15 Aprile 2026

Sanità: Ars, interrogazione sugli incarichi di consulenza esterna

L’assessora alla salute e sicurezza sociale, Monia Monni, ha risposto ad una interrogazione del portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi

Comunicato n. 0291
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Firenze – All’attenzione dell’Aula l’Agenzia regionale di sanità (Ars) ed in particolare “i reiterati conferimenti di incarico esterno a favore dei medesimi professionisti”, attraverso l’interrogazione del portavoce dell’opposizione, Alessandro Tomasi, cui ha risposto l’assessore alla salute e sicurezza sociale Monia Monni.

Partendo dal modello di agenzia, che sta nel perimetro del ricorso a collaborazioni esterne qualificate, l’assessora Monni ha fornito una serie dettagliata di cifre. Solo alcune: dal 2019 al 2026 gli incarichi ammontano a 1 milione e 628mila 190 euro, con una media annua di 203 mila euro; in merito al budget annuale complessivo l’80 per cento è destinato al personale, e solo il 6 per cento agli incarichi, la cui modalità di selezione risponde alle vigenti normative. Monni ha anche ricordato una voce ulteriore, ovvero il ricorso a borse di studio da parte dell’Ars.

Il portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi, dopo aver ringraziato della risposta, ha voluto chiarire che tale interrogazione intende porre l’attenzione sull’Ars, ancora oggi commissariata, con un organismo di controllo che di fatto non si sta riunendo, accanto agli incarichi esterni, che da anni risultano conferiti sempre agli stessi soggetti. Da qui la proposta di una riflessione a tutto tondo sulla natura di Ars, sull’utilità o meno dello strumento, sulle strategie che l’amministrazione regionale intende adottare. Una cosa è certa: per Tomasi meglio le borse di studio ad assegnisti e giovani ricercatori, rispetto alle consulenze esterne alle medesime figure.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana