Sanità: finanziamento docenti universitari con risorse del Servizio sanitario regionale
L’assessora alla salute e sicurezza sociale, Monia Monni, ha risposto ad una interrogazione del consigliere regionale Enrico Tucci (FdI)

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Scarica Immaginedi Paola Scuffi
Firenze – In primo piano il modello di integrazione tra Università e azienda ospedaliero-universitaria senese, in merito al finanziamento dei posti di docenti universitari attraverso l’utilizzo di risorse del Servizio sanitario regionale. Questo l’elemento centrale della interrogazione del consigliere Enrico Tucci (FdI), cui ha risposto in Aula l’assessore alla salute e sicurezza sociale Monia Monni.
Partendo dalla legittimità degli accordi, che risultano allineati alla normativa nazionale, e quindi al percorso autorizzativo degli stessi, l’assessora ha precisato che negli ultimi anni l’Aous ha rispettato i vincoli di costo posti dalla Regione Toscana, sia in termini di unità di personale che di costo dello stesso, conseguendo in alcuni anni performance migliori di quelle poste come target. Sul fronte dei numeri: nel 2020 i docenti universitari per cui l’Aous copriva una parte o integralmente i ruoli erano 43, ad oggi 46. Ma la finalità dell’accordo, come piegato da Monni, sta anche nel sostegno alle scuole di specializzazione di medicina; a Siena ne sono attive 34, frequentate da circa 800 specializzandi. “Le scuole di specializzazione, all’interno del Servizio sanitario regionale – ha concluso Monni – costituiscono per il futuro il nostro principale vivaio”.
“La risposta dell’assessore Monni è il classico esempio di non risposta” ha esordito Enrico Tucci, chiarendo che la questione non è la legittimità degli accordi ma essenzialmente l’opportunità di utilizzare, per l’università, risorse destinate all’assistenza sanitaria. Secondo il consigliere si è di fronte ad una “situazione grave” ed è urgente istituire un apposito fondo per sostenere le università toscane.



