23 Luglio 2026

Economia: via libera al Defr 2027, un documento di transizione in attesa del quadro nazionale e del PRS

Approvata a maggioranza in commissione la proposta di delibera. Voto contrario di Fratelli d’Italia e Forza Italia. Invarianza fiscale, fondo sanità a 8,5miliardi, piano di razionalizzazione delle partecipate e autonomia per i tre poli fieristici

Comunicato stampa n. 643
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Firenze – È stato approvato oggi, giovedì 23 luglio, dalla commissione Bilancio e Affari Istituzionali del Consiglio regionale, presieduta da Vittorio Salotti (Casa riformista), il Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2027. Il testo ha ricevuto il voto favorevole della maggioranza e quello contrario di Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Si tratta, come già illustrato nella seduta del 14 luglio scorso, di un Defr dal profilo prevalentemente ricognitorio e di transizione, pensato per fotografare lo stato dell’arte della finanza pubblica in attesa della definizione dei quadri programmatici sia a livello nazionale che regionale.

Il documento sconta l’impatto della recente riforma della governance economica europea. A livello statale, il classico DEF programmatico di aprile è stato sostituito dal nuovo Documento di finanza pubblica (DFP), un atto di sola rendicontazione privo di impegni programmatici. Questo quadro costringe le Regioni a legiferare senza riferimenti finanziari statali definiti.

Anche per questo i contenuti del nuovo Programma regionale di sviluppo (PRS), sono ancora in fase di analisi. La definizione dei progetti prioritari e degli interventi strategici sul territorio è rinviata alla Nota di aggiornamento al Defr (Nadefr).

Il quadro economico, secondo i dati dell’Istituto di programmazione economica della Toscana (Irpet), prevedono una crescita del PIL regionale dello 0,5 per cento sia per il 2026 che per il 2027, in linea con l’andamento nazionale. I consumi delle famiglie risultano in crescita moderata, l’export appare in recupero e l’occupazione, seppur con un ritmo più lento. Tra gli elementi di rischio, sempre secondo Irpet, la possibile brusca frenata degli investimenti pubblici al termine delle erogazioni del PNRR.

Per quanto riguarda l’assetto finanziario e fiscale, il quadro triennale risulta stabile ma rigido. L’inflazione riduce in termini reali le risorse libere, limitando la spesa discrezionale. Confermata l’invarianza delle aliquote dei tributi regionali. Garantito il Fondo sanitario regionale 2027 con una prima stima prudenziale di circa 8,5 miliardi di euro (+0,5 per cento sul 2026), in attesa del nuovo Patto per la Salute. Per quanto attiene l’indebitamento, è confermato il tetto massimo autorizzatorio pari a 941milioni di euro per il triennio 2026-2028 (somma tecnica di autorizzazioni deliberate, ma mai utilizzate per intero).

L’allegato al Defr introduce una serie di adeguamenti temporali per portare a termine i piani industriali delle partecipate regionali. In particolare:

  • Cosvig: slittano i tempi per la riorganizzazione del Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche per consentire la separazione tra attività commerciali ed esercizio istituzionale (necessaria per gli affidamenti in-house dei Comuni). Il riconoscimento della personalità giuridica della nuova Fondazione è fissato al 31 ottobre 2026, con trasferimento del ramo d’azienda al 31 dicembre 2026. Il ramo commerciale rimarrà in capo alla Regione, che trasformerà la società in Srl;
  • Fidi Toscana e Sviluppo Toscana (operazione SICI): previsto un differimento di pochi mesi per le modifiche statutarie di Fidi destinate al rilancio operativo (terzo settore e garanzie giovani). Si lavora all’acquisizione delle quote di Fidi in SICI SGR da parte di Sviluppo Toscana, che sta adeguando il piano industriale per valutare un’operazione totalitaria o condivisa con la Regione Umbria;
  • Poli Fieristici: accantonata l’ipotesi di fusione o holding unica tra Firenze Fiera, Arezzo Fiere e Congressi e CarraraFiere. I soci pubblici hanno espresso la volontà di mantenere l’autonomia delle singole società, puntando sul rafforzamento delle sinergie operative e commerciali;

 

Nel corso della seduta di illustrazione del Defr, si è registrato un dibattito politico sulla visione strategica.

La vicepresidente della Commissione e capogruppo di Fratelli d’Italia, Chiara La Porta, aveva sottolineato che “Regioni come Lombardia ed Emilia-Romagna hanno approvato il loro Documento con linee guida chiare. Non si può usare il Governo nazionale come alibi. La verità è che manca il PRS, fermo in Giunta da mesi perché non si trova un accordo in maggioranza. Questo Defr è un libro delle favole”.

Alessandro Tomasi (FdI), portavoce dell’opposizione e Jacopo Maria Ferri (Forza Italia) avevano invece stigmatizzato l’assenza della Giunta in commissione: “Non si può fare una discussione politica seria su temi come l’indebitamento, la sanità e il futuro di Fidi Toscana senza gli assessori di riferimento. Ringraziamo i dirigenti per il lavoro svolto, ma discutiamo solo di meri numeri e rinvii tecnici senza un confronto con chi ha la responsabilità politica delle scelte”.

Il direttore della direzione programmazione della Regione, Luigi Idili, aveva però chiarito che il profilo ridotto del Defr non è legato a dinamiche politiche o polemiche nazionali, ma risponde unicamente a una precisa scelta amministrativa: evitare di anticipare decisioni che troveranno la loro formale e corretta sede nel PRS.

 

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Il Defr in sintesi

Il primo capitolo del documento, curato da Irpet, evidenzia la capacità di resilienza del sistema economico toscano di fronte agli shock degli ultimi anni, pur segnalando alcune fragilità strutturali.

Le stime prevedono una crescita del PIL regionale dello 0,5 per cento sia nel 2026 che nel 2027, in linea con il trend nazionale. I consumi delle famiglie si registrano in moderata crescita, export in recupero e occupazione che tiene, seppur con un ritmo rallentato.

Il vero elemento di attenzione è il rischio di una brusca frenata degli investimenti pubblici con l’esaurimento dei fondi Pnrr.

Il quadro finanziario regionale per il triennio 2027-2029 si presenta stabile ma rigido, caratterizzato da una diminuzione in termini reali delle ‘risorse libere’ a causa dell’inflazione, limitando lo spazio per nuove spese discrezionali.

Non sono previste modifiche alle aliquote dei tributi regionali. Sul fronte fiscale, la Regione consolida il passaggio da un approccio puramente sanzionatorio alla compliance cooperativa, incentivando il dialogo preventivo con i contribuenti.

Blindato il Fondo Sanitario. È inserita una prima stima prudenziale per il Fondo Sanitario Regionale 2027, pari a circa 8,5miliardi di euro (+0,5 per cento rispetto al 2026), in attesa del nuovo Patto per la Salute.

Confermato il tetto massimo autorizzatorio all’indebitamento per il triennio 2026-2028 pari a 941milioni di euro, una cifra tecnica che somma le autorizzazioni già deliberate ma storicamente mai utilizzate per intero.

Il documento contiene infine un allegato specifico che introduce alcune modifiche puntuali al piano di razionalizzazione annuale delle società partecipate regionali.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana