2 Luglio 2026

Trasporti: Autolinee Toscana Spa, audizione in commissione

L’amministratore delegato Franco Middei è stato ascoltato in quarta commissione presieduta da Gianni Lorenzetti (Pd). Controlli e disservizi, rincari tariffari, integrazione tra infrastrutture e viabilità e accessibilità dei mezzi per le persone con disabilità, al centro dell’audizione chiesta da Fratelli d’Italia

Comunicato n. 0550
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Firenze– Controlli e disservizi, rincari tariffari, infrastrutture e viabilità, accessibilità dei mezzi per le persone con disabilità. Queste le tematiche al centro dell’audizione dell’amministratore delegato di Autolinee Toscane Franco Middei, che oggi si è tenuta in commissione Territorio e ambiente, presieduta da Gianni Lorenzetti (Pd) in merito alla gestione del servizio di trasporto pubblico locale su gomma in Toscana.

Il presidente Lorenzetti ha spiegato che l’audizione è stata richiesta sia per le “note vicende degli ultimi giorni legate all’aumento dei biglietti deliberato dalla Giunta regionale con le polemiche nate sul territorio” ma anche “per una questione specifica che riguarda una ragazza con disabilità, nel territorio pistoiese, che ha lamentato la necessità di dover chiedere assistenza per salire in autobus 48 ore prima”. “Tra gli impegni di Autolinee – ha detto Lorenzetti – ci sono il rinnovo dei mezzi, l’implementazione della tecnologia, l’integrazione con il trasporto ferroviario e l’attenzione all’evasione tariffaria ma anche una maggiore attenzione all’accessibilità per le persone disabili”.

Middei ha fatto il punto sulle verifiche sull’efficienza della gara regionale unica, sul monitoraggio sui continui disservizi e ritardi denunciati nel trasporto pubblico locale su gomma, sui recenti aumenti dei biglietti e degli abbonamenti, con la richiesta da parte della Regione di un contributo equo da parte degli enti locali e sulla necessità di interventi sulle linee ferroviarie e la viabilità stradale regionale.

“Oggi abbiamo un servizio che esce al 99.5 per cento rispetto a quello pianificato – ha detto   Middei – ed è stato possibile perché è stato risolto il tema dei 300 autisti mancanti con un impegno finanziario importante con Autolinee che ha investito nelle accademie oltre 10milioni di euro, facendosi carico di tutti i costi di acquisizioni delle patenti”. Sull’anzianità dei mezzi, “la media era di quasi 14 anni ma con i 1100 nuovi autobus, è scesa a 9 e prevediamo che con i 400 mezzi immessi nel 2026, la media scenderà a meno di sei anni di anzianità”. Sui risultati, “il livello di efficienza all’uscita è elevato e quello delle corse perse per cause imputabili all’azienda molto basso”. “Passi avanti – afferma l’amministratore delegato – anche nei confronti del servizio persone a mobilità ridotta perché nei mezzi nuovi le condizioni di salita per loro sono più efficienti, avendo le pedane di ultima generazione”. “Negli ultimi tre anni abbiamo incrementato il numero di viaggi effettuati da persone a mobilità ridotta dell’800 per cento” ma “l’efficienza del trasporto per queste persone dipende dalla sinergia”, “non siamo responsabili della pianificazione della rete, delle strade, delle infrastrutture di fermata”.

Sul preavviso di prenotazione del servizio Middei ha precisato che è previsto dalle norme, varia tra le 24 e le 48 ore, serve “per garantire il diritto alla mobilità, la certezza del trasporto, le condizioni di sicurezza ed è connaturato alle esigenze di servizio e alla tutela della persona”.

Sul parco mezzi ha precisato “i 500 previsti nel ‘25 sono già diventati oltre 1100 e altri 400 entreranno in servizio nel corso dell’anno e entro il 2027 avremo coperto il 70per cento dell’impegno contrattuale”. Ai chiarimenti chiesti dal portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi (FdI) sul totale dei mezzi che non sono accessibili ai disabili, è stato risposto “la pedana è su tutti gli autobus” ma “può variare la percentuale di disponibilità perché sugli autobus più vecchi, la pedana è a forte rischio di rottura”.

Alla questione sollevata da Serena Bulleri (FdI) è stato risposto che “c’è un regolamento per l’autorizzazione dei trasporti e le condizioni per accogliere persone con disabilità sono la fermata accessibile e l’obbligo di prenotazione”.

Poi, alcuni dati sui servizi prenotati “nel ‘23 i servizi prenotati furono 115, nel ‘25 sono stati 591 e già 407 nei primi sei mesi del ‘26 con un livello di gradimento da parte delle persone a mobilità ridotta e la sicurezza anche attraverso il sistema di prenotazione molto apprezzato”.

“I temi sono tantissimi – ha detto Alessandro Capecchi (FdI) – e la commissione sta andando lunga vuol dire che Fratelli d’Italia aveva ragione a chiedere questa audizione perché sono molte le segnalazioni dal territorio, dai ritardi, alla cancellazione delle corse, al costo di biglietti e abbonamenti, al trasporto delle persone con disabilità, al tema della sicurezza sia dei passeggeri che degli autisti”. E ancora, “l’applicazione del contratto di servizio, l’impegno dell’azienda per migliorare la comunicazione, l’app e il bot su Telegram che consentono in tempo reale di sapere l’andamento delle corse e un miglioramento del servizio e del rapporto con gli utenti”. Apprezzamento dal consigliere, che ha riportato il caso di Emy a Monsummano, per la disponibilità dimostrata dall’azienda a “scendere sotto le 48 ore” per la prenotazione per le persone con disabilità. “Ho proposto – ha detto – di realizzare un sistema di comunicazione quasi in tempo reale che consenta alle persone con disabilità di sapere se quel mezzo è o meno a disposizione perché il diritto alla mobilità non può essere preordinato a 48 ore prima”. “La Regione – ha concluso Capecchi – può fare di più, fare un investimento straordinario per l’adeguamento delle fermate in rapporto con le pedane elettriche e rendere per tutti il diritto alla mobilità”.

Capecchi ha chiesto anche notizie sulle subconcessioni, sulla proiezione territoriale dei mezzi acquistati, sulla diminuzione del servizio estivo, su pensiline e paline intelligenti, sui numeri della qualità del servizio per pulizia e temperature, sulla sicurezza sui mezzi, se l’azienda abbia una mappatura delle zone più a rischio, sul numero dei trasportati, sulle politiche tariffarie e abbonamenti disponibili.

“Si prevedevano 1013 paline intelligenti e sono già state installate e funzionanti” mentre riguardo alle pensiline si è ribadito che “sono infrastrutture costose e si finanziano anche con la pubblicità”. “Le subconcessioni – ha detto Middei – servono all’ottimizzazione interna, il contratto ne prevede fino a 17milioni di chilometri e ad oggi siamo intono agli 8 milioni di chilometri sub affidati a varie aziende”, “ci assicuriamo che i nostri sub affidatari rispettino le nostre regole e che abbiano la certificazione regionale”. E ancora dati sulla proiezione territoriale per flotta “dal 2021 – ha detto Middei – abbiamo inserito i 54 bus a Massa, 115 a Lucca (di cui 26 elettrici), 118 Livorno (dei quali 3 elettrici), 93 a Pisa (4 elettrici), 96 a Pistoia, 109 a Prato (16 elettrici), 107 a Firenze urbana (56 elettrici), 102 a Firenze extra urbano, 71 ad Arezzo (2 elettrici), 126 a Siena e 79 a Grosseto per un totale di 1070” e “i criteri non sono il principio di un’equa distribuzione ma un piano di sostituzione progressiva per anzianità del parco criterio industriale mediato da tipologie di esercizio”.

“La Toscana ha uno dei sistemi di trasporto pubblico più qualificati e più estesi del Paese” – ha detto Simone Bezzini (Pd) – esprimendo apprezzamento “sugli investimenti per il rinnovo del parco mezzi e sulle politiche per il reclutamento e la formazione degli autisti”. Il consigliere ha ribadito la necessità di attenzione per la Toscana diffusa e di garanzia di pari opportunità per tutti.  “C’è la necessità – aggiunge – di accorgersi ed intervenire tempestivamente quando si presentano criticità e di comunicare il motivo di eventuali problemi o di corse saltate”. Sulla localizzazione dell’autostazione Santa Caterina, Bezzini chiede che “si comprenda bene il valore di quella struttura soprattutto per chi proviene dalla Toscana meridionale”.

Massimiliano Ghimenti (Alleanza verdi e sinistra), ha evidenziando che in vari territori si registrano disservizi in merito alla qualità, “sulle modalità di svolgimento del servizio soprattutto per gli operatori in subappalto, sul modo di porsi nei confronti dell’utenza”. Anche Ghimenti ha chiesto “maggiore attenzione per i territori marginali” e per “la ripresa delle corse nel periodo scolastico”.

Il portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi (FdI) ha ribadito la necessità di sostegno ai territori marginali e ha chiesto chiarimenti su penali e premi previsti ed effettuati e sulla dinamica tariffaria, “quanto costeranno biglietti e abbonamenti a fine concessione se vengono applicate gli aumenti previsti dal contratto?”.

Lidia Bai (Pd) ha voluto ribadire l’importanza del Santa Caterina “importante perché collega persone che provengono da aree in difficoltà a Santa Maria Novella”. “Capisco – ha detto -che possa essere abbandonata per il congestionamento dei mezzi ma deve essere pensata una risposta adeguata al cittadino utente”.

Andrea Vannucci (Pd) ha espresso apprezzamento per l’accademia per gli autisti che “ha funzionato, non era banale pensarla né crearla”. Sul tema dell’evasione del biglietto, “immagino siamo al 9per cento, vorrei capire come si calcola e se avete i mente soluzioni per ridurre questa percentuale” e se potete studiare “pacchetti di biglietti e mini abbonamenti”. Sugli spazi pubblicitari ha chiesto se ci sono dei gestori e perché qualche mezzo non ha gli spazi.

Il vicepresidente della commissione Claudio Gemelli (FdI) ha ribadito la necessità dell’audizione per dare risposta ai “disservizi denunciati anche dagli enti locali in relazione alle frequenze e alle percorrenze” e “al grande tema dell’aumento dei biglietti”. Sull’accesso dei disabili ai mezzi “è emerso che serve concertazione tra enti locali, Comuni e Autolinee Toscana per le infrastrutture delle fermate perché non tutte sono accessibili e prenotabili”. “È vero che si sta rinnovando il parco mezzi ma per l’accessibilità ai disabili occorre fare di più perché sono tante le zone fuori dalle aree urbane che non premettono a chi ha mobilità ridotta di usufruire di un mezzo pubblico”.

 

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