Sanità: assistenza infermieristica alla Casa Circondariale Le Sughere, interrogazione in Consiglio regionale
L’assessora regionale alla Sanità Monia Monni ha risposto alla consigliera Marcella Amadio (FdI)
di Angela Feo
Firenze – L’assessora regionale alla Sanità, Monia Monni, ha risposto in Aula all’interrogazione della consigliera Marcella Amadio (FdI) in merito alle criticità organizzative, di sicurezza e di gestione dell’assistenza infermieristica e sanitaria alla Casa Circondariale ‘Le Sughere’ di Livorno, segnalate dal sindacato Fials. Nell’interrogazione si chiedeva quali iniziative la Regione intenda assumere nei confronti della Asl Toscana Nord Ovest per aumentare il personale infermieristico a fronte della crescita della popolazione carceraria.
Secondo i dati dell’Azienda Usl Toscana Nord Ovest riportati da Monni la struttura dispone di 18 infermieri, di cui uno assegnato alla casa di reclusione di Gorgona. “Alle Sughere l’assistenza infermieristica è organizzata dalle 7.30 alle 22 – ha detto Monni – con 6 operatori nella fascia mattutina e 3 in quella pomeridiana. Il presidio è classificato come struttura sanitaria per la quale le linee guida regionali prevedono un’assistenza infermieristica compresa tra 12 e 24 ore giornaliere”. Monni ha però sottolineato che la popolazione detenuta è passata dalle 225 presenze del 2025 alle 331 attuali, con un incremento di oltre cento persone che si è verificato a partire dal luglio scorso. “Una crescita che – ha sottolineato l’assessora – rende necessario verificare se l’attuale organizzazione sia ancora adeguata alla complessità dei bisogni assistenziali”.
L’assessora ha inoltre ricordato che le disposizioni regionali non stabiliscono un rapporto numerico rigido tra detenuti e infermieri. “La dotazione di personale – ha spiegato – viene definita in base alle caratteristiche e alle condizioni di salute della popolazione ospitata e ai carichi di lavoro. L’azienda ha dunque avviato un monitoraggio sistematico delle attività, con una rivalutazione dell’articolazione oraria e della distribuzione delle presenze infermieristiche nelle diverse fasce della giornata”.
“Per quanto riguarda la sicurezza e le condizioni di lavoro degli operatori – ha aggiunto Monni – l’azienda ha segnalato 15 episodi di prolungamento dell’orario di servizio, legati alla gestione di emergenze sanitarie. Questi eventi sono stati inseriti nel monitoraggio per verificarne frequenza e ricorrenza ed evitare che situazioni occasionali si trasformino in un sovraccarico strutturale. Sono stati inoltre effettuati sopralluoghi attraverso il servizio di prevenzione e protezione”.
In conclusione, l’assessora ha precisato che “gli elementi acquisiti non evidenziano, allo stato attuale, un mancato rispetto degli standard organizzativi regionali, ma impongono una verifica dell’adeguatezza dell’assetto esistente rispetto ai nuovi bisogni” e che “l’azienda sta valutando anche un’eventuale integrazione delle ore di personale”.
“La Regione continuerà a seguire il percorso affinché siano garantite sia la continuità e la qualità dell’assistenza sanitaria alle persone detenute sia condizioni di lavoro appropriate e sicure per gli operatori” ha concluso.
“Al momento non possiamo ritenerci soddisfatti della risposta ricevuta – ha replicato la consigliera Amadio – . Con l’aumento significativo della popolazione detenuta, anche a seguito dei nuovi ingressi da Sollicciano, è indispensabile che l’Asl adegui il numero degli infermieri alle effettive esigenze della struttura”. “Tra i detenuti – ha affermato – ci sono persone con pene che superano i 5 anni e che hanno patologie anche di natura psichiatrica, che richiedono un’assistenza attenta e continuativa. Se non fosse stato per Fials non ci sarebbe stato il sopralluogo. Non può essere il sindacato a segnalare situazioni di disagio: spetta all’azienda sanitaria monitorare costantemente il contesto e intervenire quando cambiano i bisogni assistenziali. Continueremo dunque a seguire la situazione nei prossimi mesi per verificare se saranno introdotti effettivi miglioramenti nell’organizzazione e nella dotazione del personale infermieristico”.




