28 Luglio 2026

Transizione ecologica: adeguamento dell’ecotassa regionale per disincentivare le discariche e tutelare il territorio

Il presidente della commissione Ambiente Gianni Lorenzetti (Pd) pensa ad un emendamento salva-TARI. Le misure potrebbero entrare in vigore il 1° gennaio 2027. Il testo passa subito all’esame del Consiglio regionale convocato da oggi a venerdì 31 luglio

Comunicato n. 0653
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Firenze – Acceso dibattito nelle commissioni Bilancio e Ambiente, guidate rispettivamente da Vittorio Salotti (Casa Riformista) e Gianni Lorenzetti (Pd), sulla proposta di modifica della legge regionale 60/1996 per la disciplina dell’applicazione del tributo speciale per il conferimento in discarica dei rifiuti solidi, la cosiddetta Ecotassa. Il provvedimento è stato licenziato d’urgenza oggi, martedì 28 luglio, a maggioranza e con il voto contrario delle opposizioni. L’atto passa ora all’esame del Consiglio regionale, convocato in una maratona d’aula fino a venerdì 31 luglio con l’obiettivo di ottenere il via libera definitivo per consentire l’entrata in vigore dal 1° gennaio 2027. Per rispettare tale termine, è stato approvato, sempre a maggioranza, un emendamento a firma dei due presidenti per l’entrata in vigore della legge il giorno della pubblicazione sul Bollettino ufficiale (BURT).

La proposta di legge punta ad aggiornare una disciplina normativa ormai trentennale, introducendo una differenziazione nell’applicazione della misura ridotta del tributo (pari al 20 per cento) tra i rifiuti prodotti nel territorio della Regione Toscana e quelli provenienti da altre regioni d’Italia.

In sede di illustrazione del testo è stato spiegato che la Toscana, insieme alla Puglia, registra la maggiore disponibilità residua di volumetrie di discarica a livello nazionale. L’attuale costo contenuto di smaltimento in discarica (circa 3 euro a tonnellata per talune tipologie) rischia di attrarre massicci flussi di rifiuti speciali ed urbani trattati da fuori regione.

L’incremento del gettito vincolato, stimato in oltre 6milioni 300mila, servirà a coprire i costi di bonifiche ambientali, erogare contributi all’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpat) per i controlli, garantire ristori del 10 per cento ai Comuni sede di impianto e limitrofi, nonché sostenere economia circolare e parchi.

Per raccogliere le sollecitazioni emerse in sede di dibattito ed evitare ogni possibile trascinamento dei costi sulle famiglie, il presidente della commissione Ambiente Lorenzetti sta studiano un emendamento che porterà direttamente in Aula che modifica l’articolo 23-bis della legge regionale 60/1996, fissando a 3 euro/tonnellata il tributo per scarti e sovvalli provenienti dal trattamento dei rifiuti urbani (selezione, riciclaggio, compostaggio). In questo modo l’aumento dell’Ecotassa viene interamente sterilizzato rispetto alla TARI dei cittadini, garantendo risorse per l’ambiente”.

“Abbiamo scelto – ha detto il presidente Lorenzetti spiegano la genesi della proposta e i tempi stringenti – di togliere il testo dalla variazione di bilancio approvata poco tempo fa per garantire un approfondimento serio. C’è un’urgenza tecnica legata al 31 luglio per l’entrata in vigore nel 2027, ma la priorità politica è mettere in sicurezza il territorio toscano e reperire risorse per le bonifiche”.

Sui tempi stretti, il metodo di analisi e la discussione della proposta, Francesco Casini (Casa Riformista) ha rilevato che sarebbe stato auspicabile avere più tempo. “Pur condividendo il principio per cui ‘chi più inquina più paga’, non possiamo nascondere che la nostra regione sconta la mancanza di alternative impiantistiche per il comparto delle imprese. È una decisione finanziaria e un passaggio quasi obbligato per il momento, con un impatto economico ammortizzabile sul sistema, ma la vera sfida è un’altra: non possiamo continuare ad andare a pezzetti sul Piano dei rifiuti”.

“Chi produce rifiuti speciali è giusto che contribuisca di più per permettere alla Regione di fare politiche ambientali e finanziare le bonifiche. La norma ricalca l’impostazione già adottata dal Veneto: se vale in una regione di centrodestra, deve valere anche in Toscana” ha rilevato Massimiliano Ghimenti (AVS).

Alessandro Capecchi (Fratelli d’Italia) ha rilevato che i numeri contenuti nella proposta “sono cambiati rispetto al primo emendamento notturno che si provò ad inserire in sede di variazione di Bilancio. L’impatto economico complessivo desta preoccupazione. La differenziazione tra rifiuti interni ed esterni alla regione presenta seri profili di incostituzionalità indicati dallo stesso ufficio legislativo. Manca inoltre una reale coerenza con il Piano regionale dei rifiuti e con il principio di prossimità”.

Per il portavoce dell’opposizione Alessandro Toamsi e la vicepresidente della commissione Bilancio Chiara La Porta (fratelli d’Italia), Si corre all’ultimo minuto senza la presenza dell’assessore e senza aver consultato associazioni di categoria e sindaci. Aumentare le tariffe senza una strategia di chiusura del ciclo non fermerà i flussi, mentre si continuano ad autorizzare ampliamenti di volumetrie di discarica a Peccioli, Serravalle e Pontedera”.

Per Jacopo Maria Ferri (Forza Italia) e Serena Bulleri (Fratelli d’Italia): “Se l’intento fosse stato davvero la deterrenza e non ‘fare cassa’, si sarebbe dovuta applicare l’aliquota massima consentita dalla legge nazionale. Questo testo frammentario rischia solo di generare ricorsi e contenziosi”.

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La proposta di legge in sintesi

La proposta modifica la legge regionale 60 del 1996 per aumentare i costi dello smaltimento in discarica e disincentivare l’importazione di rifiuti da altre regioni, promuovendo il riciclo e la transizione verso l’economia circolare.

Le tre novità principali novità:

  • aumento dell’aliquota per i rifiuti speciali non pericolosi: la tariffa sale da 15 a 21 euro a tonnellata (con eccezioni per alcune categorie specifiche come inerti, macerie edili e scarti da processi termici/minerari);
  • aumento per i rifiuti pericolosi stabili: l’aliquota sale da 15 a 21 euro a tonnellata anche per i rifiuti speciali pericolosi stabili e non reattivi;
  • stop agli sconti per i rifiuti da fuori regione: l’ecotassa ridotta per ‘scarti e sovvalli’ spetta solo ai rifiuti prodotti nella regione. I produttori di altre regioni che conferiscono negli impianti regionali pagheranno il tributo intero;

L’intervento normativo risponde al Principio di prossimità per incentivare ogni territorio a gestire i propri rifiuti vicino alla fonte, riducendo i trasporti e l’inquinamento (Decreto legislativo 152/2006); rispettare le direttive UE e nazionali per ridurre drasticamente l’uso della discarica, considerata l’opzione ambientale peggiore e di ‘ultima istanza’ (Direttiva UE 2018/850e Strategia Nazionale per l’Economia Circolare); tutela del territorio per preservare la capienza limitata delle discariche regionali riservandole prioritariamente alle esigenze locali.

Le nuove tariffe e regole saranno operative a partire dal 1° gennaio 2027 (in conformità con i tempi di fissazione dei tributi regionali ex Legge 549/1995).

 

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana