10 Giugno 2026

Sistema portuale: no ad accentramento nazionale, mozione Pd approvata a maggioranza

Illustrata in Aula dal primo firmatario Alessandro Franchi (Pd): “Ricadute negative sulla Toscana, serve coordinamento: aprire fase di confronto con le Regioni interessate, gli enti territoriali, le Autorità di sistema portuale e le parti sociali e datoriali”

Comunicato n. 0461
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Firenze – Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato a maggioranza una mozione del Partito democratico – primo firmatario il consigliere Alessandro Franchi – sui “riflessi negativi in termini di logistica, industria e sviluppo sociale, economico e territoriale della Toscana, derivanti dall’approvazione del disegno di legge del Governo sulla governance portuale. L’atto di indirizzo è passato con il voto favorevole di Partito democratico, Casa riformista, Alleanza verdi e sinistra, Movimento 5 stelle, il voto contrario di Forza Italia e l’astensione del Gruppo misto-Futuro nazionale.

La mozione  impegna la Giunta toscana ad attivarsi nei confronti del Governo, affinché “sia rappresentata l’inadeguatezza dell’impostazione recata dal disegno di legge sulla governance portuale, scongiurando l’introduzione di meccanismi che determinino accentramenti di competenze e riallocazioni di risorse tali da comprimere il ruolo delle Autorità di sistema portuale e da indebolire la capacità di programmazione, gestione e sviluppo degli scali con possibili ricadute sul sistema portuale regionale e sull’economia della costa toscana, con particolare attenzione alle infrastrutture strategiche di Livorno e Piombino”; per fare in modo che “presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sia celermente aperta una fase di confronto con le Regioni interessate, gli enti territoriali, le Autorità di Sistema Portuale e le parti sociali e datoriali, assumendo quale base la piena e corretta applicazione della legge 28 gennaio 1994, n. 84 e delle successive modifiche, al fine di individuare eventuali interventi condivisi per il superamento delle criticità del settore senza pregiudicare i presidi pubblici, la continuità operativa e la competitività del sistema portuale toscano e delle relative connessioni logistiche e industriali”.

È stato lo stesso Franchi a illustrare la mozione in Aula: “Le sfide da affrontare sono sempre più complesse, serve una visione nazionale forte e una capacità di programmazione adeguata. Una cosa è rafforzare il coordinamento nazionale, altra cosa è accentrare”, ha dichiarato il consigliere. “La cosiddetta ‘Porti d’Italia Spa’ prevista dal Governo avrebbe funzioni centrali, portando a ridurre competenze, autonomia e capacità decisionale delle autorità di sistema portuale. Ad esempio, quella del Mar Tirreno settentrionale – Livorno e Piombino – perderebbe un’autonomia finanziaria di oltre 10milioni di euro, mentre quella del Mar Ligure orientale – con La Spezia e Carrara – verrebbe a perdere oltre 5milioni di euro. Preoccupa il ridimensionamento del ruolo delle Regioni e degli enti territoriali nel processo decisionale”. Occorre “perseguire un equilibrio diverso”, costruendo “una strategia condivisa, rafforzando il coordinamento nazionale. Non c’è contrapposizione ideologica nei confronti degli orientamenti del Governo”, ha concluso Franchi, ricordando che “una mozione simile è stata approvata all’unanimità dalla Regione Friuli”.

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