Libri: presentato in Consiglio ‘il biennio di sangue 1993-94’
Con l’autore Luca Tescaroli, procuratore della Repubblica di Prato, hanno dialogato Irene Galletti, componente dell’Ufficio di presidenza dell’Assemblea toscana, e Simone Innocenti, giornalista del Corriere Fiorentino
di Paola Scuffi
Firenze – Un verbo, “conoscere”, per raccontare un libro, spiegarne la genesi e il contenuto. Questo il significato de “Il biennio di sangue. 1993-94. Le menti e gli esecutori materiali degli attentati di Cosa nostra nel continente”, firmato dal procuratore della Repubblica di Prato, Luca Tescaroli.
Nel corso della presentazione a palazzo del Pegaso, ieri pomeriggio (giovedì 9 luglio), hanno dialogato con l’autore Irene Galletti, componente dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale e promotrice dell’iniziativa, insieme a Simone Innocenti, giornalista del Corriere Fiorentino. E tutto si è svolto, come detto, intorno al verbo “conoscere”. Come ha spiegato lo stesso procuratore: “L’idea di scrivere il racconto sugli esiti processuali che hanno consentito di individuare i responsabili e le ragioni di quell’attacco terroristico-eversivo deriva da una esigenza di conoscenza; a distanza di quasi 35 anni da quanto è accaduto, e per evitare che i ricordi ingialliti dal tempo si disperdano, è importante che le giovani generazioni ne siano a conoscenza, poiché il passato costituisce un monito per il futuro – ha sottolineato Tescaroli – , un’occasione per evitare che si ripetano gli errori commessi, e si pianifichi il futuro in modo più rispondente alle esigenze, per un contrasto efficiente ed efficace al crimine organizzato, che è riuscito in quel biennio terribile, a condizionare la politica legislativa, affidata dalla Costituzionale al Parlamento e al Governo”. “Cosa nostra ha saputo incidere sulla evoluzione della nostra democrazia, e dunque, sebbene si tratti oramai di fatti di storia – ha concluso – credo sia giunto il momento di inserire nei percorsi di formazione scolastica la conoscenza di ciò che è avvenuto”.
Accanto al verbo conoscere c’è inevitabilmente l’esigenza di non indietreggiare nella lotta alle organizzazioni criminali. “La presentazione di questo libro nella sede del Consiglio regionale è un atto di sostegno pubblico a un magistrato che da anni lavora in prima linea contro la criminalità organizzata. Il suo studio sulle stragi del 1993 ricostruisce con rigore analitico un capitolo della storia italiana in cui la mafia ha dimostrato la capacità di penetrare la politica e le Istituzioni, un’eredità che continua a produrre effetti anche in un territorio come il nostro, ancora considerato da molti, a torto, estraneo a certe dinamiche criminali: a oltre trent’anni di distanza dalle stragi sappiamo che le organizzazioni criminali sono ancor più radicate e pericolose e gli anticorpi culturali che a lungo abbiamo ritenuto sufficienti non bastano più”. Così ha esordito la consigliera Irene Galletti.
“In questo scenario così difficile riteniamo prioritario garantire il nostro impegno a favore del procuratore Tescaroli. E a questo proposito, ricordiamo la raccolta firme per chiedere al ministro della Giustizia Nordio di dare seguito alle richieste che lo stesso procuratore formula da anni: un sistema criminale radicato, che si avvale di specificità linguistiche e culturali difficili da decifrare, richiede infatti tutta una serie di risorse che oggi mancano”, ha continuato Galletti. “A Prato l’infiltrazione della criminalità organizzata cinese si è consolidata nel corso degli anni arricchendosi attraverso lo sfruttamento e l’opacità produttiva, e relegando i lavoratori in condizioni di isolamento e paura. Questo sistema va riconosciuto senza reticenze, come dato oggettivo riferito a organizzazioni criminali e non come giudizio sulla comunità cinese presente sul territorio. Per questo non dobbiamo avere paura di pronunciare la parola ‘mafia’: riconoscere un fenomeno è infatti il primo passo per contrastarlo”. “Chi vive e lavora in condizioni di ricatto deve invece sentire vicine le istituzioni e lo Stato – ha sottolineato la consigliera – deve dimostrarsi capace di entrare nei luoghi dell’illegalità con strumenti adeguati a livello investigativo, sociale e amministrativo. Il nostro timore, infatti, è che gli episodi che emergono dalla cronaca costituiscano solo la parte visibile di un sistema molto più esteso, in cui l’omertà non è legata alla complicità, ma riflette la percezione dei cittadini di non essere sufficientemente tutelati dalle istituzioni”. Da qui l’urgenza “che siano attivate le competenze della Regione e degli Enti territoriali, dall’Asl all’Ispettorato del lavoro, fino ai servizi sociali – ha concluso -. Tuttavia, il nodo principale resta nazionale: il Governo e il Ministero della Giustizia devono ascoltare Tescaroli. Sostenerlo oggi, nella sede più alta della rappresentanza regionale, significa dire che la Toscana non intende voltarsi dall’altra parte”.
La presentazione del libro, in edicola dal luglio dello scorso anno per la casa editrice PaperFIRST, ha offerto una preziosa occasione di approfondimento su una delle stagioni più drammatiche della storia repubblicana, quella segnata dagli attentati mafiosi e dalla strategia messa in atto da Cosa nostra, per ricattare lo Stato e le istituzioni democratiche con stragi e bombe.
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Biografia Luca Tescaroli – Entrato in magistratura nel 1991, è stato Procuratore a Caltanissetta, Roma, Firenze e Prato. Nel corso della sua attività si è occupato di numerose vicende centrali nella storia giudiziaria italiana: dall’attentato all’Addaura del giugno 1989 alla strage di Capaci del 23 maggio 1992, dall’omicidio del banchiere Roberto Calvi alle Nuove Brigate Rosse, dalle sette stragi terroristico-eversive del biennio 1993-1994 a Mafia Capitale-Mondo di Mezzo. Negli ultimi anni il suo impegno si è concentrato sul contrasto alla criminalità cinese.
È autore di numerosi volumi, fra cui Falcone. Inchiesta per una strage (Rubbettino, 1998), Perché fu ucciso Giovanni Falcone (Rubbettino, 2001), Le faide mafiose nei misteri della Sicilia (Rubbettino, 2003), Le voci dell’oblio (Di Girolamo, 2005), Colletti sporchi (con F. Pinotti; Rizzoli, 2008), Obiettivo Falcone (Rubbettino, 2011) e Pentiti (Rubbettino, 2023).
Le dichiarazioni in video
La dichiarazione della consigliera regionale Irene Galletti
Le parole dell’autore, Luca Tescaroli








