17 Aprile 2026

Convegno: lo sport come veicolo di pace, l’esempio di Gino Bartali

Si è svolto a Palazzo del Pegaso la giornata “Lo sport per lo sviluppo e la pace”, che è stato anche momento di riflessione sulla figura dell’uomo e del campione che si adoperò salvare gli ebrei dalla deportazione

Comunicato n. 0301
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 Firenze – Il conflitto in Ucraina, la guerra nella striscia di Gaza, la guerra in Iran e in Libano, una miriade di altri conflitti minori sparsi in mezzo mondo. Dal 2022 il mondo si è ritrovato in fiamme. Una condizione inaspettata, dopo i lunghi anni di pace sostanziale che erano seguiti alla tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Una condizione di fronte alla quale le persone devono fare i conti con i costi al rialzo generati dai conflitti e, soprattutto, con il senso di enorme incertezza verso il futuro. Sono stati questi i temi ricorrenti nelle parole degli oratori intervenuti al convegno promosso dall’Unione sportiva Acli Toscana in occasione della celebrazione della Giornata internazionale “Sport per lo sviluppo e la pace” (la data ufficiale è il 6 aprile); convegno che, inserito nelle iniziative della Festa della Toscana 2025, si è svolto oggi pomeriggio nella sala Affreschi del Consiglio regionale della Toscana per affrontare un momento di riflessione sul tema e sulla figura di Gino Bartali, “l’uomo e lo sportivo ‘Giusto tra le Nazioni’, purtroppo in un momento di attualità”. Del resto, il campione del ciclismo, nell’epoca della dittatura fascista e della persecuzione degli ebrei, con l’incombere ormai del secondo conflitto mondiale, si adoperò, in sessioni di allenamento durante le quali si spostava in bicicletta tra Firenze e Assisi, per trasportare documenti grazie ai quali si sarebbero salvate dalla deportazione molte persone ebree. Uno degli esempi più alti di come lo sport possa dare il proprio contributo a mantenere viva la speranza in tempo di conflitti.

“Lo sport rappresenta uno straordinario strumento di crescita sociale, capace di unire le persone, abbattere le barriere e promuovere valori fondamentali come il rispetto, la solidarietà e la pace – ha detto la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi. – In occasione della Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace, iniziative come quella promossa dall’U.S. Acli Toscana assumono un significato particolarmente importante, perché richiamano l’attenzione sul ruolo educativo e inclusivo dello sport, soprattutto per le giovani generazioni. Aderire alla campagna #WhiteCard significa ribadire con forza che lo sport deve essere sempre più un diritto accessibile a tutti e uno strumento concreto per costruire comunità più giuste, coese e pacifiche.

Come istituzioni vogliamo sostenere e valorizzare queste esperienze, che contribuiscono a diffondere una cultura della pace e della convivenza, dentro e fuori dai campi di gioco.”

“La pace non è un’eredità che riceviamo o una condizione scontata della nostra vita; la pace è un valore che va coltivato giorno per giorno e in questo lo sport è un veicolo attraverso il quale affermare nella società valori come il rispetto, la lealtà, la fratellanza – ha dichiarato il consigliere regionale Francesco Casini. – Bartali è stato un esempio per eccellenza del ruolo che lo sport può giocare per costruire e mantenere una società giusta e rispettosa di tutti”.

Secondo Leonardo Cappellini presidente U.S. ACLI Toscana che ha promosso l’iniziativa, ha ricordato che nell’organizzare questa giornata “abbiamo voluto fare riferimento all’ultima Festa della Toscana, che era dedicata ai temi della pace, un valore assoluto dell’umanità che però non si ottiene casualmente, ma con un impegno costante. Esattamente come succede nello sport, dove i risultati sono il frutto di un allenamento e una dedizione costanti nel tempo. E abbiamo pensato che questa era l’occasione giusta per ricordare la figura di Gino Bartali, che riassume alla perfezione il concetto di impegno per il risultato sportivo ma anche per la giustizia e il rifiuto del conflitto”.

“Gino Bartali evoca subito parole come solidarietà e amicizia, perché nonostante fosse un campione assoluto in sella alla biciletta, si spese con tutto sé stesso per salvare gli ebrei dalla deportazione e per stare vicino alla famiglia di un suo compagno arrestato e torturato dai fascisti”, ha detto Marco Pasquini del Museo del ciclismo Gino Bartali.

Ai lavori del convegno sono intervenuti anche il presidente regionale di Coni Toscana, Simone Cardullo, la presidente di ACLI Toscana Elena Pampana, Franco Morabito presidente di USSI Toscana, e Gianni Taccetti vicepresidente ANSMeS Toscana.

 

Le dichiarazioni in video

aLa dichiarazione di Stefania Saccardi, presidente del Consiglio regionale

 

La dichiarazione di Francesco Casini, consigliere regionale

 

La dichiarazione di Leonardo Cappellini, presidente Unione sportiva ACLI Toscana

 

La dichiarazione di Marco Pasquini, Museo Bartali

 

La galleria fotografica

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