Economia: commercio equo solidale, illustrata la proposta di legge
L’atto al vaglio della seconda commissione presieduta da Brenda Barnini (Pd). “Riferimento al registro nazionale equo garantito”, “orientamento a semplificazione, concretezza operativa, maggior praticità e facilità di attuazione”, le novità delle modifiche. Barnini: “Si richiede un cambiamento culturale e di mercato; quanto più c’è un’ibridazione tra i modelli di consumo standard e quelli etici tanto più la diffusione avviene in modo efficace”
Firenze- Sostegno e diffusione al commercio equo e solidale in Toscana. L’atto è stato illustrato questa mattina (mercoledì 1° luglio), in commissione Sviluppo economico, presieduta da Brenda Barnini (Pd).
“Questa legge – ha detto- ha una storia abbastanza lunga, iniziata nella scorsa legislatura con l’assessora Spinelli in collaborazione con l’assessore Marras”. “La Toscana nel 2005 fu la prima ad adottare una legge organica sul commercio equo e solidale ma parlare di questi temi forse era pioneristico, oggi, viviamo in un altro mondo dove l’attenzione al consumo e alla qualità dei prodotti è cresciuta, la legge va quindi adeguata ai tempi attuali”. “Occorre un testo – ha continuato – che detti regole precise sul territorio per dare anche un senso di vicinanza e sostegno al mondo che ruota attorno a questo tipo di commercio”. “Sulla scelta di portare avanti un atto a sé stante e non in relazione al Testo Unico del commercio, credo si debbano cercare le interazioni perché è un processo che richiede un cambiamento culturale e di mercato; per questo quanto più c’è un’ibridazione tra i modelli di consumo standard e quelli etici tanto più la diffusione avviene in modo efficace”.
La modifica della legge, adottata nel 2005 ma per buona parte rimasta inattuata, come è stato spiegato nell’illustrazione, si rende necessaria per sanare soprattutto due aspetti critici: la mancata copertura finanziaria e la mancata istituzione del registro regionale per l’individuazione dei soggetti beneficiari della filiera solidale, previsto per legge. Le modifiche prevedono la riformulazione del testo, con l’eliminazione del regolamento di attuazione e l’orientamento a semplificazione, concretezza operativa e maggior praticità e facilità di attuazione della legge.
“Sull’individuazione dei soggetti del commercio equo e solidale si è abbandonata l’idea di un registro regionale, facendo riferimento all’iscrizione a quello nazionale equo garantito e al requisito di radicamento territoriale per le aziende con sede stabile e operatività in Toscana”. E ancora, “sono stati direttamente inseriti nella legge i criteri per l’individuazione dei prodotti del commercio equo e solidale, indicandoli come quelli realizzati, importati, acquistati, distribuiti e commercializzati, all’ingrosso o al dettaglio, dai soggetti del commercio equo e solidale”
Sugli strumenti di intervento, la proposta prevede la realizzazione di iniziative culturali, divulgative e di sensibilizzazione, anche nelle scuole legate al tema dei prodotti equo e solidali, per diffondere nei consumatori la conoscenza dei prodotti del commercio equo e solidale; la formazione per operatori e volontari e i contributi alle botteghe e ai soggetti economici per l’iscrizione al registro e la messa in opera di una giornata all’anno del commercio equo e solidale.
Per la verifica dei risultati raggiunti, è prevista una clausola valutativa che consente al Consiglio regionale, a cadenza biennale, di ricevere dalla Giunta una relazione contenente una serie di informazioni, come il numero e le caratteristiche dei soggetti del commercio equo e solidale; i dati sull’evoluzione del commercio equo e solidale in Toscana e le risorse destinate dalla Regione alle iniziative di sostegno alla sua diffusione, obiettivi perseguiti, azioni compiute.




