Lavoro: Arti, sì a bilancio d’esercizio 2025
L’Aula di palazzo del Pegaso approva a maggioranza, con i voti favorevoli dei consiglieri dei gruppi Avs, Cr, M5S, Pd ed il voto contrario dei consiglieri di FdI
Firenze – L’Aula di Palazzo del Pegaso si esprime a maggioranza sul bilancio di esercizio 2025 dell’Agenzia regionale per l’impiego (Arti), con i voti favorevoli dei consiglieri dei gruppi di Avs, Cr, M5S, Pd, e con il voto contrario dei consiglieri del gruppo di Fdi.
Nell’illustrazione dell’atto la presidente della commissione Attività produttive, Brenda Barnini (Pd), ricordando l’intervento dettagliato e puntuale della direttrice di Arti in sede di commissione, si è soffermata in particolare sulla “stagione straordinaria di investimenti per il Pnrr” e sulla nuova misura del reddito di reinserimento lavorativo, “che conta ad oggi 1413 domande presentate”.
“Anche noi siamo dalla parte dei toscani che vogliono aumentare le competenze, ma la misura del reddito di reinserimento ha numeri ben diversi rispetto alle aspettative iniziali, è una bandiera con poco vento e molto ammainata su se stessa”, ha affermato Luca Minucci (FdI), annunciando il voto negativo.
Un grazie alla “squadra” di Arti è arrivato invece da Berbard Dika (Pd), sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale, “che ha permesso di raggiungere risultati concreti e straordinari sulle politiche attive sul lavoro”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Lorenzo Falchi (Avs), che ha sottolineato la qualità e la professionalità dei lavoratori di Arti, sul fronte delle politiche per il lavoro, certamente centrali in Toscana.
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Arti, ente dipendente della Regione, dotato di autonomia organizzativa, amministrativa e contabile, ha come funzione principale quella di garantire l’attuazione delle politiche attive del lavoro e lo sviluppo e la qualificazione del sistema regionale dei servizi per il lavoro. In particolare, la regione, attraverso l’operatività dell’Agenzia, garantisce l’esercizio delle competenze dei centri per l’impiego e il presidio territoriale delle politiche attive e passive del lavoro, fondato sulla cooperazione tra le istituzioni territoriali e sulla collaborazione di soggetti pubblici e privati accreditati.
Alcuni numeri significativi della mole di lavoro dell’Agenzia, resi noti durante l’illustrazione della delibera: “Sono stati presi in carico 253mila 57 utenti ai quali sono stati erogati quasi un milione 300mila euro per politiche attive mentre per i servizi erogati a distanza sono stati sfiorati i 70mila. Le imprese che si sono rivolte ai centri per l’impiego sono oltre 27mila alle quali sono stati offerti circa 330mila servizi, infine sul portale Toscana Lavoro sono state pubblicate 31mila370 offerte di lavoro”.
La Toscana ha raggiunto gli obbiettivi del 2025 che le erano stati attribuiti a livello ministeriale e che riguardavano la presa in carico dei cittadini, la formazione erogata e gli inserimenti lavorativi. “Per le prese in carico, la Toscana ha raggiunto il 91,2 per cento dei cittadini, con il Gol (media nazionale 70,7 e prima della Toscana ci sono solo alcune regioni a statuto speciale); per la formazione, a fronte di un target stabilito di 54mila 890 persone, ne ha raggiunte 73mila 518 (circa 134per cento) e in particolare sulla formazione nelle competenze digitali, a fronte di un obbiettivo di 21mila 728, ne ha raggiunte 38mila 85”. Sugli inserimenti lavorativi è stato ricordato che il programma Gol dà priorità ai lavoratori fragili, difficilmente occupabili senza un intervento del pubblico, e in Toscana gli occupati con Gol raggiungono il 52per cento rispetto alla media nazionale del 41,9 e su questo parametro la Toscana è seconda alla provincia autonoma di Bolzano.
Il bilancio evidenzia un utile d’esercizio, dopo le imposte, pari ad euro un milione 829mila euro, inferiore rispetto a quello registrato nell’esercizio 2024, pari ad euro 4milioni 78mila euro, un risultato che seppur confermando il permanere di un esito economico positivo della gestione, risente dell’incremento dei costi della produzione verificatosi nel corso dell’esercizio, connesso sia al rafforzamento strutturale delle attività istituzionali dell’Agenzia, sia all’intensificazione degli interventi attuati nell’ambito delle politiche attive del lavoro, del Piano straordinario di potenziamento dei Centri per l’Impiego e dei programmi finanziati con risorse nazionali ed europee. Riguardo allo stato patrimoniale attivo, nel 2025 si evidenzia un incremento complessivo di euro 10milioni 211mila rispetto al 2024, passando da euro 86milioni 647mila a 96milioni 858mila euro, variazione determinata principalmente dall’aumento delle immobilizzazioni e, in misura significativa, dall’incremento dei crediti.
Il valore della produzione cresce in maniera rilevante, passando da euro 70milioni 594mila euro a euro 82milioni 763mila euro, con un incremento di euro 12milioni 169mila euro. La crescita è trainata essenzialmente dai ricavi delle vendite e delle prestazioni, che passano da euro 69milioni 562mila a euro 80milioni 971mila. All’interno di questa voce si segnala soprattutto l’aumento dei contributi per l’attuazione del piano/programma, che crescono da euro 27milioni 764mila a 29milioni 811mila e soprattutto dei contributi per l’erogazione di benefici a terzi, che registrano un incremento molto marcato, passando da euro 15milioni 69mila a euro 25milioni 940mila. Si riducono invece i contributi regionali per il funzionamento, che passano da 26milioni 654mila a 25milioni 203mila euro. Questi dati evidenziano una composizione del valore della produzione sempre più orientata verso la gestione diretta di misure, benefici e programmi, piuttosto che verso il solo finanziamento del funzionamento ordinario dell’Ente.
Per quanto riguarda i costi della produzione, aumentano da 65milioni 547mila euro a 79milioni 334mila con un incremento di euro 13milioni 787mila euro, superiore all’incremento del valore della produzione.
Il costo del personale di circa 970 unità, completamente coperto da risorse ministeriali, cresce da euro 40milioni 108mila a 42milioni 758mila, con un incremento di 2milioni 650mila euro, connesso all’adeguamento del contratto di lavoro.




