Sanità: direttiva ministero e accesso stranieri ai Cpr
L’assessora alla salute e sicurezza sociale, Monia Monni, ha risposto ad una interrogazione di Fratelli d’Italia, primo firmatario Diego Petrucci
di Paola Scuffi
Firenze – Chiarimenti sull’applicazione della direttiva del Ministero dell’Interno, del 19 maggio 2022, e sulle possibili criticità relative allo screening medico preventivo per l’accesso degli stranieri ai Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr). Questa l’interrogazione di Fratelli d’Italia, primo firmatario Diego Petrucci, cui ha risposto in Aula l’assessore alla salute e sicurezza sociale Monia Monni.
Come illustrato nell’atto, lo straniero accede al Cpr previa visita medica, effettuata di norma dal medico della Asl o dell’Azienda ospedaliera, per accertare l’assenza di patologie che ne rendano incompatibile l’ingresso e la permanenza nella struttura; quindi, a differenza del regime carcerario, dove l’incompatibilità di salute è vagliata dall’Autorità giudiziaria, nel caso dei Cpr il giudizio del medico nella fase di pre-ingresso non è soggetto a revisione: in caso di parere negativo si procede all’immediata rimessa in libertà del fermato. Da qui la richiesta all’esecutivo regionale se esistano dati per ciascuna azienda coinvolta, relativi alle visite mediche effettuate; se siano stati segnalati casi di “anomala frequenza” di certificazioni di idoneità per il Cpr; quali iniziative intenda intraprendere la Giunta, nei rapporti con il Governo e le Prefetture, per armonizzare tali procedure mediche, “al fine di garantire la tutela della salute senza che questa diventi uno strumento di elusione dei provvedimenti di pubblica sicurezza”.
Questi in sintesi i numeri riportati dall’assessora: nel 2025 nell’Azienda Usl sud-est, su 46 casi è stato riscontrato 1 non idoneo; nella Toscana Centro su 220 visite ci sono state 155 idoneità; nella Nord-ovest, invece, 12 visite e tutti idonei. Come spiegato da Monni: il limite invalicabile è la salute, se lo stato di salute non lo consente la persona viene rilasciata in strada e si apre quindi una problematica di responsabilità pubblica molto ampia. L’assessora ha chiuso il proprio intervento con una “ultima considerazione chiara” ovvero un “semplice grazie” a chi svolge con coscienza il proprio lavoro.
Ed è con il grazie accorato a tutti gli operatori, medici, infermieri, che ha esordito il vicepresidente Diego Petrucci, spiegando il senso della stessa interrogazione: intendiamo verificare che in Toscana non accada come ad alcuni medici indagati per falso ideologico in Emilia Romagna, sul rilascio di mancate certificazioni sanitarie di idoneità. Il controllo dei medici non è per verificare se il soggetto sia o non sia malato ma, piuttosto, se sia o no compatibile con la permanenza all’interno del Cpr. “Noi siamo per la sicurezza, vogliamo città più sicure, vogliamo che quegli stranieri che sono arrivati in Italia, in maniera irregolare, non mettano a repentaglio la nostra libertà, ma che vengano rimpatriati nei loro paesi d’origine”. “Le leggi ed i provvedimenti del Governo sono troppo spesso vanificati da azioni strumentali – ha concluso – e noi avendo a cuore la sicurezza dei cittadini toscani continueremo a vigilare”; ringraziando l’assessore per la puntualità dei dati Petrucci ha assicurato di voler focalizzare l’attenzione sull’Azienda Toscana Centro.




