10 Giugno 2026

Strutture ricettive: modifiche al Testo Unico sul turismo

Il Consiglio regionale ha votato a maggioranza la legge che interviene su Testo Unico e turismo accessibile  

Comunicato n. 0476 - 0477
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Firenze – Approvata in Aula a maggioranza la proposta di legge Strutture ricettive extra-alberghiere, professioni turistiche e somministrazione di alimenti e bevande nelle strutture alberghiere. Modifiche alla l.r. 61/2024 e alla l.r. 62/2018.  Hanno votato a favore i gruppi del Pd, Casa Riformista, Avs e Movimento 5 stelle; contrari Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Approvati all’unanimità due ordini del giorno presentati da Forza Italia. Il primo che impegna la Giunta a implementare e rafforzare le attività di Toscana Promozione Turistica volte alla promozione dell’accessibilità turistica, con particolare attenzione alla creazione ed al miglioramento di percorsi turistici alternativi destinati alle famiglie con persone con disabilità o ai singoli turisti con esigenze specifiche; a realizzare una campagna pubblicitarie dedicata e a coinvolgere le comunità turistiche locali nel monitoraggio della qualità e nella promozione delle infrastrutture accessibili, favorendo azioni coordinate per migliorare l’offerta turistica inclusiva della Regione Toscana.

Il secondo impegna la Giunta a verificare attraverso la Commissione consiliare competente con appositi approfondimenti e audizioni gli effetti del nuovo testo unico del turismo concludendo entro il dicembre 2026 i lavori. Illustrando l’ordine del giorno il consigliere Marco Stella ha auspicato la reazione di un apposito gruppo di lavoro. Un’idea apprezzata dalla presidente della commissione Sviluppo economico e rurale Brenda Barnini (Pd).

Approvati anche tre emendamenti al testo di legge presentati da Pd e Casa Riformista, che applica le condizioni di legge previste dal comma 3 articolo 3 della legge 61/2024 sia alle attività esercitate da persone fisiche sia alle attività esercitate in forma societaria o mediante altri soggetti collettivi; riguardo alle attività previste articolo 41 della legge 61 resta ferma la possibilità di procedere, entro il 30 dicembre 2027, “al mutamento della destinazione d’uso verso la destinazione turistico-ricettiva, anche in deroga alle previsione degli strumenti urbanistici comunali”.

Approvato anche alcuni emendamenti al testo della legge presentato da Forza Italia, primo firmatario Marco Stella; in particolare uno di essi amplia su tutto il territorio regionale il concetto di turismo accessibile anche agli anziani e a famiglie con il passeggino. Respinti, invece, un’altra serie di emendamenti presentati dai gruppi di Fratelli d’Italia e di Forza Italia.

Il provvedimento di legge si è reso necessario in seguito ad una sentenza della Corte costituzionale del 2025, che aveva dichiarato illegittime le norme sull’accompagnatore turistico e la guida ambientale, per recepire le formulazioni suggerite dalla stessa Corte sulle professioni di maestro di sci e di guida alpina. In tale contesto si introduce la disciplina di livello regionale per la figura professionale dell’accompagnatore di media montagna e si semplificano alcune previsioni in materia di informazioni in particolare sull’accessibilità delle locazioni turistiche; quindi, si interviene sulle disposizioni relative alla cessazione delle attività, regolandone gli effetti, sulla previsione dei criteri e dei limiti all’attività di locazione turistica breve. Come ha spiegato la presidente della commissione Sviluppo economico e rurale Brenda Barnini durante la sua illustrazione, il testo arrivato all’attenzione dell’Aula di palazzo del Pegaso è frutto degli approfondimenti e delle limature dell’apposito gruppo di lavoro, partendo sia dalle consultazioni svolte che dai pareri espressi in forma scritta, per raccogliere in positivo tutte le sollecitazioni, per una “applicazione temperata della norma, tra stato delle cose prima e dopo il Testo Unico sul Turismo.

La legge in primis anche in considerazione della necessità di salvaguardare i diritti acquisiti, elimina la previsione dell’obbligo del dimezzamento della capacità ricettiva massima per affittacamere e B&B ubicati in uno stesso edificio; inoltre, per recepire il parere favorevole ma condizionato del Consiglio delle Autonomie locali, disciplina in modo differenziato l’esercizio delle attività rispetto al momento di avvio delle stesse, prevedendo deroghe temporalmente limitate delle attività in esercizio alla data di entrate in vigore del Testo unico, mentre per quelle avviate successivamente a tale data è previsto un termine differito per l’applicazione delle disposizioni del T.U. Infine – in analogia a quanto previsto per le strutture ricettive con caratteristiche di civile abitazione – la legge interviene anche sulle disposizioni transitorie relative al cambiamento della destinazione d’uso degli alloggi e dei locali destinati ai servizi di ricevimento e di accoglienza che fanno parte dell’albergo diffuso.

“La proposta di legge – ha detto Barnini – è figlia di quel lungo processo di elaborazione nella scorsa legislatura che ha portato ad approvare il Testo Unico del turismo, uno spartiacque importante dal punto di vista politico. Non è un caso che quel testo sia stato impugnato dal Governo e che la Corte costituzionale abbia dato ragione su tutta la linea all’impostazione del Testo Unico. La necessità di tornare in Aula nasce dalla sentenza della Corte perché da un lato recepisce le sue indicazioni sulla disciplina delle professioni turistiche, dall’altro c’è la sottolineatura che la Regione Toscana aveva piena legittimità a legiferare in questo senso e a spingere i limiti consentiti sia per gli affitti brevi sia per le destinazioni di uso di carattere urbanistico”.

 

Il dibattito iun Aula

“Colpendo gli affitti brevi non si risolve il problema della residenzialità”, così Luca Minucci (FdI), aprendo il dibattito sulla proposta di legge inerente alle “Strutture ricettive extra-alberghiere, professioni turistiche e somministrazione di alimenti e bevande nelle strutture alberghiere. Modifiche alla l.r. 61/2024 e alla l.r. 62/2018”. Nella consapevolezza di trovarsi ad esaminare un tema dei più complicati e controversi, il consigliere ha annunciato la conferma degli emendamenti del proprio gruppo, poiché siamo di fronte ad una “norma da correggere, che rischia di diventare una spada di Damocle sulla proprietà privata”. Inoltre, “la Toscana non è solo Firenze, e noi consiglieri non possiamo ignorare le differenze territoriali”; conseguentemente non possiamo secondo Minucci non pensare che una casa colonica in un piccolo paese può rappresentare un motore economico non indifferente. “Siamo favorevoli a regolamentare il turismo, in modo intelligente e programmato – ha concluso – ma diciamo no ad un meccanismo che congela il mercato e comprime la proprietà privata”.

Alessandro Capecchi (FdI), partendo dall’iter che ha caratterizzato la proposta di legge, nata per modificare il Testo unico sul Turismo, in seguito ad una sentenza della Corte Costituzionale, è andato al cuore del problema: “questo testo non risponde alle esigenze e non segue le linee generali del Ministero del Turismo”. Ovvero: non rafforza la competitività; non tutela la proprietà privata; non sostiene l’ospitalità diffusa; non rispetta il riparto di competenze in materia tra Stato e Regione. Ancora: invece di semplificare finisce per complicare ulteriormente una materia già delicata, basti pensare a quanto sono ingestibili le norme transitorie o quanto ambigui i limiti per le locazioni brevi. In sintesi, per il consigliere, si tratta di un “attacco alla certezza del diritto”, che ridimensiona l’attività di pianificazione dei Comuni e rappresenta una sorta di clava per il Comune di Firenze, grazie ad un “quadro normativo discriminatorio” che introduce vincoli, colpendo il turismo diffuso e l’ospitalità familiare. “La Toscana ha bisogno di una riforma moderna ed in coerenza con le linee-guida del Ministero”, ha concluso Capecchi.

Sulla stessa lunghezza d’onda Jacopo Cellai (FdI), che ha invitato a riflettere su questo “intervento regolatorio” sulle strutture extralberghiere, collegandolo al tema della residenza, non solo a Firenze ma in tutta la Toscana, per verificare fino in fondo se la strada del contingentamento del numero delle attività esistenti sia percorribile. Secondo il consigliere dobbiamo chiederci, se e dove la presenza di attività extralberghiere abbia prodotto fenomeni di degrado e di disagio; quindi, se sia opportuno attaccare frontalmente l’extralberghiero, anziché concentrarsi sulla concorrenza tra chi esercita un tipo di attività e chi un’altra. Una cosa è certa, rispetto alla chiarezza del Governo Meloni, basti pensare all’obbligo del Cil o alla normativa antincendio, questo testo di legge rischia di essere più punitivo della situazione precedente. “Tali scelte vanno considerate nel loro insieme – ha concluso il consigliere – nella consapevolezza, come Consiglio regionale, di evitare penalizzazioni”.

Marco Stella (FI) ha esordito con i ringraziamenti: rivolti agli uffici, alla presidente della commissione competente ed ai commissari, nonché alla “vittima politica” ovvero all’assessore Leonardo Marras, padre della prima stesura della legge, su cui era possibile trovare ampia convergenza; invece poi sono arrivate le audizioni, il parere del Consiglio delle Autonomie locali e “faccio fatica a capire come dei consiglieri regionali eletti si facciano dettare le leggi dal Cal”, ha sottolineato. Senza il turismo cosa sarebbe Firenze e tutta la Toscana? Ha chiesto retoricamente Stella. La domanda di turismo è alta, così come la richiesta di strutture extralberghiere, ma con questa norma andiamo al contrario a combatterle, inibendo – ad esempio nel comune di Firenze – l’ottanta per cento della domanda turistica, oppure negli altri territori regionali, quelle strutture presenti nei piccoli comuni che danno respiro e arricchiscono le comunità locali. “Quale ragionevolezza in tutto questo? – ha affermato andando alle conclusioni – ma avete ragione, perché avete vinto sia in Regione che nel Comune di Firenze”.

Lorenzo Falchi (Avs) ha tenuto a ricordare che nelle decisioni della Consulta, “il Testo unico, con il suo contenuto importante e innovativo, ha visto confermare il proprio impianto, in particolare nella regolamentazione degli affitti brevi”, ha osservato che “la turistificazione porta con sé una trasformazione sociale: quando si spopola un quartiere, lo si rende al servizio di turismo mordi e fuggi, significa che il mercato immobiliare è stato lasciato senza nessun vincolo. Con questo intervento normativo ci occupiamo delle strutture extra-alberghiere, il cambio di destinazione d’uso con una formulazione equilibrata, che tiene conto di varie esigenze”. Si tratta di norme, ha tenuto a chiarire Falchi, “non animate da furore ideologico, più semplicemente non vogliamo lasciar fare solo al mercato. ‘L’iniziativa privata è libera e non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale’, ci dice la nostra Costituzione e su questo orientiamo la nostra azione, con il Testo unico e con la proposta di legge che oggi andiamo ad approvare”.

Il capogruppo di Casa riformista Francesco Casini (Cr) ha voluto riconoscere “il magistrale lavoro di Brenda Barnini, che ha condotto l’iter in commissione. Il Testo unico del turismo – ha aggiunto – ha rappresentato un intervento organico di riordino, ma che spesso, come accade nella fase d’avvio, può trovare aspetti che necessitano di essere precisati. Le modifiche sono positive, vanno a migliorare il testo, la politica non deve mai avere paura di ascoltare, deve avere la capacità di confrontarsi con la realtà per migliorare e risolvere i problemi”. Casini considera “significativo il contributo dei sindaci, portato da Anci Toscana. Positiva l’introduzione della disciplina transitoria. A Firenze, credo che abbia ragione Stella, siamo andati anche oltre, si sono create complicazioni per chi ha investito, ha attività e ha programmato interventi, sostenendo dei costi. Serve molto pragmatismo, riconosciamo questo tipo di approccio che coniuga interesse pubblico, sviluppo economico, qualità dell’offerta turistica e anche la sostenibilità. La Toscana ha bisogno di un turismo forte, qualificato e regolato”.

“In una regione che soffre terribilmente il caro-affitti, ci sono due Toscane, la stessa legge può tener conto di entrambe”, ha dichiarato Diego Petrucci (FdI), secondo cui “l’obiettivo di questa Regione non può essere quello di vivere solo di turismo, trasformandosi in una grande Disneyland. È altrettanto inviolabile il principio secondo il quale la proprietà privata deve essere esercitata all’interno di norme e regolamenti. C’è il tema dell’abitare, il Piano casa annunciato dal Governo ci fa tornare finalmente a parlare di questo argomento dopo decenni di disinteresse. Il diritto all’abitare è uno dei temi fondamentali dei prossimi anni. Il tema degli affitti brevi non è più soltanto quello che abbiamo visto negli anni, sta cambiando, secondo interessi legittimi, ma che devono essere regolati. Le nostre città vengono e verranno stravolte da questo fenomeno, ma rimarranno tali fino a quando ci vivranno soprattutto i cittadini. Girarsi dall’altra parte non risolverà il problema. Abbiamo la responsabilità, come politica, di difendere le nostre città”.

“Mi ritrovo in tante parole del vicepresidente Petrucci. Il fenomeno turistico, la sua evoluzione rapidissima, multiforme, davvero un’onda difficile da ‘surfare’ – ha detto il consigliere Andrea Vannucci (Pd) –. Sono orgoglioso del Testo unico votato nel dicembre 2024, una riforma che ha rappresentato un passo importante nell’ottica di difendere e rendere accessibili le nostre città. La Corte costituzionale ha detto che la nostra operazione legislativa era assolutamente legittima. Il Partito democratico – ha ribadito Vannucci – non è contro il turismo, ci assumiamo delle responsabilità. Non c’è furia ideologica nei nostri provvedimenti, non c’è crociata, non ci sono nemici. Si valorizza il ruolo dei Comuni, operazione di assoluto buon senso, si cerca di fare”.

Per il portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi (FdI), “anche a Pistoia il fenomeno è in accelerazione vertiginosa, ne tratteremo con i nostri emendamenti e ordini del giorno”. Riguardo a Firenze, “la domanda che vorrei porre è questa: il sindaco Funaro farà ricorso? Alla luce degli emendamenti che ci apprestiamo ad approvare, risulta commissariata. Si apre uno spiraglio di un anno, ho avuto la percezione che nella scrittura di questa legge non c’è stato un dialogo con la città capoluogo, la stessa che ha creato, con la variante urbanistica, i problemi che stiamo cercando di risolvere ora”. In generale, Tomasi ha affermato che “le funzioni pubbliche fuori dal centro storico sono una vostra scelta, le grandi città si sono si sono svuotate delle funzioni e del commercio e i vuoti si sono riempiti con il turismo: ci sono 20mila air b&b a Firenze, di cui 6mila abusivi. È tardi – ha concluso il portavoce dell’opposizione –, non chiuderanno. Questo testo non modificherà il fenomeno. Date gli strumenti ai sindaci”.

In chiusura del dibattito, l’assessore regionale Leonardo Marras ha voluto ricordare “perché siamo arrivati a questa modifica e non è un lavoro tardivo: il Testo unico faceva una scelta di fondo, il turismo è affidato alle imprese e solo alle imprese e il mezzo dell’impresa è l’immobile: di qui, la decisione di destinare l’extra-alberghiero al turistico ricettivo”. La discussione sul tema, ha proseguito Marras, è viziata da “un equivoco di fondo: stiamo ragionando di valori immobiliari e non di mezzi e strumenti per l’impresa e per il lavoro. Chi lo fa antepone la rendita, noi la vogliamo combattere, cercando di mettere a pulito la materia e non rompere le scatole più di tanto. A fronte degli innumerevoli attacchi del Governo al testo unico, abbiamo avuto ragione su tutta la linea. Tutte le Regioni si stanno uniformando a questa norma, siamo la punta più avanzata della regolazione del turismo in Italia”. Riguardo al Comune di Firenze, ha osservato Marras, “non lo stiamo massacrando, c’è stato il confronto con i Comuni, stiamo cercando di dare una disciplina che tenga conto di tutti. Confermiamo la destinazione d’uso turistico-ricettiva; abbiamo rispetto della pianificazione dei Comuni; con l’emendamento che approveremo tra poco, diamo una facoltà di scelta agli imprenditori. Non siamo contro il turismo, né pensiamo mai di aver affrontato il tema della casa con la legge sul turismo”.

(testo di Cecilia Meli, Paola Scuffi, Emmanuel Milano, Sandro Bartoli e Luca Martinelli)

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