Rifiuti: sottoscrizione convenzioni tra Ato, nuovi indirizzi fino al 31 dicembre 2028
La proposta della Giunta ha ottenuto il via libera della commissione Ambiente, presieduta da Gianni Lorenzetti (Pd) con il voto favorevole di Pd, Cr e Avs e il voto contrario di FdI. L’atto è stato illustrato dall’assessore Barontini: “Assicuriamo la possibilità che i tre Ato continuino a operare in un sistema di inter-ambito”
Firenze – La commissione ambiente del Consiglio regionale, presieduta da Gianni Lorenzetti (Partito democratico) ha dato il via libera alla “proroga degli indirizzi approvati con deliberazione del Consiglio regionale 21 dicembre 2021, n. 112 per la sottoscrizione di convenzioni tra le autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani”. Gli indirizzi avranno validità fino al 31 dicembre 2028. La deliberazione, presa in esame nella seduta di questa mattina, è passata con il voto favorevole di Pd, Casa riformista e Alleanza verdi e sinistra e il voto contrario di Fratelli d’Italia.
È stato l’assessore regionale all’Ambiente David Barontini a illustrare il provvedimento e a chiedere “alla commissione di sostenere questa proposta di deliberazione sugli indirizzi inter-ambito, nell’interesse della Toscana e della corretta gestione del ciclo dei rifiuti. Si tratta – ha spiegato – di garantire la continuità, in sicurezza ed equilibrio, della gestione dei rifiuti urbani in Toscana, attraverso la possibilità che i tre Ato regionali continuino a operare in un sistema di inter-ambito”. Il Consiglio regionale “può formulare indirizzi per la sottoscrizione di convenzioni tra le autorità di ambito, quando la completa autosufficienza del singolo ambito non sia pienamente perseguibile”. Non si tratta quindi, ha detto ancora Barontini, di una “deroga al principio di autosufficienza. Al contrario, stiamo proponendo uno strumento di responsabilità istituzionale per garantire l’autosufficienza regionale nel suo complesso” ed evitare, in questo modo, “situazioni di emergenza o criticità nella gestione degli impianti”. Il sistema inter-ambito “ha dimostrato di funzionare negli ultimi anni. La gestione dei rifiuti non può permettersi vuoti normativi o interruzioni operative, in una fase particolarmente delicata, ma anche importante, perché sono in corso di redazione i nuovi Piani ambito dei tre Ato”. Di qui la proposta di fissare al 31 dicembre 2028 la validità di questi indirizzi, “una scadenza che permette di accompagnare in modo ordinato il completamento dei nuovi Piano d’ambito, garantire stabilità amministrativa e gestionale, di programmare i flussi dei rifiuti in modo trasparente e strutturato, di affrontare eventuali criticità impiantistiche senza ricorrere a strumenti emergenziali”. Questo, ha tenuto a precisare l’assessore, “non significa rinunciare alla responsabilità territoriale, ma mettere a sistema le infrastrutture regionali in un’ottica di reciprocità, collaborazione e solidarietà istituzionale tra i territori. Nessun territorio viene lasciato solo, né considerato isolato., La Toscana affronta la gestione dei rifiuti come un sistema regionale integrato, a tutela la continuità del servizio pubblico, la sostenibilità ambientale, la certezza amministrativa e anche la tenuta economica del sistema”. L’obiettivo finale, ha concluso Barontini, “resta quello di consolidare un sistema impiantistico moderno, efficiente e pienamente programmato all’interno dei nuovi Piani d’ambito. Fino a quel momento, abbiamo il dovere di garantire strumenti operativi adeguati”.
Il provvedimento ha trovato l’aperta contrarietà dell’opposizione. “Le parole dell’assessore non ci tranquillizzano – ha dichiarato il vicepresidente Claudio Gemelli (Fratelli d’Italia) in apertura del dibattito –. Mi chiedo se l’assessore sia veramente convinto che l’Ato centro possa raggiungere l’autosufficienza. Forse, il presidente Giani ci dovrà dire come ha intenzione di garantire l’autosufficienza di ogni ambito, quando non è ancora chiaro quale direzione questa maggioranza vuole prendere sugli impianti di smaltimento”, mentre, ha detto ancora Gemelli, “in Toscana il 30 per cento dei rifiuti continua ad andare in discarica, contrariamente agli obiettivi dell’Agenda 2030: tre volte più del Veneto, cinque volte più dell’Emilia, dieci volte più della Lombardia”.
Il consigliere Marco Guidi (FdI), annunciando il voto contrario del gruppo, ha parlato di “incapacità di gestione dello smaltimento dei rifiuti. Con questo provvedimento si certifica una situazione di mancata gestione, si continua a spostare la linea”.
“Non disconosco il fatto che bisogna accelerare, chiudere il ciclo dei rifiuti e garantire l’autosufficienza dei tre ambiti”, ha dichiarato Francesco Casini (Casa riformista), l’altro vicepresidente della commissione. “Dobbiamo porci l’obiettivo, e non sarà facile, ma nel frattempo dobbiamo prendere una linea. Questi due anni e mezzo serviranno a dare il via alla realizzazione del Piano di economia circolare approvato nel gennaio 2025. Si tratta di garantire alla nostra Regione un sistema integrato dei rifiuti moderno, adeguato, se possibile all’avanguardia, sostenibile al massimo dal punto di vista ambientale”. La linea scelta, ha spiegato Casini, “costruisce un piano di convenzione doveroso tra gli ambiti, in una forma solidaristica, con l’assunzione da parte di ognuno, di portare infondo sui propri territori le realizzazioni da fare. Da parte nostra, un atto di responsabilità non può mancare”.
Anche per il consigliere Alessandro Franchi (Pd), “la proposta che arriva dalla Giunta regionale è condivisibile, non credo che ci siano alternative. Sappiamo tutti quali potrebbero essere le conseguenze in caso contrario. È molto probabile che il 31 dicembre 2028 non sia la scadenza ultima, sappiamo che l’Ato centro ci ha parlato di 5-6 anni di tempo necessari, tra definizione del Piano d’ambito, le autorizzazioni e la realizzazione degli impianti. L’aver individuato una scadenza intermedia ci consente anche di fare pressione nei confronti degli ambiti per la pianificazione prima e la realizzazione”. Fino a quella data, ha proseguito Franchi, “dentro un principio solidaristico, dobbiamo andare alla proroga delle convenzioni esistenti. Ricordo che siamo in una fase transitoria, con il Piano regionale approvato un anno fa. Possiamo iniziare, anche come commissione, un lavoro per verificare se il Piano ha bisogno di essere aggiornato, modificato. Fino a che non lo modifichiamo, siamo nelle condizioni di attuarlo sulla base delle sue previsioni impiantistiche”.
Secondo Enrico Tucci (FdI), “è facile profezia pensare che la vicenda traguarderà questa legislatura, la prossima proroga sarà al 2031 e tanti auguri per chi verrà. Nel frattempo, quando il rodaggio della maggioranza sarà finito, i consiglieri del Movimento 5 stelle sventoleranno l’accordo sottoscritto con il presidente Giani, secondo il quale il Piano dovrà essere completamente rivisitato, perché tardivo e fatto male. E forse sarà anche un’occasione, perché il Piano vigente è in effetti tardivo e fatto male”.
Massimiliano Ghimenti (Avs) ha detto che “la realtà dei fatti è questa, limitarsi a votare contro è troppo facile. Mi piace invece la parte costruttiva dei consiglieri di opposizione, quando dicono ‘miglioriamo le cose’ e mi sembra che ci sia l’intenzione di farlo. La nostra forza politica è pienamente a disposizione e concorde sul fatto che qualcosa vada rivisto e migliorato. Occorre anche cadenzare e controllare il lavoro degli Ato sui Piani di gestione. Questa proroga degli indirizzi non significa che ne riparleremo tra due anni e mezzo”.
“Facciamo nostra la proposta dell’assessore rispetto al nuovo indirizzo al 31 dicembre 2028 per la sottoscrizione dei Piani di ambito – ha dichiarato in conclusione il presidente Gianni Lorenzetti (Pd) –. Il percorso va tenuto sotto controllo, si tratta anche di un pungolo per tenere sotto controllo la situazione e l’azione dei direttori degli Ato. Non è la tela di Penelope, in un procedimento così complesso e importante si possono fare aggiustamenti, ma ciò non significa buttare all’aria quello che è già stato fatto. Una gestione oculata è nell’interesse di tutti”.




