Regione: ok a legge manutenzione 2026, emendamento unanime proroga mandato Garante detenuti
La proposta della Giunta promuove la qualità delle leggi attraverso interventi mirati di aggiornamento e allineamento giurisprudenziale. Sì a maggioranza alla proposta di legge
Firenze – Sì a maggioranza alla proposta di legge di manutenzione dell’ordinamento regionale 2026 e sì unanime all’emendamento presentato dal capogruppo Pd Simone Bezzini per la proroga di 90 giorni per il mandato del garante regionale dei diritti dei detenuti.
Il provvedimento, come illustrato dal presidente della commissione Affari istituzionali Vittorio Salotti (Casa riformista), “rappresenta uno strumento tecnico essenziale, disciplinato dall’articolo 13 della legge 55/2008 sulla qualità della normazione e la finalità dell’intervento è favorire il riordino e la pulizia dell’ordinamento regionale, con il preciso scopo di contenere e razionalizzare il numero delle leggi in vigore. La legge di manutenzione consente infatti al Consiglio e alla Giunta di disporre interventi periodici su una pluralità di disposizioni legislative attraverso l’approvazione di un’unica legge (o di un unico regolamento)”. Tali interventi si mantengono entro confini precisi, realizzando adeguamenti limitati che non comportano in alcun modo innovazioni sostanziali della disciplina della materia.
Nello specifico, per assicurare la costante manutenzione del quadro normativo, la proposta di legge interviene per apportare la correzione di errori materiali o imprecisioni; garantire l’adeguamento dei rinvii normativi interni ed esterni; provvedere all’inserimento di contenuti resi ormai obbligatori da nuove disposizioni comunitarie, nazionali o regionali; assicurare l’adeguamento alle sentenze della Corte di giustizia dell’Unione europea, della Corte europea dei diritti dell’uomo e della Corte costituzionale; fornire l’interpretazione autentica di disposizioni regionali preesistenti.
Simone Bezzini (Pd) ha presentato un emendamento “per produrre una proroga di 90 giorni dell’incarico del garante dei detenuti, per consentire al Consiglio di poter svolgere quelle riflessioni e approfondimenti e arrivare ad un provvedimento da approvare in Aula rispetto alle modalità di selezione e di elezione dei garanti”. “Occorrono normative per implementare l’elemento di garanzia del ruolo che i garanti sono chiamati a svolgere e un elemento di chiarezza per casi di dubbia interpretazione. Da una parte c’è l’ordine del giorno a cui dare seguito e dall’altra una proposta di legge del portavoce Tomasi, abbiamo bisogno di qualche settimana perché l’Up sviluppi questo confronto per presentare una proposta all’Aula”. “Scadendo oggi l’incarico del garante potremmo avere un vuoto che potrebbe produrre problematiche rispetto ala necessità di tenere alta la tematica dell’emergenza carceraria”.
Il portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi (FdI) ha detto “abbiamo fatto un patto tra gentiluomini per modificare le leggi che istituiscono i garanti in alcuni punti determinanti sulla durata dell’incarico, sule maggioranze che servono per eleggerli, sulla nomina”. “Abbiamo pensato di presentare una legge in merito basata su due punti fondamentali: una maggioranza rafforzata dei due terzi nelle prime due votazioni e la durata, invece che 5 anni ma tra i 3 e i 5 anni in modo che si possa valutare tutti il lavoro del garante ed eventualmente confermarlo per il secondo mandato, noi diremmo di no al terzo per trasparenza, per principio di rotazione e valutazione”. “Abbiamo sospeso questa proposta di legge – conclude – a fronte di una richiesta che abbiamo controfirmato per non lasciare scoperta una figura in questo momento delicato per le carceri. Aderiamo alla proroga di 90 giorni in cui dobbiamo lavorare per trovare una sintesi”. Una nota di polemica nei confronti dell’assessore Alessandra Nardini “a noi le considerazioni politiche piacciono – ha detto – ma piacciono meno quando i rapporti istituzionali con alcuni sindaci si fanno sui giornali come quello avvenuto per il carcere di Massa”.
“L’unica perplessità che mi rimane è sull’abrogazione della banca dati sulle infiltrazioni mafiose in Regione – ha detto Chiara La Porta capogruppo di FdI – Non è più obbligatoria, si dice ‘si può istituire la banca dati’ ed è grave che questo accada visto il momento in cui si vedono infiltrazioni di mafia nella regione, credo sia compito della regione sia quello di collaborare con il governo nazionale.”
Jacopo Maria Ferri (FI) in merito alla visita dell’assessore Nardini sul territorio di Massa Carrara agli istituti penali ha affermato che “non sarebbe brutta cosa se l’assessorato, nel momento in cui visitano i nostri territori, lo facesse presente soprattutto ai sindaci e anche ai consiglieri sul territorio – continua Ferri – L’assessore è venuta anche all’istituto penale minorile femminile di Pontremoli senza che né il sottoscritto né il sindaco potessero accoglierla e spiegarle la storia e l’importanza del lavoro dell’istituto, poteva essere condiviso e arricchito anche dalla nostra esperienza sul territorio in questi anni”.
“Una situazione drammatica e insostenibile nei nostri istituti di pena – ha detto Federico Eligi (Casa riformista) – Sono d’accordo con l’emendamento in particolare su discorso del garante. Pongo e sottolineano che nei prossimi giorni sarà riattivata la commissione sanità e lì ne discuteremo per la parte di controllo, sicurezza e igienico sanitaria”.
“Credo che uno dei problemi e dei motivi per cui le nostre carceri sono sovraffollate rientri in una mancanza della politica di prendere il toro per le corna e risolvere i problemi alla radice – Gabriele Veneri (FdI) – mi riferisco ai Cpr tanto contestati in Toscana, ma credo che rappresentino una soluzione importante che vada incontro al riequilibrio del nostro sistema carcerario”. “Lo lancio come strumento di lavoro, potrebbe essere una soluzione che risolve in parte il problema”.
Condividendo il pensiero di Veneri, il vicepresidente Diego Petrucci (FdI) ha detto “vorrei soffermarmi sulle competenze dirette del Consiglio regionale, abbiamo una competenza ben precisa e dobbiamo esercitarla senza chiedere ad altri di farlo per noi”. “L’ultima visita al Don Bosco l’ho fatta una quindicina di giorni fa e ho visitato anche il centro sanitario al suo interno che è gestito per competenza dall’Asl nord ovest; quindi, nel mare magnum del sistema penitenziario il Consiglio regionale ha una competenza diretta e specifica su questo centro”. Petrucci continua “quel centro è stato negli anni un’eccellenza a livello nazionale e adesso versa in una situazione di fortissimo disagio al pari del carcere e questo si riversa in modo negativo sia sui detenuti che sugli agenti di polizia penitenziaria”.
Massimiliano Ghimenti (Alleanza verdi e sinistra) ha aggiunto “anche io sono andato al Don Bosco e anche noi abbiamo assistito ad una situazione inaccettabile e a gesti estremi”. “Tutti con piena contezza delle problematiche dobbiamo farci carico di questa situazione”, “il mio intervento vuol lanciare un appello, ritengo non si possa buttare in politica”, “siamo disponibili a ragionare anche di quello che è competenza della regione” e “insieme alle figure preposte capire cosa si può fare direttamente per risolvere il problema”.
“Il Consiglio ha fatto un dibattito positivo, il tema è complesso e chiama tutti in causa– ha concluso la presidente Stefania Saccardi – mi sento di condividere l’appello di farsene carico tutti insieme, ognuno per le proprie responsabilità. È stato giusto che il Consiglio abbia affrontato il tema, dimostrando sensibilità e attenzione su una tematica così delicata”.
(testo di Benedetta Bernocchi e Federica Cioni)




