18 Maggio 2026

Europa: in Commissione focus sul futuro dei Fondi di coesione

Nella seduta di lunedì 18 maggio è stato audito Paolo Tedeschi della direzione Competitività Territoriale della Toscana e Autorità di gestione

Comunicato n. 0402
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Firenze – La commissione Politiche europee e relazioni internazionali presieduta da Irene Galletti (Movimento 5 Stelle) prosegue il suo approfondimento con tutti i soggetti della Regione coinvolti nella gestione e programmazione dei Fondi di coesione. Nella seduta di oggi, lunedì 18 maggio, è stato il turno dell’audizione di Paolo Tedeschi della direzione Competitività Territoriale della Toscana e Autorità di Gestione.

Un’audizione approfondita, utile a capire l’impegno della Toscana nella gestione di Fondi fondamentali con il FESR, il Fondo europeo di sviluppo regionale e l’FSE+ e il Fondo sociale europeo plus nel settennato in corso e soprattutto in vista del nuovo ciclo di programmazione dei Fondi dal 2028 al 2034.

“Sul futuro dei Fondi di coesione – ha sottolineato la presidente Irene Galletti – con il nuovo quadro finanziario e una gestione più accentrata, con le nuove impostazioni che verranno date dovremo prevedere un supporto che già era necessario agli Enti locali per cercare di capire come possono essi stessi diventare interlocutori per mezzo dei bandi diretti. La mia idea è di rafforzare le strutture sia in Toscana che nell’Ufficio della Regione a Bruxelles, mettendo al primo posto quel progetto di cabina di regia della Regione Toscana per il coinvolgimento di tutti i soggetti che operano nella progettazione europea”.

“Dovremo poi cercare di trovare la chiave per un coordinamento ancora più rafforzato tra gli atenei e le imprese, perché la connessione tra l’innovazione e lo sviluppo economico è fondamentale. Contribuisce a far venire meno il fenomeno della fuga dei cervelli che fa si che molto spesso contribuiamo alla formazione di giovani e ricercatori che però non trovano sbocchi adeguati. Il Comitato Regionale di Coordinamento delle Università Toscane insieme alla Giunta, ma anche al Consiglio regionale devono trovare insieme un match necessario per far si che le persone che in Toscana si formano restino qui e diventino il motore dello sviluppo”.

“Per la prima volta – ha annunciato poi la presidente Galletti – faremo una seduta congiunta con la commissione Sviluppo economico e rurale per condividere insieme tutti gli spunti e le proposte e le progettualità che sono emerse durante la tre giorni di Eriaff, la rete europea tra Regioni per l’innovazione in agricoltura, cibo e silvicultura, a cui ho partecipato con i nostri funzionari perché ne deriveranno una serie di modifiche normative fondamentali per stare al passo con quello che ci chiederà in futuro l’Unione Europea”.

Durante l’audizione Paolo Tedeschi ha spiegato che la direzione regionale che dirige “è una delle più recenti visto che è stata creata nel 2022. Si tratta di una direzione trasversale che ha un importante compito di coordinamento con le altre direzioni coinvolte nella gestione dei Fondi Europei e nel tempo si è vista poi aggiungere la competenza nella gestione della programmazione e delle autorizzazioni anche nella geotermia per attuare una visione di sviluppo di questa fonte energetica. Ha il compito di supportare la Giunta regionale e il suo presidente nella programmazione corretta dei Fondi Europei escluso il FEASR, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. La prima sfida è quella della corretta gestione dei Fondi nel settennato 2021-2027 partito in ritardo per le problematiche legate al Covid. Una gestione condizionata dal PNNR che ha creato spesso sovrapposizioni con quelli che sono i contenuti della programmazione regionale”.

Il dottor Tedeschi ha poi portato un esempio caratterizzante per un corretto uso complementare dei Fondi: “Riguarda le politiche sulle aree interne della Toscana e ci ha permesso di convogliare sui territori 96milioni di euro utilizzando FESR e FSE+ grazie agli accordi avviati con le sei aree interne della Regione. “Fondamentale a questo punto – ha proseguito – diventa la partita per la gestione del nuovo ciclo di programmazione dei Fondi dal 2028 al 2034. Le indicazioni emerse chiaramente nell’avvio del nuovo percorso vanno verso un accentramento. Il nuovo Fondo per Competitività europea potrebbe concentrare fino a 400miliardi di euro, passando attraverso la gestione diretta della commissione Europea. Un tesoro a disposizione, ma che rischia di escludere le Regioni dalla programmazione ex ante per utilizzo dei fondi. Ed è stato calcolato che i Fondi a disposizione della Toscana potrebbero subire un ridimensionamento del 25-30% con l’eccezione dell’Interreg che potrebbe salvare la dote dei 193milioni di euro attualmente a disposizione”.

“Il dibattito politico è aperto – ha spiegato Tedeschi -, dalle Regioni è arrivata una richiesta bipartisan al Governo per un maggiore coinvolgimento nella fase negoziale che si è aperta. Negoziato che non si concluderà come previsto entro la fine del 2026 ma nei mesi successivi. Fondamentale in questo caso sarà garantire il ruolo della Regione come autorità di gestione nell’uso dei Fondi, mentre il nuovo ciclo di programmazione rischia di trasformarla in un soggetto intermedio e di mera esecuzione. Con l’assessora Cristina Manetti che ha la delega per l’Ufficio di Bruxelles è stata avviata un’attività di monitoraggio portando avanti tutte le iniziative possibili per contrastare una programmazione accentrata”.

Nell’ultima parte dell’audizione il dott. Tedeschi si è occupato degli investimenti esteri nella Regione: “Si tratta di uno scenario con luci e ombre, e per il futuro della Toscana è fondamentale mantenere e sviluppare le attività presenti sul territorio. Si tratta di 1.400 imprese che spesso hanno il ruolo di capofila di un intero settore. Alcune filiere sono in crisi, ma altre godono di buona salute come la farmaceutica. Mentre la crisi della moda pare destinata a risolversi da qui al prossimo anno”.

Sonia Luca, capo segreteria dell’assessora Manetti, che ha partecipato all’audizione, ha confermato la collaborazione con la direzione presieduta da Paolo Tedeschi: “L’Ufficio di Bruxelles ha compiti trasversali e fondamentali di lobbying e advocacy necessari per fare pressing politico e opera di negoziazione soprattutto nella fase che precede la definizione delle regole del nuovo ciclo di finanziamenti europei e per le Regioni sarà fondamentale mantenere la possibilità di diversificare gli strumenti di coesione”.

Sollecitato dalla presidente Galletti sul rafforzamento dell’Ufficio di Bruxelles, il dottor Tedeschi ha spiegato che “qualche riflessione andrà fatta senza disperdere un fondamentale bagaglio di competenze consolidate”. Sul ruolo della Regione come cabina di regia per le realtà locali Paolo Tedeschi ha spiegato che “vista la maggiore concorrenza tra i diversi Stati saranno fondamentali partenariati a livello europeo con progetti ben strutturati”.

Tante le domande e le richieste di chiarimenti, quelle di Forza Italia che sta seguendo il movimento di associazioni ed enti locali sulla proposta di una consultazione pubblica sul diritto di restare e le risorse che si possono investire nei luoghi a rischio spopolamento. Il dottor Tedeschi ha risposto che “il diritto di restare è fondamentale e una definizione a livello europeo sarebbe importante e sarebbe utile raccogliere questo tipo di sollecitazione con consultazioni pubbliche”. Sul tema della fuga dei cervelli sollevato dalla presidente Galletti Tedeschi ha spiegato che “i soggetti pubblici non riescono a compensare i differenziali economici e che una risposta potrebbe essere quella di targettizzare meglio le borse di studio. I nostri atenei hanno sfruttato il PNNR per assunzioni a tempo determinato che ora rischiano di finire e portare a una fuga differita solo nel tempo”.

Tante le domande del consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi che ha chiesto la possibilità di avere resoconti aggiornati sull’andamento della gestione dei Fondi di coesione “per capire sui tanti soldi a disposizione quanti ne siano stati spesi, perché il vero problema è il differenziale tra ciò che abbiamo e ciò che riusciamo a spendere nei termini consentiti con le aziende che sono in grande difficoltà nelle procedure di rendicontazione”. Il consigliere Capecchi ha anche chiesto chiarimenti sul rapporto della direzione presieduta da Tedeschi con le agenzie regionali che si occupano di questi temi. Un’altra domanda ha invece riguardato la capacità di attrarre investimenti dall’estero. “La diversificazione che abbiamo sempre riconosciuto sui territori – ha aggiunto Alessandro Capecchi – può risentire di una capacità di risposta immediata che serve in un mondo che cambia rapidamente con i singoli stati che trattano come spartirsi il mondo anche sotto aspetti di natura fiscale. Siamo tutti per conservare la maggiore autonomia alle Regioni e una capacità di spesa autonoma, ma è chiaro che va trovato un punto di equilibrio con le questioni più di carattere internazionale”.

Nella replica di dottor Tedeschi ha spiegato che il monitoraggio sull’uso dei Fondi è pubblico e gli aggiornamenti bimestrali. La rendicontazione è invece materia complessa, perché complessa è la normativa europea a monte. “Io garantisco che la Regione cerca di non aggravare il carico burocratico nell’utilizzo dei fondi e lo abbiamo fatto praticamente nel ciclo 2021-2027 permettendo una rendicontazione forfettizzata molto apprezzata dai soggetti coinvolti”.

Sull’attrazione degli investimenti dall’estero Tedeschi ha spiegato che “l’andamento in Toscana è per fortuna positivo ed è dovuto principalmente alla diversificazione del sistema economico. Ci sono filiere in crisi, ma ce ne sono altre che performano. I numeri a disposizione in questo caso vengono diffusi in un arco pluriennale. In 5 anni sono stati 303 i progetti di investimento estero e un terzo sono nuovi progetti. Il dato importante è che in Toscana negli ultimi 5 anni sono stati investiti 12miliardi di euro e sono stati creati 15mila posti di lavoro”.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana