• • 27 Ottobre 2026

LaMMA: illustrata proposta di legge sul Consorzio, la figura apicale torna nell’organico per adempiere ai rilievi della Corte dei conti

Il provvedimento adegua la governance dell’ente di ricerca meteo-ambientale toscano. L’amministratore unico diventa direttore inserito nella dotazione organica, reintrodotto il Comitato Tecnico-Scientifico e aggiornati gli strumenti di programmazione (PIAO). Ampio confronto nelle commissioni Bilancio e Ambiente su parcellizzazione dei provvedimenti, coperture finanziarie, procedure di nomina e garanzie tecniche

Comunicato stampa n. 948
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Firenze – Adeguamento alle indicazioni contabili, razionalizzazione dei ruoli apicali e tutela della vocazione scientifica dell’Ente. È stata illustrata nelle commissioni Bilancio e Ambiente del Consiglio regionale, guidate rispettivamente da Vittorio Salotti (Casa Riformista) e Gianni Lorenezetti (Pd), la proposta di modifica della legge regionale 39/2009 relativa al Consorzio LaMMA (Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile). Il provvedimento segna un passaggio centrale nel percorso avviato dalla Regione per allineare l’organizzazione dei propri Enti dipendenti alle prescrizioni della Corte dei conti e dei ministeri.

Gli uffici della Giunta regionale hanno illustrato le specifiche tecniche richieste dai rilievi contabili e recepite nella proposta di legge cui è seguito un articolato dibattito e confronto politico in particolare su tempi di esame, meccanismi di copertura finanziaria, criteri di nomina e garanzie di terzietà degli organi dell’Ente.

La capogruppo di Fratelli d’Italia e vicepresidente della commissione Bilancio, Chiara La Porta, ha sollecitato un’analisi puntuale sulle reali convergenze dei rilievi governativi e della Corte dei conti: “Quali sono le criticità in comune? Sono sempre le stesse: la durata dell’incarico, la nomina, i criteri, lo stipendio e il margine di discrezionalità del presidente della Regione. Siamo sempre qui a discutere se Giani possa nominare chi vuole, senza i criteri stabiliti, o per quanto tempo. Chiedo allora perché non si sia fatta una sintesi unica invece di parcellizzare”. “Scommetto che anche questo testo tornerà con ulteriori emendamenti: fare da passacarte è svilente” ha commentato

Sul tema delle competenze e del meccanismo di designazione delle cariche è ritornato l’interrogativo del consigliere Alessandro Capecchi (FdI), che ha chiesto chiarimenti tecnici agli uffici della Giunta ricevendo conferma che la nomina del direttore spetta al presidente della Regione: “Voglio capire quali scelte siano obbligate e quali discrezionali per poter eventualmente emendare il testo senza far perdere tempo. Il direttore deve essere un manager operativo che fa funzionare la struttura, organizza il lavoro e sprona i dipendenti. Per quanto riguarda il Comitato scientifico, la cui reintroduzione è una scelta del tutto discrezionale non richiesta dalla Corte dei conti, rilevo un problema di garanzia: se il presidente della Regione nomina sia il direttore gestionale sia due terzi del Comitato scientifico, non si realizza una vera funzione di terzietà e controllo”.  “Valuteremo se presentare emendamenti per modificare la composizione o persino per sopprimere il Comitato se non ne sussiste la reale necessità” ha anticipato.

A detta del presidente della commissione Ambiente Lorenzetti , le osservazioni fatte mancano un po’ di senso logico: “Ricordo che il Comitato scientifico era già previsto nella precedente normativa, prima di essere abrogato nel 2016. Oggi, all’interno del riordino complessivo del LaMMA, torna ad assumere una funzione specifica e importante”. E seguendo poi quanto già specificato dagli uffici della Giunta ha aggiunto: “La proposta di legge delinea un direttore con un taglio marcatamente gestionale e organizzativo. La reintroduzione del Comitato Tecnico-Scientifico serve proprio a bilanciare e a mantenere forte la natura scientifica e di ricerca del Consorzio, fungendo da organo consultivo e di garanzia culturale”.

Sul dei correttivi tecnici è intervenuto anche il presidente della commissione Bilancio Salotti, che ha confermato il costante lavoro di allineamento normativo alla luce delle ultime indicazioni ministeriali: “L’atto illustrato oggi è stato redatto successivamente ai rilievi che Governo e ministeri hanno formulato sulle ultime revisioni portate in Consiglio. Questa proposta di legge sarà sicuramente oggetto di emendamenti per essere pienamente allineata; penso ad esempio alla durata del Collegio dei revisori o al carattere di esclusività dell’incarico del direttore, con il collocamento in aspettativa previsto unicamente per i dirigenti non dipendenti dell’Ente”. “È un lavoro di continuo aggiustamento tecnico. Fatta una legge, se emerge una criticità si interviene subito per correggerla. Anticipo che analoghi emendamenti saranno presenti anche nelle proposte di legge su Artea, che andranno al parere referente nella prossima commissione congiunta” ha aggiunto.

Il valore del lavoro condiviso già emerso su altri provvedimenti è stato sottolineato dal capogruppo Pd Simone Bezzini: “Il lavoro delle Commissioni produce risultati concreti. Come avvenuto recentemente per l’esame di altri provvedimenti, il confronto approfondito ha permesso di costruire emendamenti condivisi tra maggioranza e opposizione che hanno modificato i testi della Giunta prima dell’approvazione finale. Questo dimostra che il passaggio consiliare non è un mero adempimento, ma una dialettica democratica e di merito utile alle Istituzioni”.

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La proposta di legge in sintesi

Trattamento economico e durata del direttore: La figura dell’amministratore unico viene superata e sostituita dal direttore del Consorzio, integrato nella dotazione organica dell’Ente. Lo stipendio non sarà più un importo omnicomprensivo ma verrà agganciato al contratto collettivo nazionale della Ricerca (applicato ai dipendenti del LaMMA). Inoltre, la durata dell’incarico viene svincolata dalla legislatura regionale, prevedendo un mandato compreso tra i 3 e i 5 anni. Al direttore restano confermate la rappresentanza legale, le funzioni gestionali, la qualifica di datore di lavoro e la predisposizione del budget e dei bilanci;

 Reintroduzione del Comitato Tecnico-Scientifico: per separare l’amministrazione gestionale dall’indirizzo scientifico (vocazione primaria dell’Ente) si ripristina il Comitato Tecnico-Scientifico con sole funzioni consultive e di rappresentanza. Sarà composto da tre membri (designati dal presidente della Giunta, CNR e Assemblea dei soci) senza alcun gettone di presenza, salvo il solo rimborso spese per le sedute fuori sede;

 Adeguamento normativo (PIAO e Budget): recepiti gli aggiornamenti nazionali con l’introduzione del PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione) al posto del PQPO (Piano della Qualità della Prestazione Organizzativa) e l’uniformazione redazionale del budget triennale. Per garantire massima coerenza normativa, la dizione del contratto collettivo verrà formulata come “contratto nazionale di riferimento”, analogamente a quanto fatto per ARPAT

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana