29 Luglio 2026

Piano faunistico venatorio: Barnini, permetterà di superare logiche frammentate

La presidente della commissione Sviluppo economico ha aperto la discussione in Aula: “Possibile convivenza più sostenibile tra attività umane, patrimonio ambientale e presenza faunistica”

Comunicato n. 0665
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Firenze – È stata la presidente della commissione Sviluppo economico Brenda Barnini (Pd) ad aprire la discussione in Aula che dovrà portare all’approvazione del Piano faunistico venatorio regionale (Pfvr). Un Piano che arriva all’esame dell’Aula a conclusione del lavoro congiunto delle commissioni Ambiente, presieduta da Gianni Lorenzetti (Pd) e Sviluppo economico, presieduta dalla stessa Barnini, che l’hanno preso in carico “a un anno dalla sua adozione e a conclusione della fase della partecipazione. È stato un lavoro veloce e intenso – ha detto la presidente –, però penso anche costruttivo”. Un lavoro che oggi consegna al definitivo esame dell’Aula “il primo vero Piano faunistico regionale”, ha dichiarato la presidente, confessando di “aver dedicato molte ore di tempo allo studio” del Piano in tutte le sue articolazioni e augurandosi che il confronto in Aula sappia trovare “modalità all’altezza del contenuto. Qui non stiamo discutendo chi è a favore o contro la caccia, chi ha maggiore o minore sensibilità ambientale – ha proseguito –. Il Piano è come uno spartito per un’orchestra”, il suo “valore sta soprattutto nella sua capacità di superare logiche frammentate”. Tutela della biodiversità gestione del territorio, attività agricole, sicurezza dei cittadini, disciplina dell’attività venatoria. Governo del rapporto tra presenza faunistica, sostenibilità ambientale, presidio del territorio, interessi delle comunità locali: “La possibilità di ricercare un punto di sintesi alto fatto di tutela dell’interesse pubblico è un obiettivo non solo raggiungibile, ma anche il più naturale. Non può essere letto da nessuno in modo ideologico, né in una contrapposizione semplificata di interessi diversi”.

Con un punto di partenza, ha detto ancora Barnini: “La fauna selvatica è un patrimonio collettivo, un bene pubblico da tutelare. Esiste l’esigenza di proteggere habitat, specie vulnerabili aeree di pregio naturalistico dentro una visione complessiva della sostenibilità. Serve una strategia regionale capace di tenere insieme più obiettivi: la conservazione del patrimonio naturale il contenimento degli squilibri faunistici, la difesa del lavoro agricolo, la prevenzione dei danni e una gestione responsabile e regolata dell’attività venatoria”. Attività venatoria che, secondo Barnini, “è parte integrante del patrimonio culturale e identitario della nostra regione, in futuro non sarà garantito dalla tradizione, ma dall’innovazione. Il mondo venatorio deve essere sostenuto e accompagnato. La Toscana ha bisogno di una programmazione moderna, basata su dati aggiornati, monitoraggi costanti, valutazioni scientifiche trasparenti e di una chiara assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti. Dobbiamo avere l’ambizione di costruire un equilibrio più avanzato. C’è un tema di credibilità delle istituzioni: i cittadini, gli agricoltori, gli amministratori ci chiedono risposte efficaci. Una convivenza più sostenibile tra attività umane, patrimonio ambientale e presenza faunistica è possibile e la Toscana ha la possibilità di farlo meglio e prima degli altri”.

In apertura del suo intervento, la presidente della commissione Sviluppo economico ha voluto ringraziare “tutte le persone che hanno lavorato a questo Piano”, a cominciare dal presidente Eugenio Giani e alla presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi, “che oggi guida questa assemblea, ma che come assessore agricoltura saputo imprimere al Piano un suo vero elemento distintivo,  la centralità dei diritti delle imprese agricole, sancendo il principio che non può esserci vocazione alla fauna selvatica, laddove c’è una superficie agricola lavorata e coltivata”. Un ringraziamento esteso al settore regionale, “al dirigente Ferretti, al Nurv (Nucleo di valutazione regionale, ndr)” agli uffici dell’Assemblea legislativa, “al presidente Lorenzetti e a tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione. C’è stato un enorme lavoro di squadra”.

“Abbiamo fatto un gran lavoro, anche faticoso, con l’intento di aver dato le risposte a diversi mondi: agricolo, ambientalisti, cacciatori”, ha commentato Gianni Lorenzetti. “Si tratta di un Piano complesso, complicato. In conclusione, ci siamo detti con la presidente Barnini che nessuno è contento e questo vuol dire che alla fine abbiamo fatto un buon piano”.

In apertura dei lavori, sono state respinte tre questioni pregiudiziali presentati dalla minoranza per chiedere il rinvio dell’approvazione del Piano e illustrate in Aula da Alessandro Capecchi (FdI), per la mancata quantificazione delle risorse necessarie anno per anno al monitoraggio ambientale. Per l’imminente approvazione in Parlamento del decreto legge 1552 di riforma della legge nazionale 157/1992, con la previsione del ruolo del cacciatore come bio-regolatore. Per il mancato coinvolgimento della commissione di Controllo, chiamata alla verifica della coerenza degli atti con la programmazione regionale.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana