2 Luglio 2026

Mostra: un protagonista della cultura toscana ‘Universo Umberto Brandigi’ a palazzo del Pegaso

L’esposizione è stata inaugurata dalla presidente del Consiglio regionale
Stefania Saccardi e dalla presidente dell’Accademia delle Arti del disegno Cristina Acidini

Comunicato n. 0549
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Firenze –  E’ stata inaugurata la  Universo Umberto Brandigi Nuovi sguardi  nello Spazio espositivo Ciampi a palazzo del Pegaso e in sala Fanfani la presentazione della mostra con i saluti di Stefania Saccardi, presidente del Consiglio regionale e gli interventi di Cristina Acidini presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze; Luca Macchi presidente della classe di pittura dell’Accademia ; Enrico Sartoni curatore della mostra e del catalogo. Erano presenti i curatori delle singole sezioni Cristina Frulli, Susanna Ragionieri, Carlo Bimbi, M. Lisa Guarducci, Giulia Enrica Brandigi e Luigi Rinaldi.

“Il titolo della mostra Nuovi sguardi, suggerisce un invito che considero particolarmente importante- ha detto la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi – per tornare a osservare l’opera di Umberto Brandigi nella sua interezza, cogliendone la ricchezza e la perdurante capacità di dialogare con il presente. Brandigi è stato un artista difficile da racchiudere in una sola definizione. Pittore, architetto, designer, ha attraversato linguaggi diversi mantenendo sempre una visione coerente, fondata sull’attenzione alla persona, sulla qualità dello spazio abitato e sulla convinzione che bellezza e funzionalità possano dialogare armoniosamente. Le opere raccolte raccontano un percorso creativo originale, nel quale la ricerca artistica si intreccia con una riflessione costante sul vivere contemporaneo. Questa mostra ci restituisce così l’immagine completa di un autore che ha saputo guardare il mondo da prospettive diverse senza mai perdere coerenza e umanità. L’opera di Brandigi continua a parlarci: perché ci invita a osservare con maggiore attenzione ciò che ci circonda e a riconoscere il valore delle esperienze, dei paesaggi e delle relazioni che costruiscono la nostra identità individuale e collettiva.”

“Già con la mostra del 2025 nella sala espositiva dell’Accademia in via Ricasoli – ha detto la presidente dell’Accademia Cristina Acidini – si era riportato all’attenzione del pubblico un artista presente in numerose iniziative negli anni passati e tuttora meritevole di nuovi riconoscimenti anche a vantaggio delle giovani generazioni. E fu sorprendente ed istruttivo constatare come Brandigi si fosse espresso ad alto livello in ognuno dei generi che aveva scelto per esercitare la sua creatività, dalle arti figurative al design alla progettazione. Grazie all’insegnamento di Giovanni Colacicchi e d’altri insigni docenti dell’Accademia, la sua tenuta nella pittura figurativa risulta solidissima in qualsiasi genere: ritratto, natura morta, scorcio urbano segnato dall’attualità, veduta rurale, arte sacra. Densa di riferimenti colti all’arte dei grandi maestri del passato ma anche alle correnti che hanno segnato l’inizio del Novecento, come il Simbolismo e la Metafisica, la sua pittura s’imposta su un impianto prospettico di origini classiche.”

“Era un artista molto poliedrico- ha detto la figlia Giulia Enrica Brandigi – e abbiamo recuperato molte opere che qui presentiamo per la prima volta per questo il titolo della mostra è Nuovi Sguardi. Umberto Brandigi era pittore, scultore, architetto e designer. Prima gli studi a Firenze, poi negli Stati Uniti alla Yale University di New Haven e poi torna a Firenze e nella sua professione di architetto porta la sua esperienza maturata in America. Poi il suo lavoro di designer e dagli anni Settanta riprende il suo lavoro di pittore che aveva appresso nei suoi corsi giovanili all’Accademia di Firenze.”

“Una mostra che narra la storia di questo protagonista della cultura toscana del secondo dopoguerra – ha detto Enrico Sartoni curatore della mostra – che ha saputo coniugare l’arte e la cultura italiana con le conoscenze della cultura americana. La sua esperienza ed il linguaggio architettonico sono un unicum nella Toscana degli anni Sessanta del Novecento e dimostrano come capacità ed ingegno, sospinti da committenti consci del valore del progetto, producessero risultati sorprendentemente efficaci per quanto minoritari in un territorio regionale ampiamente occupato da professionisti locali e privo di un sostegno critico o politico che ne creasse e sostenesse una validità culturale condivisa. Brandigi rappresenta quindi una interessante esperienza che in un percorso perlopiù autonomo riesce a proporre nel territorio del boom industriale e ricco di occasioni nel quale operare tra Firenze, Prato e Pistoia, un’autonomia di linguaggio fuori dai canonici percorsi regionali che merita di essere studiata e approfondita.”

Nel suo intervento Luca Macchi presidente della classe di pittura dell’Accademia Brandigi ha sottolineato come la sua opera rappresenti un esempio significativo di un legame profondo con il nostro rinascimento, nel suo laboratorio artistico sembra di trovarsi nelle vecchie botteghe toscane di sapore rinascimentale.

 Umberto Brandigi (Tosi/Reggello 1928-Firenze 2015) è stato designer conosciuto per le produzioni ed i rapporti con ditte come Poltronova, Planula e Fantacci. Laureato in architettura all’Università di Yale (New Haven, USA 1958) e all’Università degli Studi di Firenze (1968), progettò numerosi edifici civili e industriali lavorando anche per studi internazionali come il SOM di New York. Il suo lavoro nell’arte, nell’architettura e nel design lo rendono un protagonista della nostra cultura. Brandigi è stato quindi un uomo schivo e intellettualmente e moralmente indipendente, in tutto il suo lavoro di architetto e artista ha sempre cercato di trovare un suo modo personale di esprimere le proprie idee, uscendo dalle mode del momento e riuscendo a creare opere di rilievo in ogni campo della sua attività. A suo stesso dire, riservato nei sentimenti e perseverante nelle sue azioni, qualità alle quali è sempre rimasto ancorato, non ha mai cercato la notorietà come fine del suo lavoro, perseguendo fermamente i suoi valori etici e spirituali.

La mostra sarà visitabile fino al 23 luglio con il seguente orario: da lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00; sabato dalle 10.00 alle 13.00.

Martedì 7 luglio alle ore 10.00 in sala Fanfani a palazzo del Pegaso prosegue l’omaggio a Umberto Brandigi con la conferenza con gli interventi di Cristina Tonelli (La misura del progetto. Umberto Brandigi e il designer italiano del dopoguerra); di Carlo Bimbi (Jollina.  Anatomia di un design silenzioso e altamente fruibile); Umberto Rovelli (Memorie per il futuro. L’opera di Brandigi nell’archivio Des To Museum)Enrico Sartoni (Le architetture di Umberto Brandigi).

 

La dichiarazioni video

L’intervista a Giulia Erica Brandigi, figlia di Umberto

 

L’intervista a Cristina Acidini, presidente dell’Accademia delle Arti del disegno di Firenze

 

L’intervento di Enrico Sartoni, curatore della mostra

 

La galleria fotografica

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