7 Luglio 2026

Aula: “C’è stoffa per tutti”, chiarimenti su riserva posti

L’assessore al Lavoro Alberto Lenzi risponde all’interrogazione di Luca Minucci (FdI) in merito al finanziamento del progetto

Comunicato n. 0565
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Firenze– “La Regione, seguendo le regole del patto per il lavoro in Toscana, valuta i progetti presentati secondo una visione oggettiva, senza considerazioni opportunistiche e da sempre le politiche attive hanno avuto l’obiettivo di sostenere una platea più ampia possibile”. Con queste parole l’assessore regionale al Lavoro Alberto Lenzi ha risposto in Aula all’interrogazione presentata da Luca Minucci (FdI) sul finanziamento del progetto “C’è stoffa per tutti”.

“Questo progetto – ha continuato – è stato proposto da un gruppo di agenzie formative molto diverse fra loro, ma l’unità di intenti e la trasversalità delle possibili opportunità hanno determinato un tema inerente all’inclusività ed è fuori luogo l’idea che questa misura possa contrapporre un tema come quello della disabilità all’identità di genere”.

“Non ho ricevuto la risposta – ha affermato Luca Minucci (FdI) – . Abbiamo un progetto che parla di formazione, tradizione manifatturiera toscana, combinandola con innovazione digitale, tecnologia, sostenibilità, qualità, mirando a formare professionalità capaci di concepire e sviluppare e industrializzare articoli tessili innovativi”. “A fronte di questo le agenzie hanno chiesto un finanziamento di 130mila euro, concesso dalla Regione”, quindi “mi immagino che tra le priorità ci siano la capacità, la formazione”, invece “nella selezione è prevista una riserva del 50per cento per le donne, per le persone non binarie e transgender con eventuale supporto personalizzato qualora lo necessitino”. “I 130mila euro devono essere investiti per mettere tutti nelle stesse condizioni di poter lavorare”. Minucci ha chiesto se non si ritenga doveroso revocare o rimodulare con urgenza il finanziamento del progetto “C’è stoffa per tutti”, eliminando qualsiasi privilegio di natura ideologica e ristabilendo il principio costituzionale del merito, dell’equità e della reale fragilità sociale. “È una discriminazione inaccettabile”, ha concluso.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana