Peste suina africana: audizione del commissario straordinario nazionale
In commissione congiunta Ambiente e Affari istituzionali sentito Giovanni Filippini sulla situazione in Toscana: diffusione del virus, azioni e misure di prevenzione e contenimento
Firenze – Peste suina africana: sulla diffusione del virus, le azioni e le misure di prevenzione e contenimento si è tenuta ieri pomeriggio (lunedì 20 luglio) l’audizione del commissario straordinario alla Psa, Giovanni Filippini, da parte delle commissioni Sviluppo economico e rurale, presieduta da Brenda Barnini (Pd), e Ambiente, presieduta da Gianni Lorenzetti (Pd), riunite in seduta congiunta. Giovanni Filippini è il commissario nazionale per la PSA, nominato dal Governo (fa parte della direzione generale della salute animale del Minstero della Salute). La Toscana ha nominato nei giorni scorsi il proprio commissario straordinario, Giorgio Briganti, per la gestione dell’emergenza nella nostra regione. L’audizione di Filippini è stata richiesta da Fratelli d’Italia.
L’area che riguarda anche la Toscana è l’ultimo ‘cluster’ rimasto aperto nell’Italia centro-settentrionale. Si estende dal Sud del Piemonte (provincia di Cuneo, parte della Liguria e arriva a interessare l’aera nord-occidentale della Toscana, con particolare allarme nel pistoiese: San Marcello Pistoiese sarà presto inserito in Zona 3, la più elevata nella classificazione delle aree contaminate. “Sono imminenti nuove ordinanze”, ha annunciato Filippini.
Il commissario ha illustrato la strategia per contrastare una pandemia particolarmente aggressiva, che ha interessato e interessa gran parte dell’Europa, colpisce esclusivamente suini e cinghiali e non ha effetti sulla nostra salute, ma causa la morte del 90 per cento dei capi colpiti e si diffonde con estrema facilità. Il virus ha una fortissima resistenza ambientale, sopravvive a lungo, viene trasportato principalmente dai cinghiali, che possono coprire vasti territori con i loro spostamenti, e “può essere trasportato da altri animali; si muove anche attraverso il fattore umano, anche solo per terreno contaminato che rimane attaccato alle suole delle scarpe”, ha spiegato il commissario.
Le azioni di prevenzione e contenimento sono volte a proteggere gli allevamenti e un settore economico rilevante. In Toscana ci sono circa 125mila capi di suini domestici, in circa 3mila 500 allevamenti (per lo più di tipo semibrado). Alla nostra Regione, ha spiegato Filippini nell’illustrazione delle misure in atto, “sono stati assegnati 420mila euro”.
La strategia per il contenimento e l’eradicazione del virus è fatta di barrieramenti fisici: sono stati stanziati 8milioni per realizzare le chiusure agli attraversamenti di cinghiali nei tratti autostradali che circondano il cluster in questione. In Toscana, gli interventi interesseranno l’A11, dove sono state perfezionate tutte le chiusure da Firenze a Viareggio; l’A1, con interventi nel territorio comunale di Castiglione del Pepoli (km 225+500) fino al comune di Barberino di Mugello (km 257+509), passando quindi anche per i comuni di S.Benedetto Val di Sambro e Firenzuola (conclusione prevista entro marzo 2027”.
Ci sono poi il “barrieramento biologico”, con azioni di de-popolamento dei cinghiali nelle zone interessate (abbattimento e cattura); la sorveglianza, negli allevamenti domestici e attraverso la ricerca delle carcasse dei cinghiali morti a causa del virus; e la bonifica. “Il ruolo dei cacciatori può essere strategico in queste azioni”, ha ribadito a più riprese Filippini.
“Abbiamo richiesto questa audizione in considerazione della situazione particolarmente complicata per la Toscana”, ha spiegato il consigliere Alessandro Capecchi (Fratelli d’Italia), che ha richiesto una serie di chiarimenti al commissario, sull’interessamento del territorio pistoiese (“Pistoia è già in Zona 2”, ha confermato il commissario, che nella giornata di domani si recherà a Pistoia e a Lucca), sui tempi di azione della Regione Toscana e sulla necessità di attivare adeguate campagne di informazione nei territori interessati. “C’è il rischio potenziale di distruzione di un patrimonio economico rilevante, dobbiamo definire i tempi e mettere in campo interventi decisivi per arrestare l’avanzata della peste suina”, ha dichiarato Capecchi.
Dai consiglieri varie sollecitazioni, riguardo alla necessità di un sostegno economico ai singoli Comuni (Mario Puppa, Pd), riguardo alla densità dei cinghiali in Toscana, in rapporto alle altre regioni italiane (Luca Minucci, FdI) e alle gabbie che sono state fornite alle Regioni per la cattura nelle zone del contagio (Claudio Gemelli, vicepresidente della commissione Ambiente), riguardo al possibile coinvolgimento del territorio dei Monti Pisani (Massimiliano Ghimenti, Avs, “stiamo intervenendo con decisione per contenere la diffusione del virus in Liguria”, ha spiegato il commissario). Il consigliere Gabriele Veneri (FdI) ha chiesto “quanto la Toscana ha già investito dei 420mila euro che le sono stati assegnati”. Filippini ha risposto che “a quanto mi risulta, la Toscana non ha ancora erogato risorse”.
Ha seguito a più riprese l’audizione anche la presidente del Consiglio regionale, Stefania Saccardi, che nella passata legislatura ha ricoperto il ruolo di assessora regionale all’agricoltura. “Per raggiungere l’obiettivo di salvaguardare i nostri allevamenti, soprattutto quelli pregiati, è il momento di lavorare tutti insieme, non di scendere sul terreno della polemica. È opportuno ricordare che i 420mila euro sono arrivati alla Regione Toscana nell’aprile 2026; l’11 maggio il commissario è scaduto e per oltre un mese, fino al 15 giugno, non è stato rinominato. La nuova ordinanza ministeriale è stata emanata il 6 luglio. E i 420mila euro stanziati per la Toscana dalla Sanità erano destinati agli abbattimenti, non alle catture o alle gabbie”, ha concluso Saccardi, che ha ottenuto diretta conferma dal commissario nazionale.




