Arti: riforma dei vertici, il Consiglio regionale approva nuova legge
Tra le novità, introdotta la figura del presidente e stop alle supplenze infinite per la direzione. Il dibattito in Aula
Firenze – Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la nuova legge che ridisegna l’architettura istituzionale di ARTI, l’Agenzia regionale toscana per l’impiego. Il provvedimento è passato con il voto favorevole di Partito democratico, Casa riformista, Alleanza verdi e sinistra e Movimento 5 stelle e con il voto contrario di Fratelli d’Italia e Forza Italia.
Il provvedimento sull’Agenzia è stato illustrato in Aula dal presidente Vittorio salotti (Cr), che ha ricordato il lavoro congiunto con la commissione Sviluppo economico, che ha portato anche all’approvazione di quattro emendamenti. “Mettere ordine nelle figure apicali degli Enti regionali era una priorità – ha ricordato Salotti –. Per i vertici gestionali voltiamo pagina: entrano nella dotazione organica, con una retribuzione legata ai risultati, divisa tra parte fissa e variabile, e un incarico la cui durata non sarà più schiacciata sul mandato politico della legislatura”.
Il cambio di passo sostanziale riguarda la governance dell’Agenzia: “Per separare nettamente l’indirizzo politico dalla gestione tecnica – spiega Salotti – viene istituito il presidente, che assumerà la rappresentanza legale e farà da ponte tra la politica e la struttura guidata dal direttore”. Un’operazione, ha ricordato Salotti, realizzata a saldo zero per le casse pubbliche: “L’indennità del presidente, fissata nel limite massimo del 13 per cento di quella del governatore regionale, sarà interamente assorbita dai tagli alle spese di funzionamento di Arti”.
Gli emendamenti introdotti nell’iter consiliare prevedono:
Parere obbligatorio del Consiglio regionale: subordina la nomina del presidente di ARTI al parere vincolante della commissione consiliare competente;
Trattamento economico e stop alle supplenze infinite: elimina il parametro dei “valori medi di mercato” per lo stipendio del direttore e fissa a un massimo di 360 giorni (180 giorni più un solo rinnovo) il tetto per gli incarichi ad interim di direzione interna in caso di vacanza del posto;
Revisori legati alla legislatura: ancora con certezza la durata del Collegio dei revisori a quella della legislatura regionale, staccandola dal mandato del direttore (previsto da contratto tra i 3 e i 5 anni);
Norma transitoria: fa salvi gli effetti dell’organo di controllo nominato a giugno (delibera n. 41/2026), estendendovi la nuova durata quinquennale.
“Non capisco come funzionano i controlli in Regione”, ha esordito il portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi (FdI). “La Corte dei Conti ci dice dal 2021 che queste figure dovessero essere normate diversamente. Per cinque anni, il presidente Giani ha ignorato la Corte dei Conti e ha costituito un gruppo di lavoro, che si è attivato per queste modifiche, solo nell’ultimo anno. Mi annichilisce il silenzio non soltanto di quest’Aula, ma della Toscana – ha proseguito Tomasi, ricordando il lungo elenco di commissariamenti –: in tutti gli enti c’è una struttura commissariale, che il presidente della Regione ha colto come una buona occasione. La presidente Saccardi ha la schiena dritta, ma nessuno si è accorto cosa è accaduto con Fondazione Toscana Spettacolo? Il 4 agosto arriva una comunicazione della presidente per le nomine consiliari nella Fondazione Toscana Spettacolo; il 17, con una lettera, il presidente Giani dice che avrebbe altre idee, dopodiché la presidente ritira proposta di delibera con nostre nomine. Intanto, avviene il commissariamento con Pantuliano (il direttore generale della Regione, ndr), perché non si sa se Giorgetti è idoneo e poi con Giorgetti. E nel commissariamento c’è scritto che è colpa nostra, perché il Consiglio non ha fatto le nomine. Noi siamo stati espropriati delle nostre prerogative. Su questa vicenda andremo avanti finché non si ritira questo commissariamento, che è gravissimo. Si deve vergognare il presidente della Regione”.
Il consigliere Luca Minucci (FdI) si è collegato allo “scenario ben delineato da Tomasi, che mi fa pensare al mio territorio (il consigliere è stato eletto nella circoscrizione di Grosseto, ndr), dove ogni giorno abbiamo alcuni esponenti del Pd che vanno a fare le pulci sulle nomine, per poi vedere che in casa loro fanno ben peggio. Oggi parliamo di Arti, veniamo dalla visita istituzionale che abbiamo fatto ieri con la commissione (Sviluppo economico, ndr): ci è stato denunciato da alcuni imprenditori che non si riesce a mettere in collaborazione le imprese del territorio con l’offerta che arriva dalla scuola e dal mondo del lavoro”.
Per Matteo Zoppini (FdI), “il sistema diventa non isolato, ma strutturale, sistemico quando si arriva al numero dei commissariamenti di tutti i più importanti enti e società partecipate, che sono, questo sì, un record della Regione Toscana. E va radicalmente smentito il dato che la Corte dei Conti richieda tutte queste trasformazioni: piuttosto fa alcune riflessioni e dà indicazioni sulla gestione delle Fondazioni, correggendo il cosiddetto spoil system. Quale allora la finalità di arrivare a un numero così abnorme di commissariamenti – si chiede Zoppini –? Temiamo che la ragione sia quella di impedire che le opposizioni possano indicare dei membri loro rappresentanti in questi organismi”. All’interno di questo “strutturale commissariamento”, ha detto ancora il consigliere, “ci sono dei casi per i quali non appare che sussistano i presupposti: su tutti Fondazione Toscana Spettacolo, alla quale si è giunti al commissariamento in assenza di qualsiasi presupposto previsto per legge. Non ci fermeremo, stiamo valutando diverse azioni, per rivendicare la centralità e l’importanza di questo Consiglio regionale, che tuteleremo in ogni sede”.
La capogruppo di Fratelli d’Italia Chiara La Porta ha chiamato la maggioranza a prendere la parola: “Raccontateci, diteci le vostre opinioni e, se avete il coraggio, quali sono le vostre opinioni su chi avete nominato: sono quasi tutti di Italia viva, i consiglieri di Avs e i consiglieri del Pd cosa pensano in merito? Non avete fatto un intervento, prendete parola”.
(testo di Federica Cioni e Sandro Bartoli)




