26 Maggio 2026

Sanità: casa di comunità di Bibbiena, il punto sui lavori

L’assessore alla Sanità Monia Monni risponde all’interrogazione del portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi (FdI)

Comunicato n. 0422
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Firenze – “Un’opera strategica per la riorganizzazione della rete dei servizi sociosanitari territoriali”, e infatti “per la giornata di domani è programmato un sopralluogo propedeutico al collaudo statico delle opere strutturali già realizzate e successivamente i lavori proseguiranno con le opere di finitura edile ed impiantistica” dopo che l’impresa “ha confermato il rispetto del cronoprogramma con il termine dei lavori per il 31 luglio 2026 per la Casa di comunità di Bibbiena”. Questi gli elementi centrali della risposta dell’assessora alla Sanità Monia Monni all’interrogazione del portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi (FdI) in merito alla realizzazione della Casa di comunità di Bibbiena.

“Le risorse complessive previste nel piano di investimenti per il polo Bibbiena – aggiunge Monni – ammontano a 11milioni e 129mila euro e la quota coperta con i fondi Pnrr è pari ad un milione 690mila”. Riguardo al personale infermieristico ed amministrativo “ci sarà un profondo riassetto del modello organizzativo dell’assistenza territoriale, incentrata su un approccio sanitario integrato con professionisti per lo più già in forza all’azienda o che operano in convenzione”, con team formati da “medici, assistenti sociali, infermieri, personale di supporto amministrativo e tecnico”. E infine, “nella casa di comunità opereranno 4 medici di medicina generale oltre a 3 medici in ambulatorio che afferiscono a Poppi e Rassina. La presenza medica sarà garantita 24 ore, sette giorni su sette attraverso ambulatori diurni di attività oraria avanzata destinata a tutti i cittadini della zona distretto oltre che dal servizio di continuità assistenziale”. Per le specialistiche sono pianificate “cardiologia, pneumologia, neurologia e diabetologie” e “la presenza infermieristica sarà garantita h 12 sette giorni su sette”.

“Degli 11milioni e 600 mila, un milione e 690mila afferente al Pnrr è a rischio se non si terminano i lavori in tempo, se non si fa un collaudo e si dimostra l’apertura con il personale – ha detto Alessandro Tomasi (FdI) – Anch’io ho fatto un sopralluogo e ho visto i lavori molto indietro”. “Siamo preoccupati, il nostro è un grido di attenzione alla casa di comunità” ed “è evidente che ci sono sfumature di discussione e scelta politica da fare”. “Ocorre ascoltare le richieste di alcuni sindaci – aggiunge Tomasi, – come quella che arriva dal primo cittadino di Pieve Santo Stefano, che denuncia alcune cose da chiarire, come la possibilità di una riduzione del 50per cento degli incentivi destinati ai medici di medicina generale”. Tomasi invita anche a fare “attenzione all’impianto complessivo, perché può andar bene la casa di comunità, ma a volte concentrare tutto in un hub, di una piccola comunità può avvantaggiare chi abita in quella frazione ma in realtà allontanare i serviz da molti cittadinii”. Tre sindaci del Casentino, ha concluso Tomasi, parlano della “carenza di medici di medicina generale e del problema dei centri diurni ancora in capo ai comuni”.

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