7 Luglio 2026

Monte dei Paschi: prospettive e salvaguardia del ruolo industriale, occupazionale e territoriale, mozione unanime

Sì unanime con 37 voti favorevoli in Aula alla mozione presentata da Simone Bezzini (Pd) con emendamento presentato da Enrico Tucci (FdI)

Comunicato n. 0566
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Firenze – “Assumere un’iniziativa istituzionale, coordinata con i soggetti economici e sociali e gli enti territoriali interessati, finalizzata a definire una piattaforma condivisa da portare all’attenzione del “Governo e degli attori coinvolti nell’operazione, fondata sulla tutela dell’interesse regionale, sulla salvaguardia di Banca Monte dei Paschi di Siena e sulla continuità del rapporto tra credito, famiglie, imprese e comunità locali”. Questo uno degli impegni chiesti alla Giunta regionale nella mozione su prospettive, salvaguardia del ruolo industriale, occupazionale e territoriale del Monte dei Paschi di Siena. L’atto è stato presentato in Aula dal capogruppo Pd Simone Bezzini che ha sottolineato il confronto produttivo con i colleghi di opposizione, l’atto è stato votato all’unanimità, con 37 sì, accogliendo l’emendamento presentato da Enrico Tucci (FdI).

Tra le richieste quella di “promuovere, attraverso l’Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana (IRPET), la predisposizione, entro trenta giorni, di uno studio volto ad analizzare il potenziale impatto economico, occupazionale, territoriale e sociale derivante dalle ipotesi di riassetto societario riguardanti Banca Monte dei Paschi di Siena, con particolare riferimento agli effetti sulle funzioni direzionali presenti in Toscana, sull’occupazione diretta e indiretta, sull’indotto sull’accesso al credito da parte del sistema produttivo regionale”.

“Occorre – prosegue Bezzini – attivare ogni iniziativa utile, nelle sedi istituzionali e nei confronti dei soggetti competenti, affinché ogni evoluzione societaria riguardante Banca Monte dei Paschi di Siena garantisca la tutela dei livelli occupazionali, la valorizzazione delle professionalità esistenti e la salvaguardia delle funzioni direzionali, strategiche e operative presenti a livello regionale”.

Si chiede anche di “attivarsi nei confronti del Governo affinché siano utilizzati tutti gli strumenti e le prerogative consentiti dall’ordinamento, anche al fine di prevenire effetti negativi sulla stabilità economica e sociale della Toscana”.

Bezzini ha ricordato alcuni momenti dell’istituto senese, “i momenti di crisi anche drammatici, l’intervento dello stato”, “il processo duro e complesso di risanamento e anche di rilancio” e il “protagonismo sugli scenari nazionali con risultati di bilancio anche significativi”. E poi alcuni dati: “In toscana ci sono 4mila 400 dipendenti, 2mila circa nell’area senese, l’indotto per fornitura di servizi e beni è legato ad aziende che occupano in Toscana diverse centinaia di persone prevalentemente collocate nell’area fiorentina”.  Il tema per Bezzini non è quello di esprimere un giudizio sulle operazioni societarie”, c’è un Opas avviata, ma quello di “aprire uno spazio di interlocuzione che riguardi gli impatti economici e sociali e le funzioni che connotano un modello di sviluppo”. “Credo che non debbano esserci interferenze improprie della politica” ma “credo sia un dovere delle istituzioni per il rilievo economico ed occupazionale rappresentare anche le istanze che emergono dai territori e aprire un spazio di confronto”.

“Banca Monte dei Paschi di Siena è un’istituzione culturale importante per la Toscana, – afferma Enrico Tucci (FdI) – un patrimonio storico, artistico, archivistico e culturale, un bene per il Paese”. In merito alla diffusione della notizia dell’Opas, Tucci interviene: “è ovvio che le scelte societarie e di mercato appartengono alle sedi competenti e devono essere valutate sulla base di atti ufficiali sotto la vigilanza delle autorità preposte, ma questo non significa che la Provincia e la Regione debbano restare in silenzio e limitarsi ad assistere. Abbiamo chiesto un tavolo interistituzionale che metta insieme comune, provincia, regione, parlamentari e consiglieri regionali eletti sul territorio perché siamo di fronte ad una questione non solo economica, ma anche identitaria e culturale e deve essere affrontata con unità di intenti”.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana