Cave: via libera alle modifiche alla legge regionale
Le commissioni Ambiente e Sviluppo economico, in seduta congiunta, hanno espresso parere favorevole a maggioranza: hanno votato sì Pd, Casa Riformista, Avs e Movimento 5 stelle; astenuti Fratelli d’Italia e Forza Italia
Firenze – Le commissioni Ambiente e territorio e Sviluppo economico, presiedute da Gianni Lorenzetti (Pd) e Brenda Barnini (Pd), riunite in seduta congiunta, hanno licenziato a maggioranza la proposta di legge che modifica la legge regionale n. 35/2015 che detta le Disposizioni in materia di cave. Le modifiche prevedono interventi mirati sugli articoli 8 e 14 della legge regionale: da un lato intendono precisare l’applicazione di norme già presenti nel quadro normativo nazionale e regionale e dall’altro mirano a migliorare il coordinamento tra la pianificazione regionale e quella comunale nel settore delle attività estrattive. Hanno votato a favore i commissari di Pd, Avs, Casa Riformista e Movimento 5 stelle; si sono astenuti i commissari di Fratelli d’Italia e Forza Italia.
Con le modifiche si precisa che il Consiglio regionale si pronuncia nei procedimenti che, per effetto della normativa statale, producono effetti anche in materia di pianificazione. Si introduce, in caso di mancato adeguamento degli strumenti comunali, la possibilità di rilascio dell’autorizzazione all’attività estrattiva con contestuale variante, prevedendo inoltre che, qualora siano coinvolti più giacimenti situati in diversi Comuni, si proceda con contestuale variante e con il coordinamento delle autorizzazioni nel rispetto degli obiettivi di produzione sostenibile stabiliti dal Piano Cave. Si stabilisce inoltre che, qualora la Regione debba procedere alla convocazione di una conferenza di servizi per la ripartizione delle quote, queste siano assegnate nel limite dell’80 per cento delle quote di produzione sostenibile determinate dal Piano regionale cave, tenendo conto della proposta dei comuni, delle volumetrie residue e dei tempi di validità delle autorizzazioni in essere nel comprensorio, nonché dell’andamento delle produzioni di materiale estratto e delle richieste presentate. Le modifiche, infine, non comportano oneri a carico del bilancio regionale.
Approvato anche un emendamento proposto dai presidenti Lorenzetti e Barnini in accordo con l’assessore Marras che introduce la possibilità di prorogare di ulteriori 60 giorni il termine di 60 giorni previsto per il parere di modifica da parte del Consiglio regionale e trascorso il quale si procede con il silenzio – assenso. “Secondo la presidente Barnini e il sottoscritto, la proroga – ha spiegato Lorenzetti – si rende necessaria a causa dei tempi di lavoro piuttosto compressi del Consiglio regionale. Il termine può essere prorogato, su richiesta della commissione al presidente del Consiglio regionale, di altri 60 giorni, trascorsi i quali, in assenza di parare, scatta la norma del silenzio – assenso”.
Massimiliano Ghimenti, annunciando un ordine del giorno che sarà presentato al momento della discussione in aula, si è detto favorevole alla dilazione dei tempi proposta dai presidenti. Di “proposta non convincete” ha invece parlato il portavoce dell’Opposizione, Alessandro Tomasi (FdI).
Alessandro Capecchi (FdI) ha annunciato il voto di astensione del suo gruppo “in attesa di definire una posizione finale in sede di discussione in Aula”.




