• 27 Ottobre 2026

Controllo: il punto sull’agenzia per il lavoro

La commissione guidata da Jacopo Cellai (FdI) ha ascoltato la direttrice di Arti Simonetta Cannoni

Comunicato stampa n. 0944
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Firenze – Focus su Arti (Agenzia regionale per il lavoro), in commissione Controllo presieduta da Jacopo Cellai (FdI), grazie all’audizione della direttrice Simonetta Cannoni.

Dal potenziamento dei centri per l’impiego al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), tra risorse stabili e finanziamenti una tantum, per fare il punto su una Agenzia dove lavorano 975 unità, composte da una struttura di staff e cinque strutture territoriali, a loro volta suddivise in 73 sedi: una direzionale, 17 sportelli e 55 sedi. Questa per grandi linee l’istantanea di Arti, il cui modello organizzativo – con i dati forniti dal Ministero del Lavoro – ha dimostrato di aver funzionato, ha sottolineato la direttrice Cannoni. In particolare, la Toscana, sul programma Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (Gol) è risultata la prima regione che ha superato il target di formati ed occupati, seconda solo alla provincia autonoma di Bolzano che ha raggiunto il 56 per centro, contro la percentuale toscana del 53, ma in una media nazionale del 40. La direttrice ha quindi concluso il proprio intervento ricordando che Arti nasce come centro per l’impiego per fornire servizi ad utenti ed aziende, e come negli anni si è evoluta, gestendo risorse e bandi in qualità di organismo intermedio del Fondo sociale europeo.

Ad aprire la carrellata di domande di approfondimento, il presidente Cellai: “Di fronte ad utili importanti dell’agenzia, 14 milioni nel ’22 e 10 milioni nel ’23, come si giustifica l’avanzo di circa 23 milioni?”. Cellai, principalmente, si è concentrato sugli immobili di Arti che non sono di proprietà dell’agenzia.

“Una legge dello Stato degli anni Ottanta prevede che i locali dei Centri per l’impiego siano messi a disposizione gratuitamente dai Comuni ove ha sede lo stesso centro” ha riferito la direttrice Cannoni. Da qui la collaborazione con le amministrazioni, ad eccezione che per Pisa e Massa, dove Arti paga rispettivamente un canone alla Provincia ed uno ad un soggetto privato; anche se è in corso una trattativa per consentire alla Regione di procedere all’acquisto dei due locali, con vincolo a centri per l’impiego.

Serena Bulleri (FdI) ha chiesto di approfondire il dato occupazionale in relazione alle fasce di età, cui ha risposto la direttrice: in sintesi, se il tasso di disoccupazione oscilla tra il 4 e 5 per cento, quello giovanile va addirittura dal 13 al 20 per cento. E monitorando il reddito, anche se la maggioranza di chi chiede di accedervi è rappresentata da donne, coloro che invece trovano più lavoro sono gli uomini.

Ma il reddito regionale di reinserimento lavorativo può dirsi una misura che funziona? Per rispondere a questa domanda, ha spiegato Marco Stella (FI), occorre avere dati certi e report trimestrali. Quindi: quante sono state le domande complessive e quante quelle ammissibili?

Da aprile ad oggi le domande accolte sono state circa 2500, per impegni di oltre 6 milioni di euro, con una media di 2500 euro a persona, ha spiegato la direttrice.

Con una delibera di Giunta della scorsa primavera, il consigliere Stella ha parlato di 1200 domande registrate e 47 ritenute ammissibili. Da qui la richiesta di entrare in possesso di dati chiari ed incontrovertibili, accanto ad una riflessione sul Fil srl di Prato, che un tempo gestiva i centri impiego del territorio e che oggi invece svolge un ruolo di assistenza tecnica ad Arti.

Il consigliere Federico Eligi (Cr), dopo aver chiesto chiarimenti sulla situazione di Pisa e Massa a proposito dei locali da mettere a disposizione, si è interrogato su come potremo gestire il post Pnrr.

E riprendendo un’indagine Irpet: le politiche del lavoro in Toscana, tra non molto tempo, si troveranno a fare i conti con una fascia, dai 18 ai 23 anni, destinata a scomparire. Secondo Eligi sarebbe importante avere un rapporto sempre più costruttivo con gli Istituti scolastici, attraverso attività mirate di orientamento.

Visto l’interessante dibattito, il presidente Cellai non ha escluso la possibilità di organizzare una seconda puntata su Arti, per approfondire meglio mission, funzioni e misure erogate.

 

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Agenzia regionale per il lavoro – Arti

Istituita con la legge regionale n. 28 dell’ 8 giugno 2018, Arti è un ente dipendente della Regione Toscana, ai sensi dell’articolo 50 dello Statuto, ed è dotata di autonomia organizzativa, amministrativa e contabile.

Ad Arti è attribuita in primis la funzione di gestione della rete regionale dei centri per l’impiego, nonché delle misure di politica attiva e dei servizi erogati a cittadini e imprese.

Nello specifico la Legge regionale 28/2018, attribuisce all’Agenzia le seguenti funzioni:

  • gestione della rete regionale dei centri per l’impiego, nonché dei servizi erogati e delle misure di politica attiva alla luce dei Livelli essenziali delle prestazioni e degli standard definiti a livello nazionale e regionale
  • sottoscrizione di convenzioni con soggetti pubblici e privati accreditati, ai sensi dell’articolo 20 ter, secondo criteri di economicità, cooperazione, integrazione e qualità
  • gestione degli interventi di politica attiva del lavoro
  • attuazione di interventi in tema di pari opportunità tra uomini e donne, con particolare attenzione al mercato del lavoro
  • promozione e gestione di incentivi e agevolazioni alle imprese e ai datori di lavoro a sostegno dell’occupazione di lavoratori in particolari condizioni di svantaggio
  • gestione degli interventi finalizzati ad assicurare la continuità delle prestazioni ai lavoratori beneficiari di ammortizzatori sociali
  • gestione dei servizi relativi all’incontro fra domanda e offerta di lavoro
  • assistenza tecnica alla Giunta regionale e agli uffici regionali competenti a supporto dello svolgimento delle funzioni e dei compiti in materia di programmazione, indirizzo, monitoraggio, controllo e valutazione delle politiche regionali del lavoro
  • collaborazione con le strutture regionali competenti per l’integrazione delle politiche del lavoro, della formazione e dell’istruzione, nonché delle politiche sociali e dello sviluppo economico
  • collaborazione con le altre agenzie regionali, con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con altri enti pubblici e istituzionali
  • raccordo con i corrispondenti organismi istituiti dallo Stato
  • gestione del sistema regionale di accreditamento e autorizzazione ivi compresa la tenuta dell’elenco dei soggetti accreditati e autorizzati
  • gestione delle procedure di licenziamento collettivo e per gli ammortizzatori sociali; supporto alla Regione nelle attività di assistenza e mediazione delle vertenze aziendali presiedute dagli organi politici
  • gestione degli interventi finanziati con risorse comunitarie, statali e regionali secondo le linee di indirizzo e di attuazione fornite dalla direzione regionale competente per materia
  • gestione dei servizi relativi al collocamento mirato e all’inserimento lavorativo dei disabili
  • monitoraggio e analisi delle politiche del lavoro a livello territoriale tramite l’Osservatorio regionale del mercato del lavoro

Arti, in attuazione delle linee di indirizzo e gli obiettivi stabiliti dalla Regione Toscana, garantisce l’esercizio della funzione regionale in materia di mercato del lavoro tramite la gestione dei Centri per l’impiego e il presidio territoriale delle politiche attive del lavoro, in termini di progettazione, organizzazione ed erogazione degli interventi (servizi o misure), secondo quanto previsto dalle disposizioni nazionali in materia di livelli essenziali delle prestazioni (Lep) e dagli standard individuati nella Carta regionale dei servizi.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana