affrontare interminabili liste di attesa, con pronto soccorso al collasso e la carenza cronica di medici di base. E i 30 milioni complessivamente stanziati per sanità e sociale non bastano per colmare la voragine creata da una gestione fallimentare. E si annunciano grandi problemi sulle assunzioni nelle case di comunità”. Il consigliere Simoni ha anche criticato la riforma delle Asl e sottolineato come sempre più cittadini toscani siano costretti a rinunciare alle cure mediche.

Il consigliere Simoni ha anche criticato le scelte fatte sulle infrastrutture “con una variazione di bilancio che troppo spesso serve solo “a rincorrere il rincaro dei materiali e a finire opere già avviate dimostrando una totale mancanza di programmazione a lungo termine. La nostra Regione ha un disperato bisogno di collegamenti ferroviari tra l’entroterra e le coste e di rafforzare significativamente la dorale tirrenica, ma servono anche opere idrogeologiche fondamentali per prevenire il dissesto”. “Sulla cultura e l’istruzione – ha concluso Simoni – assistiamo alla consueta spartizione basata su consuete battaglie ideologiche buone solo a raccogliere qualche voto in più”.

Quali le principali opere strategiche per la Toscana? Diego Petrucci (FdI) non ha dubbi: la più importante riguarda le strutture di Pronto Soccorso, o meglio l’indennità di funzione economica per coloro che vi lavorano, qualcosa di concreto quindi e non una pacca sulle spalle. Il consigliere ha sottolineato come sia stato il Governo Meloni ad introdurre l’indennità di Pronto soccorso, concedendo la facoltà alle Regioni di integrare con risorse proprie. E la Toscana? “Non ha stanziato neppure tutto quello che ha erogato lo Stato”, ha ribadito il vicepresidente del Consiglio regionale. Da qui l’invito ad intervenire sul welfare aziendale, magari riducendo di 500 unità i 2142 primari, uno ogni 4 posti letto, quindi risparmiando 25 milioni l’anno per restituire dignità agli operatori dei Pronto soccorso. Tra le altre misure strategiche Petrucci ha ricordato la “rivoluzione” di Meloni sul Piano Casa, a fronte di una Toscana che conta 5000 alloggi popolari vuoti e non assegnati. In conclusione, del suo intervento ha ribadito la necessità di investire su dotazioni infrastrutturali specifiche, per definire una precisa strategia di sviluppo in Toscana.

Vittorio Fantozzi (FdI), riconoscendo la difficoltà ad intervenire nel contesto di un dibattito, senza ripetersi o finendo per sminuirne le misure, ha parlato di variazione di bilancio da “leggere” lasciandosi guidare non da un libro di scienza delle finanze, ma dalle lenti della politica. Secondo il consigliere, “prima ancora di variazione di bilancio, dobbiamo parlare di assestamento politico”. “E mentre Giani con la sua metrica intercetta le necessità delle comunità locali noi captiamo il malcontento dei toscani, pronti a discernere gli interventi di necessità da quelli dettati dal sentimento del governatore”, ha affermato, nella consapevolezza di quanto possa essere difficile, “nella vostra maggioranza trovare una convincente sintesi di governo”.

“Lei mi insegna che bilancio e variazione tendono a rappresentare la visione che si ha della Toscana”, ha esordito Jacopo Cellai (FdI), rivolgendosi al presidente Giani. “Ma ancora siamo in attesa del Programma regionale di sviluppo, che è il fulcro dell’azione di governo della Regione; la tenuta dei conti in sanità ha i suoi chiaro-scuri; sul fronte di Toscana Strade è difficile stabilire quante risorse debbano essere allocate”, ha sottolineato, ricordando ancora i 3 milioni per la terza Torre di Novoli, tramontata per il diniego del Sindaco di Firenze. Infine: “anche le grandi opere di cantierizzazione devono rispondere ad una visione strategica”, ha concluso Cellai.

Secondo Alessandro Capecchi (FdI) è sugli obiettivi generali di programmazione che si articolano gli interventi: “il criterio, presidente Giani, deve essere quello della programmazione, non quello della simpatia”; e mentre ancora non si è visto il Programma regionale di sviluppo e si continuano ad elargire risorse tra chiese, associazioni teatrali e arredi per palestre, “stiamo facendo un’operazione corretta nei termini di manutenzione del nostro patrimonio?”, si è chiesto retoricamente il consigliere, rivolgendosi all’Aula di palazzo del Pegaso. Capecchi, facendo un rapido calcolo, ha ricordato che nella nostra Regione, dal 2020 al 2026 si sono elargiti con il consueto meccanismo “a pioggia” oltre 1 miliardo e mezzo di euro, risorse che, al contrario, avrebbero potuto essere utilizzate per realizzare interventi obiettivamente più “necessari”. Il consigliere ha quindi concluso auspicando approfondimenti su una serie di partite, da Firenze Fiera a Fidi Toscana, passando dalla gestione della Laguna di Orbetello.

Il consigliere di Forza Italia Jacopo Maria Ferri ha riconosciuto un cambiamento positivo nel metodo di confronto e nell’ascolto dei territori rispetto alle passate presidenze di Claudio Martini ed Enrico Rossi. Tuttavia, ha lamentato la mancanza di una riprogrammazione strategica e di risorse per i territori marginali, criticando alcune grandi spese centralizzate. Ferri è intervenuto sulla misura Nidi Gratis: “Sta scaricando costi insostenibili sui bilanci dei Comuni medio-piccoli, senza risposte o coperture dalla Giunta”. Sul Trasporto pubblico locale ha espresso forti critiche sui tagli al cosiddetto lotto debole nelle aree periferiche, che alimentano tensioni nelle zone montane e frazionali. E ancora: “Le Società della Salute faticano a garantire i servizi storici a causa dei mancati stanziamenti regionali per coprire i giusti aumenti contrattuali del personale delle cooperative”. Sulla crisi del Terzo settore ha evidenziato una “gravissima sofferenza economica per Misericordie e Pubbliche Assistenze, fondamentali per la gestione di marginalità e disabilità”. Ha inoltre criticato gli investimenti per Cisanello e RFI che “drenano il bilancio a svantaggio dei servizi diffusi”. In chiusura, il consigliere ha accusato il governo regionale di “rimandare il problema del dissesto idrogeologico” in attesa del Documento Operativo del Suolo (DOS), “senza fare immediata chiarezza sulle risorse”.

Il consigliere regionale di Casa Riformista, Federico Eligi, ha richiamato a una maggiore coerenza strategica e a una più equa distribuzione delle risorse, ponendo l’accento sulle priorità della sanità e sulle prerogative finanziarie dell’Assemblea legislativa. “Se ci fosse chiarezza nel Piano Regionale di Sviluppo, e fosse ben impostato, la discussione di oggi sarebbe stata davvero dentro a un quadro di una manovra di bilancio”, ha spiegato. Pur riconoscendo la fase di inizio legislatura, ha sollecitato la Giunta a fissare una data precisa per illustrare “quantomeno gli indirizzi e le linee guida del PRS. Un passaggio fondamentale per garantire trasparenza all’intero schieramento politico e ai cittadini”. Analizzando le misure in sanità, Eligi ha commentato le dichiarazioni del presidente della Regione in merito al futuro dell’ospedale di Cisanello, “destinato a diventare il principale polo ospedaliero dell’Italia centrale”. “Condivido questa visione e ne sono felice, essendo tra coloro che hanno sostenuto il presidente con più forza. Tuttavia, negli ultimi anni siamo andati nella direzione opposta. Non si può programmare un grandissimo ospedale se poi non si è conseguenti negli investimenti su strumenti e personale”. Il consigliere ha espresso forte preoccupazione per la situazione dei servizi di prossimità, citando il caso dell’ospedale di comunità di Navacchio: “A marzo la struttura ha comunicato formalmente la prospettiva di chiusura per mancanza di convenzione. È difficile pensare a grandi servizi centralizzati se l’unica struttura territoriale che sopperisce ai bisogni di ben nove Comuni dell’area pisana si trova in queste condizioni. In una manovra da oltre 100milioni di euro, dove è stato inserito tutto e il contrario di tutto, mi aspettavo che si evitasse la chiusura di questo presidio cardine della riforma sanitaria territoriale”. È entrato poi nel merito della concertazione tra Giunta e Assemblea legislativa e sul fondo leggi autonomo per il Consiglio regionale. Eligi ha fatto riferimento a tre leggi specifiche citate da Giani – una a propria firma (dedicata alla valorizzazione dei cammini storici), una del Partito Democratico e una di Alleanza Verdi e Sinistra – sollevando dubbi sulle relative coperture finanziarie. “Mi piacerebbe – ha spiegato – che il Consiglio regionale avesse la dignità e l’autonomia di poter scegliere in modo chiaro quali criteri adottare e cosa finanziare, pur nel continuo rapporto di collaborazione con la Giunta”. Spero, ha concluso che tanto la salvaguardia dell’ospedale di comunità di Navacchio, quanto lo stanziamento per il fondo leggi possano trovare lo spazio necessario nelle modifiche alla manovra che stiamo discutendo”.

“Siamo abituati a studiare gli atti e i numeri non mentono: questa variazione di bilancio manca di coraggio, di una strategia industriale e di attenzione verso i cittadini più deboli”. Così Chiara La Porta, capogruppo di Fratelli d’Italia. “Il presidente Giani si vanta di piccoli interventi diffusi, ma la Toscana scivola al dodicesimo posto nella classifica del Pil nazionale, superata anche dalle regioni del Sud. Abbiamo bloccato 23milioni di euro in un fallimentare reddito di cittadinanza regionale anziché investire in formazione di qualità per le imprese. I bandi regionali sono confusi e inefficaci di fronte alla deindustrializzazione in corso”. La Porta ha poi sollevato la pesante discrepanza sui fondi per la sicurezza del territorio: “Il confronto tra Cisanello e difesa del suolo non regge. Chiediamo più risorse sul rischio idrogeologico. È una vergogna che, a tre anni dagli stanziamenti del Governo nazionale, i ristori per gli alluvionati non siano ancora stati erogati a chi ha perso tutto”. In merito alle grandi infrastrutture, ha richiamato l’attenzione sul ponte Signa-Lastra Signa: “Apprezziamo che ci si riprovi, ma la Giunta vigili. Dieci anni fa, con la stessa maggioranza, milioni di euro dei toscani andarono in fumo per il fallimento della ditta appaltatrice a causa di zero controlli”. Alro nodo su cui ha puntato l’attenzione, il rincaro del trasporto pubblico: “Dal 1° agosto aumenteranno i biglietti, ma le famiglie e i pendolari vengono lasciati a piedi da Autolinee Toscane, tra tratte saltate e aree interne isolate. Si fa cassa sulla pelle dei più deboli senza chiedere conto dei disservizi”. Infine, la sanità pratese: “Giani rivendica la prima pietra della nuova palazzina dell’ospedale di Prato. Ho già presentato tre interrogazioni sul tema. Le mura non bastano. Se non c’è un piano straordinario di assunzioni del personale, quella palazzina rimarrà una scatola vuota” ha chiarito.

Il consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Massimiliano Ghimenti, ha rivendicato con forza le priorità del gruppo: sostegno ai nidi di qualità, investimenti sulla sanità territoriale, rilancio delle politiche culturali e interventi infrastrutturali strategici. “Sostenere i Comuni che compiono scelte virtuose, dedicando una fetta importante del proprio bilancio a un servizio fondamentale come il nido, è per noi un’assoluta priorità”, ha spiegato rispondendo anche alle sollecitazioni dell’opposizione. Il consigliere ha ribadito che, pur comprendendo la struttura della misura Nidi Gratis, questa rischia di avvantaggiare chi storicamente ha investito meno. “Per questo, a seguito delle interlocuzioni con l’assessore Alessandra Nardini, stiamo lavorando per rafforzare normativamente ed economicamente la misura Nidi di Qualità. Vogliamo una risposta positiva che premi e aiuti di più le amministrazioni che introducono risorse proprie”. Ghimenti ha poi ribadito il pieno supporto al potenziamento della sanità locale, sottolineando però la necessità di muoversi in un quadro di uniformità e programmazione. Entrando nel merito delle cifre, il consigliere ha definito “fondamentali” le risorse stanziate per la viabilità e la manutenzione. Rispetto alle critiche del centrodestra, Ghimenti ha rilevato una forte contraddizione: “Troviamo incoerente criticare la manovra parlando di troppi interventi puntuali per poi presentare emendamenti che ne chiedono altri a destra e a manca. Essere al fianco dei territori, delle comunità e dei sindaci non è un favore di basso profilo, ma un dovere istituzionale”. Sulle risorse stanziate a progetti culturali, teatrali e poli museali della Toscana è stato altrettanto chiaro: “In un Paese in cui autorevoli esponenti politici hanno sostenuto che con la cultura non si mangia, questa variazione offre una risposta concreta in totale controtendenza”. In chiusura, Ghimenti ha voluto ricordare i principali interventi che interessano direttamente l’area pisana con Cisanello, il Ponte sull’Arno a Calcinaia e bonifiche Keu. Su questo punto ha espresso una raccomandazione: “massima attenzione per la gravissima criticità di Ceppaiano, nel Comune di Crespina Lorenzana, dove un’ordinanza vieta tuttora l’utilizzo dei pozzi privati nelle abitazioni”.

Il capogruppo di Casa Riformista, Francesco Casini, ha espresso pieno sostegno alla seconda variazione elogiando il lavoro svolto dal presidente Giani e dal presidente della commissione Bilancio Vittorio Salotti, confermando lo spirito costruttivo del gruppo. “La manovra – ha ricordato – prevede 103milioni di euro di investimenti totali, con un incremento degli stanziamenti di oltre 7milioni nel 2026 e di quasi 19milioni nel 2027, resi possibili grazie a nuove risorse e rimodulazioni”. Tra quelle ricordate da Casini le risorse, nel triennio, per infrastrutture e mobilità come Toscana Strade, Fi-Pi-Li con “nuovi e urgenti interventi di manutenzione e potenziamento”, Porto di Livorno e “massicci interventi per la mobilità sostenibile”. Sull’area fiorentina il capogruppo si è concentrato sull’area metropolitana di Firenze che “riflette perfettamente l’efficacia della manovra” e ha elencato le misure: collegamento Lastra a Signa-Signa, “opera fondamentale per l’intera area Toscana Centro e per i flussi verso la Fi-Pi-Li”; il finanziamento per il collegamento stradale tra le aree di Val di Bisenzio e Mugello, gli interventi mirati all’efficientamento del sistema di mobilità fiorentina come il Viadotto dell’Indiano e la Tramvia. Non meno importanti gli investimenti nei servizi essenziali. In ambito sanitario, Casini ha evidenziato il “forte supporto all’edilizia ospedaliera”, a partire dal nuovo polo ospedaliero di Cisanello, affiancato dal rafforzamento delle strutture sanitarie territoriali finanziate anche tramite i fondi Pnrr. Ha infine richiamato il concetto di Toscana Diffusa: “L’obiettivo della manovra è favorire la digitalizzazione, l’innovazione e la crescita non solo delle grandi città, ma anche dei piccoli comuni e delle aree interne. I cittadini – ha concluso – giudicano le scelte della politica quando vedono aprire un ospedale, quando entrano in una scuola ristrutturata o quando utilizzano strade più sicure e nuove linee della tramvia. Con questa manovra diamo concretezza al futuro della nostra regione”.

“La programmazione strategica della Regione e le risposte puntuali alle emergenze del territorio non sono due strade separate, ma le due facce di un nuovo modo di governare la Toscana” ha dichiarato il consigliere regionale del Pd, Mario Puppa. Nel corso del suo intervento, ha rivendicato l’efficacia di quello che viene definito il metodo Giani, un “approccio basato sull’ascolto diretto dei sindaci e sopralluoghi costanti nei territori. Un metodo che permette di intercettare le necessità concrete delle comunità locali e di tradurle rapidamente in interventi finanziari mirati”. “Da ex primo cittadino – ha spiegato – riconosco il valore di un’amministrazione regionale che non si gira dall’altra parte. Il presidente Giani, e noi consiglieri, raccogliamo le urgenze segnalate dagli amministratori locali, anche dalle opposizioni, dando priorità per evitare l’aggravamento di criticità strutturali. Si tratta di interventi su viabilità, sport e completamento di opere pubbliche. Piccoli importi che non stravolgono il bilancio regionale, ma che fanno la differenza per la tenuta dei nostri territori”. “C’è chi in Aula ha chiesto di tagliare questi micro-interventi per concentrare le risorse solo sulle grandi opere. Questa visione contrasta con la nostra filosofia di governo. Dobbiamo aiutare i Comuni che viaggiano a velocità diverse e che soffrono l’inverno demografico, lo spopolamento e la carenza di servizi. Sostenere i piccoli Comuni significa difendere la nostra biodiversità, la cultura e le tradizioni. Chi decide di non emigrare e di restare a vivere in queste aree deve avere pari dignità e servizi di base”. Questo principio di prossimità, a detta del consigliere, guida anche la riforma della sanità toscana: “Nonostante le note carenze di medici e di risorse nazionali, il progetto che stiamo costruendo è quello di una sanità territoriale, capillare e vicina ai cittadini delle aree interne”. Infine, Puppa ha richiamato la necessità di accelerare sull’approvazione del Piano Regionale di Sviluppo (PRS): “Sarà il nostro faro per i prossimi cinque anni, uno strumento strategico costruito attraverso il confronto con le parti sociali, economiche e istituzionali. Nel frattempo, però, difendiamo questo Bilancio flessibile, capace di aggiustare la rotta nell’emergenza e di trovare una quadra che, alla fine, soddisfa e dà risposte sia alla maggioranza che alle opposizioni”.

“Questa variazione è solo un tassello di una programmazione economica solida e di lungo periodo, iniziata mesi fa. Chi pensava che con questo atto si potessero risolvere tutti i problemi strutturali del Paese, lancia polvere negli occhi dei cittadini”. Così Serena Spinelli, consigliera regionale del Pd nel suo intervento che ha toccato temi centrali quali il lavoro, le politiche abitative e della sanità, tracciando una linea netta tra l’azione della Regione e le carenze strategiche del Governo nazionale. “I dati OCSE emersi questa mattina sono drammatici e fotografano un Paese al palo. Siamo a – 6,1 per cento sui salari rispetto al 2021 e le retribuzioni reali resteranno ferme fino al 2027. Abbiamo il paradosso di una disoccupazione ai minimi storici, che però nasconde un aumento esponenziale di lavori poveri e sotto-salariati. Il prossimo sciopero interroga tutti noi: l’Italia ha bisogno di un piano industriale serio, che punti su investimenti di qualità e sulla transizione energetica reale, non sulle promesse del nucleare che vedrà la luce, forse, tra quindici anni”. Alle critiche dell’opposizione sul fronte emergenza abitativa e in particolare replicando al vicepresidente del Consiglio Diego Petrucci, la consigliera è stata netta: “Sul Piano Casa nazionale serve cautela. Per la Toscana si prospettano briciole rispetto ai bisogni strutturali a cui la nostra Regione risponde da anni con risorse proprie. Questo Piano è stato calato dall’alto senza coinvolgere le Regioni e i sindaci, che infatti stanno protestando. La Toscana fa un’altra scelta: sfrutteremo la flessibilità europea per inserire stabilmente l’edilizia residenziale pubblica e sociale nel prossimo settennato di fondi UE”. Spinelli ha infine difeso la gestione dei fondi sanitari e l’utilizzo flessibile delle risorse per le manutenzioni urgenti nei presidi ospedalieri: “Non confondiamo la programmazione con la gestione quotidiana delle emergenze. La priorità assoluta di questa amministrazione resta il completamento del polo di Cisanello a Pisa. Una scelta strategica di straordinario valore che garantirà cure di altissima qualità a tutti i cittadini toscani, superando ogni logica campanilistica. Le scelte contenute in questo Bilancio non sono in contraddizione con il Piano Regionale di Sviluppo, ma ne attuano concretamente gli obiettivi di equità sociale e crescita”, ha concluso.

“Equità territoriale, risposte immediate ai piccoli Comuni e una sanità di prossimità che non rinuncia alla sicurezza”. Così Roberta Casini, consigliera regionale Pd, ha commentato la seconda variazione, rivendicando il valore politico di interventi pensati per i territori più marginali. “Chi ha fatto il sindaco in un piccolo Comune, come è capitato a me, conosce bene l’isolamento e la carenza di personale che impediscono persino di pensare o istruire un bando pubblico. Per questo, cifre che a livello regionale possono apparire minime, rappresentano un traguardo fondamentale per le comunità locali”. Sul fronte sanità, Casini ha chiarito come si debba mettere al primo posto la sicurezza delle cure. Avere ogni servizio sotto casa a tutti i costi non è più sicuro, come dimostra il dibattito sui punti nascita. La vera presa in carico del cittadino avverrà capillarmente grazie a un sistema sanitario pubblico, universalistico e accessibile a tutti”. La consigliera è intervenuta anche sulla gestione del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Donato di Arezzo, difendendo la sperimentazione avviata dall’assessorato alla Sanità in accordo con l’azienda sanitaria. “Davanti a una drammatica carenza nazionale di medici d’urgenza, che ad Arezzo ha visto andare deserte le graduatorie, la scelta di affidare temporaneamente la gestione dei codici minori al terzo settore è una risposta che tutela i cittadini e permette ai medici dipendenti di concentrarsi sui codici più gravi”. Ha inoltre fatto un appello per la medicina d’urgenza che a suo dire “va ripensata a livello contrattuale nazionale. Parliamo di professionisti che affrontano orari straordinari e non godono dei benefici di altre specializzazioni, come la libera professione intramoenia. È questa la vera battaglia che dobbiamo fare uniti, superando gli steccati ideologici per difendere il nostro servizio sanitario”.

“Il Bilancio si fa studiando e proponendo idee. Questa variazione non è un atto isolato, ma un assestamento che rafforza le grandi direttrici su cui la Toscana investe da anni: sanità, sociale, infrastrutture e Toscana diffusa”. Così il consigliere regionale del Pd, Matteo Trapani. Nel suo intervento, ha voluto accendere i riflettori sulle macro-direttrici dell’azione regionale e sulle risposte destinate ai territori, a partire dalla provincia di Pisa. “La Toscana mette risorse importanti sulla sanità e sul sociale, inteso non come tema secondario ma come pilastro per lo sviluppo della persona e delle famiglie” ha spiegato. “Gli investimenti sull’Ospedale di Cisanello non sono una risposta locale, ma un intervento strategico di alta specializzazione che farà da volano economico e infrastrutturale per l’intera regione, di pari passo con i necessari lavori sulla Fi-Pi-Li”. Il consigliere ha poi sottolineato l’importanza urbanistica del progetto: “Il progressivo trasferimento delle attività libererà l’area del Santa Chiara, uno spazio di immenso pregio che deve tornare alla città di Pisa e ai suoi cittadini”. Trapani ha espresso forte preoccupazione per le politiche del Governo nazionale: “Mentre noi parliamo di Toscana Diffusa e cerchiamo di dare opportunità ai bambini che nascono nelle aree montane, il Governo taglia e porta avanti una riforma dei Comuni montani che rischia di svuotare i territori. La Regione sta provando a sostituirsi alla carenza di fondi nazionali, che sono sempre meno”. Tra le altre misure citate, Trapani ha evidenziato lo stanziamento per il microcredito e il sostegno ai negozi di vicinato legati alla stampa e all’editoria: “Le edicole e i rivenditori di giornali stanno vivendo una crisi profonda. Aiutarli significa difendere presidi culturali ed economici vitali, soprattutto nelle aree meno urbanizzate”.

“I dati del Documento di economia e finanza regionale 2027 delineano uno scenario macroeconomico ad altissimo rischio per la nostra regione, con lo 0,3 per cento del PIL toscano in bilico, pari a 400milioni di euro, e ben 110mila posti di lavoro minacciati dall’altalena dei prezzi dei beni energetici. La Toscana ha bisogno di una pianificazione strategica strutturata”. Lo ha dichiarato il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Luca Rossi Romanelli. “Se la crisi energetica morderà il nostro tessuto produttivo, a salvarci sarà una politica economica e di sviluppo industriale capace di proteggere concretamente le nostre imprese”. Sul fronte energetico e della pianificazione, Rossi Romanelli ha lanciato un messaggio chiaro in vista del dibattito sulle aree idonee: “Riteniamo le fonti rinnovabili una risorsa fondamentale non solo per la tutela dell’ambiente, ma per lo sviluppo socioeconomico della Toscana. Respingiamo con forza qualsiasi rigurgito nostalgico a favore del carbone. Tuttavia, rileviamo forti criticità sul metodo di erogazione dei contributi: se da un lato la modalità diretta rappresenta lo strumento più rapido ed efficiente per risolvere i problemi quotidiani dei piccoli Comuni privi di grandi strutture burocratiche, dall’altro non può sostituire una sana programmazione”. Il capogruppo ha poi tracciato l’ordine delle priorità negli investimenti regionali: “Accogliamo con favore lo stanziamento per Cisanello, unisce e dà risposte a tutto il territorio, così come le risorse destinate alle bonifiche. Su quest’ultimo punto, però, le emergenze richiedono risolutezza. La situazione recentemente emersa a Crespina Lorenzana, dove i valori di inquinamento da Keu fuori limite hanno raggiunto livelli 23 volte superiori alla legge, impone di concentrare lì ogni sforzo. Troviamo più importante investire subito sulla salute dei cittadini e sulla bonifica del territorio di Crespina Lorenzana rispetto alla rimodulazione operata per la palestra di Cenaia” ha osservato. “La sfida del futuro si vince con la tutela dell’ambiente, la protezione delle famiglie e il sostegno a un’industria sostenibile. Questo è il modello di sviluppo per cui continueremo a batterci”, ha concluso.

Il Bilancio approvato lo scorso dicembre era solido nelle sue linee prioritarie, ma lasciava scoperte diverse necessità sul lato degli investimenti e della spesa corrente. Con questa variazione compiamo un passo avanti positivo, dando risposte che vanno nella direzione da noi auspicata”. Lo ha dichiarato il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Lorenzo Falchi. Nel suo intervento, Falchi ha tracciato l’agenda delle priorità politiche ed economiche per i prossimi mesi, mettendo al centro la difesa del tessuto industriale e la transizione ecologica. Ha inoltre espresso pieno sostegno ai piccoli interventi diretti ai territori: “I finanziamenti mirati ai piccoli Comuni attirano spesso l’attenzione e le critiche delle opposizioni, ma sono sostegni vitali. Senza l’aiuto della Regione, molte piccole realtà locali non riuscirebbero a completare opere già finanziate a causa di varianti in corso o delle note difficoltà strutturali della finanza locale”. Falchi ha inoltre ricordato l’importanza del precedente assestamento di primavera, fondamentale per garantire la tenuta e la chiusura in sicurezza del bilancio sanitario per il 2025. Il capogruppo ha espresso preoccupazione per la tenuta del sistema produttivo toscano. “Non possiamo permetterci di perdere pezzi di industria. La qualità della vita in Toscana non è fatta solo di bellezze naturali e architettoniche, ma è retta da un settore manifatturiero di alta qualità, capace di redistribuire la ricchezza sul territorio molto meglio rispetto ai servizi a basso valore aggiunto”. In quest’ottica, Falchi ha salutato positivamente il voto unanime del Consiglio sulla mozione per la Banca Monte dei Paschi di Siena: “Avere sul territorio la leva del credito e le funzioni di direzione bancaria fa la differenza tra la capacità di competere sui mercati internazionali attraverso l’innovazione o il rischio di venire espulsi dal sistema economico. Chi pensa di uscire dalla crisi industriale riconvertendo la produzione civile in industria bellica commette il più grande degli errori”. Falchi ha chiuso il suo intervento con un richiamo sulle politiche ambientali in vista della prossima presentazione della legge sulle aree idonee e sulla semplificazione per le energie rinnovabili. “La Toscana è rimasta al palo sulla decarbonizzazione rispetto ad altre Regioni e non possiamo più tardare. Se è vero che le norme attivano i capitali privati, le Istituzioni devono fare la propria parte con risorse dirette. La transizione energetica va accompagnata e promossa, soprattutto per sostenere le famiglie a reddito più basso che non hanno la possibilità economica di affrontare da sole questi investimenti”. “Questa variazione non contiene tutte le risposte – ha concluso Falchi – ma definisce una linea chiara. Subito dopo la pausa estiva dovremo rimetterci prontamente al lavoro per iniziare a costruire il Bilancio del prossimo anno”.

“I dati di Bilancio hanno l’ambizione di dare risposte concrete a una pluralità di soggetti e territori. Questa variazione dimostra che la Regione non sceglie di sacrificare una realtà a favore di un’altra, ma tiene insieme le sue anime: dalle piccole comunità montane alle grandi eccellenze ospedaliere, fino al tessuto manifatturiero”. Così Andrea Vannucci, consigliere regionale Pd. Nel suo intervento, Vannucci ha ricordato come la Regione “aiuti gli Enti Locali più piccoli che hanno difficoltà strutturali a partecipare ai grandi bandi europei”. Sul fronte sanità e ricerca, “molto si introduce con investimenti infrastrutturali, a partire dal nuovo polo ospedaliero di Pisa. Le nuove terapie che oggi salvano vite non nascono per caso, ma perché si investe in ricerca. Accanto al software delle competenze, la Regione finanzia l’hardware, ovvero le mura e le tecnologie sanitarie. Ospedale e sanità territoriale non vanno contrapposti: funzionano solo se crescono insieme”. Ultimo punto toccato, l’identità economica e il manifatturiero: “Il turismo è fondamentale, ma questa regione ha una vocazione manifatturiera profonda e radicata, che produce lavoro reale e che va sostenuta con forza”. “Qualcuno vede in questo approccio a tutto campo una mancanza di scelta”, ha concluso il consigliere. “Al contrario, la storia della Toscana insegna che la nostra forza sta proprio nel saper coniugare la produzione con la bellezza, l’assistenza con l’arte”.

“Questa variazione di bilancio non è un insieme di interventi spot o isolati, ma è attraversata da un chiaro filo conduttore: la cura a 360 gradi del nostro territorio e dei suoi cittadini”. È quanto ha dichiarato Simona Querci, consigliera regionale Pd che nel corso del suo intervento ha voluto tracciare l’identità politica della variazione. “La cura viene declinata sia nella sua accezione più classica, come la salute e il sociale, dove spicca il fondamentale e strategico intervento per l’ospedale di Cisanello, sia attraverso il sostegno al lavoro culturale e alla libertà d’informazione, vero sale della democrazia” ha spiegato. La consigliera ha difeso con forza gli stanziamenti destinati alla legalità e alla cooperazione internazionale: “Ho sentito alcune critiche sui progetti legati alla cultura della pace, come il contributo straordinario alla Fondazione Rondine. In un momento storico come questo, investire nel dialogo e nel rispetto reciproco significa promuovere interventi strutturali e concreti, tutt’altro che astratti”. Un passaggio centrale dell’intervento è stato dedicato al progetto Toscana Diffusa e alla tutela delle aree interne. “A forza di chiamarle aree interne rischiamo di considerarle aree esterne e di marginalizzarle. Le politiche della Regione vanno nella direzione opposta: farsi carico di questi territori affinché i diritti dei residenti valgano esattamente come altrove”. E per dimostrarlo, Querci ha citato il caso del Comune di Sambuca Pistoiese: “Grazie al contributo regionale, un Comune montano molto esteso ma con scarse risorse potrà ristrutturare il proprio palazzo comunale. Restituire piena funzionalità alla sede del Comune significa restituire una vera casa democratica alla comunità. Questo Bilancio – ha concluso – restituisce l’identità di un Governo regionale che caratterizza la propria azione politica con la vicinanza reale a tutti i territori”.

“I piccoli Comuni e gli Enti Locali sono la spina dorsale della Toscana, i primi ad avvertire le criticità sociali e territoriali. Con questa variazione di Bilancio interveniamo in modo puntuale e trasversale, superando gli schieramenti politici, per proteggere i servizi essenziali delle famiglie, dagli asili nido alle scuole. È l’ora di una forte rivalutazione del settore pubblico rispetto al privato”. È quanto ha dichiarato la consigliera del Movimento 5 stelle Irene Galletti. “Il sostegno economico serve a dare ossigeno a bilanci comunali stretti da forti ristrettezze, garantendo la tenuta dei servizi alle famiglie. Questo approccio si riflette anche nelle battaglie per la ripubblicizzazione del sistema idrico integrato” ha spiegato. La consigliera ha rivendicato con orgoglio il lavoro svolto dal Movimento 5 Stelle durante la gestione pandemica: “un momento in cui l’Italia ha risposto in prima fila a livello internazionale ed è rimasta vicina alle comunità locali, gettando le basi per ripensare la transizione ecologica e i modelli di vita urbani e agricoli, in linea con Agenda 2030”. “Gli anni successivi alla pandemia hanno mostrato le debolezze strutturali dell’Europa di fronte alle tensioni geopolitiche, alla guerra in Ucraina e alle speculazioni sulle materie prime e sui costi energetici. La risposta deve essere strutturale, orientata alle energie rinnovabili e alla bioeconomia” ha aggiunto. In vista del prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Unione Europea, a detta di Galletti, la Toscana sta strutturando reti e direzioni per permettere anche agli Enti Locali minori di accedere direttamente ai finanziamenti europei. “L’obiettivo è un’amministrazione moderna, che usi l’intelligenza artificiale e indicatori chiari per monitorare i risultati della programmazione”. Una critica è stata mossa agli effetti della riforma Delrio, che ha penalizzato pesantemente le Province lasciandole senza risorse adeguate alla gestione di scuole e strade. “Nella sola provincia di Pisa si contano tra i 200 e i 300 ponti costruiti tra gli anni Sessanta e Settanta che necessitano di interventi straordinari o di essere ricostruiti ex novo per evitare l’isolamento di intere aree urbane e produttive”.  “Il nostro obiettivo – ha concluso – è una programmazione ordinata, capace di accogliere anche i contributi positivi e le soluzioni alternative che arrivano dalle opposizioni. Dobbiamo continuare a vedere le variazioni di Bilancio come uno strumento strategico per proiettare la Toscana in uno scenario internazionale da protagonista, promuovendo il riciclo, il riuso e la transizione ecologica”. –

di Emmanuel Milano, Paola Scuffi e Federica Cioni

 

 

 

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