Trasporto sanitario disabili: in Aula l’interrogazione di Fratelli d’Italia
L’assessora regionale alla Sanità Monia Monni: “Avviato confronto con i gestori e Anci per superare le disparità presenti nel territorio regionale”
di Angela Feo
Firenze – L’assessora regionale alla Sanità, Monia Monni, ha risposto in Aula all’interrogazione in merito al servizio di trasporto di soggetti disabili presso i centri diurni, presentata dai consiglieri di Fratelli d’Italia Chiara La Porta (prima firmataria), Alessandro Tomasi ed Enrico Tucci.
L’assessora ha chiarito la distinzione tra il trasporto per persone con fragilità socioeconomica, disciplinato dalla delibera regionale 1497 del 2024, e le altre forme di trasporto sociale, compreso quello destinato alla frequenza dei servizi semiresidenziali per anziani e persone con disabilità. “La misura regionale riguarda uno specifico segmento della mobilità non sanitaria e, attraverso voucher gratuiti, può comprendere anche persone con disabilità in presenza dei requisiti previsti, ma non disciplina in generale il trasporto per l’accesso ai servizi diurni”, ha spiegato.
Per quanto riguarda il trasporto sociale ordinario, Monni ha precisato che “la competenza resta in capo agli enti locali, e ciò determina una differenziazione delle modalità di organizzazione e delle condizioni di accesso nei diversi territori”. “Per superare queste disparità – ha spiegato – la Giunta ha avviato un confronto con i gestori e con Anci Toscana e intende promuovere un percorso condiviso con i Comuni per definire criteri minimi uniformi, linee guida e standard omogenei, con particolare attenzione alla continuità della frequenza dei servizi diurni per le persone con disabilità”.
“Nell’ambito del confronto – ha poi aggiunto – sarà approfondita la questione dei criteri economici per l’accesso al trasporto sociale ordinario, compreso l’eventuale utilizzo dell’Isee sociosanitario, mantenendo distinta questa disciplina da quella prevista dalla delibera 1497”.
Il portavoce dell’opposizione Tomasi ha affermato di accogliere positivamente “l’avvio del confronto tra Regione, Anci Toscana e Comuni per arrivare a criteri più omogenei” e ha chiesto un intervento concreto della Regione anche sul piano delle risorse. “Oggi la possibilità per le persone con disabilità di frequentare i centri diurni semiresidenziali non è garantita in modo uniforme sul territorio regionale, soprattutto a causa delle differenze nei costi del trasporto sociale. Mi sono stati segnalati dalle famiglie e dalle associazioni casi in cui le compartecipazioni variano sensibilmente da un comune all’altro, fino ad arrivare a differenze di diverse centinaia di euro al mese. Questa situazione può creare vere e proprie barriere economiche e addirittura indurre alcune famiglie a rinunciare alla frequenza dei centri, che rappresentano non solo un luogo di cura e riabilitazione, ma anche un’importante occasione di socialità, inclusione e sollievo per i familiari”. “Continuerò a monitorare la situazione, chiedendo tempi rapidi per arrivare a regole più uniformi e sostenibili in tutta la Toscana”, ha concluso.




