Sanità: focus sulla Ausl Toscana Nord Ovest
Ascoltata in Commissione la direttrice generale Maria Letizia Casani
di Cecilia Meli
Firenze- Un focus completo sull’Azienda Usl Toscana Nord Ovest, con lo sguardo puntato al futuro. È quello delineato questa mattina in commissione Sanità, presieduta da Andrea Vannucci (Pd). La Commissione ha ascoltato la direttrice generale dell’Azienda, Maria Letizia Casani, e gli altri vertici aziendali, in merito alle politiche sanitarie e di prevenzione e promozione della salute.
L’Azienda, che fa parte dell’Area vasta nord ovest insieme all’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana e alla Fondazione Gabriele Monasterio, comprende 102 Comuni, serve 1 milione e 250 mila abitanti, ha 10 presidi ospedalieri, 8 strutture private accreditate per un totale di 3056 posti letto, 14.136 dipendenti e un bilancio annuale di 3 miliardi di euro.
Quotidianamente, ha spiegato la direttrice, si assistono negli ospedali 3.000 pazienti, si eseguono 300 interventi chirurgici, nascono 20 bambini, si ricoverano 400 persone, si eseguono esami radiografici a 2.000 persone, accedono al Pronto Soccorso 1.500 persone. si eseguono 65.000 esami di laboratorio.
Passando al bilancio dell’esistente e agli obiettivi strategici da conseguire, Casani ha spiegato che sono stati ottenuti ottimi risultati nella gran parte delle voci, in particolare per screening alla mammella, cure palliative, ospedalizzazione pediatrica per asma e gastroenterite, ricoveri psichiatrici ripetuti. Da migliorare invece il consumo degli antibiotici e l’assistenza nelle Rsa. “Abbiamo ottime performance – ha detto la direttrice – in prevenzione, sostenibilità e assistenza distrettuale, in cui siamo i primi a livello nazionale”. Carente invece la voce degli investimenti.
Per quando riguarda la riforma territoriale, ci sono 53 Case di Comunità, di cui 28 realizzate con i fondi del Pnrr, con servizi nuovi e standardizzati su tutto il territorio in modo omogeneo, tra cui il punto unico di accesso. “La sfida – ha detto ancora Casani – sarà la gestione del paziente cronico anche per sgravare di lavoro il pronto soccorso”. Ma il problema più grande è la difficoltà a reperire i medici per garantire continuità assistenziale e prossimità ai cittadini. Anche per gli Ospedali di comunità (tutti istituiti con il Pnrr con 250 posti totali) la massima criticità è rappresentata dalla scarsa disponibilità degli specialisti dipendenti ad operare nelle strutture. La direttrice ha poi sottolineato il ruolo centrale, nella riforma territoriale, svolto dalle Centrali operative territoriali (Cot). Per il futuro “si deve lavorare per avere un modello organizzativo strutturato e omogeneo su tutto il livello regionale, dato che abbiamo assunto più di 200 persone per lavorare nelle Case di Comunità, sulla telemedicina e nell’avere una governance aziendale e un monitoraggio”.
Ma, di nuovo, dalla Asl parte un grido di allarme per la fortissima carenza di personale. “Così il sistema non può andare avanti” ha detto Casani. Dato che non c’è obbligo contrattuale si registrano resistenze dei medici di medicina generale a entrare nelle Case di comunità, e una scarsa adesione alla formazione della diagnostica di primo livello. I medici di medicina generale erano 900 due anni fa, sono 736 oggi, con situazioni critiche soprattutto nelle zone Apuane, Valle del Serchio e Val di Cornia.
Ancora, Casani ha fatto un focus sulla sanità penitenziaria, sulle due Rems (30 posti letto), sulle politiche per contrastare le aggressioni al personale sanitario. Arrivando alle liste di attesa, l’Asl registra il raggiungimento del 90 per cento di interventi di classe A operati nei 30 giorni, con criticità per il melanoma e il tumore alla prostata, mentre per la diagnostica i problemi si registrano per elettromiografia, spirometria e gastroscopia. In questo caso il problema è rappresentato dal pesante aumento delle prescrizioni: più 43 per cento di visite prescritte rispetto al 2019 e più 49 per cento di prescrizioni di diagnostica. “Se non si inverte questa tendenza – ha concluso la direttrice – non è possibile fare fronte”.
Per quanto riguarda le difficoltà di reperire il personale, soprattutto in alcune zone considerate poco attrattive, i rimedi applicati sono un accordo sindacale aziendale per la valorizzazione di chi sceglie le zone scarsamente attrattive. Dal 2024 sono stati attivati 125 contratti Smart per aree decentrate interne e insulari.
Massimiliano Ghimenti (Avs) ha osservato di trovare particolarmente preoccupante il problema delle carenze di medici, a partire dai dermatologi e dai cardiologi; senza il personale necessario l’assistenza territoriale non può funzionare, ha detto, così come senza l’adeguata informazione ai cittadini su cosa sono i nuovi servizi e come contattarli.
Diego Petrucci (FdI) ha mosso numerose critiche all’intervento di Casani. Secondo il consigliere con questi numeri di dipendenti e bilancio ci devono essere le soluzioni ai problemi, anche perché l’Asl Nord Ovest è superfinanziata rispetto alle altre aziende. Ad esempio, Petrucci ha criticato la mancata o errata gestione del patrimonio immobiliare, a partire dalla costruzione della Rems di Volterra, al monoblocco di Carrara, all’ospedale di Livorno. Il consigliere ha criticato anche la carenza di posti letto nelle cure intermedie e il degrado dell’assistenza sanitaria nelle carceri, ricordando che la struttura Don Bosco un tempo era un fiore all’occhiello e adesso versa in condizioni tremende.
Federico Eligi (Casa Riformista) ha osservato che i dati forniti sono utili per delineare il percorso della sanità territoriale. Si è detto preoccupato per le segnalazioni delle criticità, e ha nuovamente rinnovato l’appello a riscrivere la legge 40. Inaccettabile inoltre, a suo dire, che 9 Comuni compreso il capoluogo Pisa non abbiamo più un’infrastruttura dove dialogare, e ha suggerito di convocare i sindaci sulla base di una convenzione standard.
Alessandro Franchi (Pd) ha denunciato il definanziamento in corso del sistema sanitario e ha commentato che si è nel mezzo di una riforma che va completata; le strutture vanno riempite, c’è un percorso in atto che si scontra con la doppia carenza di risorse economica e di personale, occorre procedere a una riorganizzazione e razionalizzazione degli ospedali e fare una campagna di comunicazione per far conoscere le Case di Comunità ai cittadini.




