Irpet: riforma governance passa in Commissione Affari istituzionali, contrarie le opposizioni
Sì della maggioranza al nuovo assetto dell’Istituto di programmazione economica. Fratelli d’Italia e Forza Italia votano no per blindare l’autonomia del direttore scientifico. Si cerca un’intesa bipartisan in Aula
Firenze – La commissione Bilancio e Affari istituzionali del Consiglio regionale, guidata da Vittorio Salotti (Casa Riformista), ha licenziato a maggioranza la proposta di legge che modifica la governance dell’Irpet, l’Istituto per la programmazione economica della Toscana.
L’atto, che punta a superare i rilievi sollevati dalla Corte dei conti, ha incassato il voto contrario dei gruppi di opposizione, i quali hanno tuttavia aperto a un percorso di condivisione in vista del dibattito in Aula.
Il cuore della proposta di legge prevede il superamento della figura del direttore generale dell’Istituto. Le sue funzioni vengono redistribuite secondo un modello duale:
- al presidente (di nomina politica) spetteranno la rappresentanza legale e la guida del Comitato di indirizzo e controllo;
- a un dirigente interno saranno invece affidate la direzione scientifica e la gestione amministrativa;
Il voto contrario delle forze di minoranza (con gli interventi di Fratelli d’Italia e Forza Italia) è maturato sulla necessità di blindare l’indipendenza e la competenza tecnica della nuova figura del direttore scientifico.
L’opposizione ha presentato tre emendamenti, illustrati dal portavoce Alessandro Tomasi, volti a definire direttamente in legge i requisiti del dirigente (laurea magistrale, esperienza manageriale, età non superiore a 65 anni) e a stabilire una durata del mandato da 3 a 5 anni (slegata dalla legislatura regionale e rinnovabile per un massimo di due volte), in linea con le raccomandazioni della Corte dei conti e i rilievi sollevati dagli stessi uffici legislativi regionali.
Nel corso del dibattito, per evitare che la maggioranza bocciasse formalmente i correttivi tecnici, l’opposizione ha scelto di ritirare gli emendamenti, decidendo però di esprimere voto contrario al testo base poiché non ancora integrato con queste modifiche sostanziali.
Nonostante la contrapposizione sul voto finale, i lavori si sono conclusi con un’apertura al dialogo. Il presidente della Commissione ha infatti riconosciuto la validità tecnica dei rilievi sollevati dall’opposizione e si è preso l’impegno politico di avviare un confronto immediato per arrivare alla presentazione di un emendamento congiunto maggioranza-opposizione direttamente in Aula.
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La proposta di legge in sintesi
Si propone di eliminare la figura del direttore di Irpet, attribuendo le sue funzioni al presidente e a un dirigente, migliorando la governance e conformandosi alle criticità della Corte dei conti.
Si prevede quindi:
- l’eliminazione del direttore e introduzione del presidente, che presiede anche il Comitato di indirizzo e controllo;
- il presidente rappresenta legalmente l’Istituto e riceve un’indennità fino al 13 per cento di quella del presidente della Giunta;
- la direzione scientifica e le funzioni gestionali sono affidate a un dirigente interno, con trattamento economico definito dal CCNL e in linea con figure analoghe regionali;
- le attività gestionali del direttore sono trasferite al dirigente scientifico;
- la riforma mira a superare criticità di collocazione e durata degli incarichi, garantendo maggiore trasparenza e conformità normativa;




