Enti e Agenzie regionali: stop alla proroga di sei mesi dei vertici
La proposta di legge di modifica è stata approvata dal Consiglio regionale con voto favorevole a maggioranza
Firenze – Dietro front alla legge toscana 4/2026 , che ha previsto la proroga di sei mesi per gli incarichi di vertice di Enti e Agenzie regionali (Irpet, Artea, Arti, Arpat, Lamma, Autorità Portuale, Ente Terre Toscane e Toscana Promozione Turistica). La modifica è stata approvata dal Consiglio regionale a maggioranza, con 23 voti favorevoli, mentre in 9 non hanno partecipato al voto.
I motivi dell’inversione a U sono stati spiegati dal presidente della commissione Affari istituzionali e Bilancio Vittorio Salotti (Casa riformista) che ha illustrato il provvedimento in Aula. “Da parte del ministero – ha premesso – è stato eccepito il fatto che la disciplina dei contratti è di esclusiva competenza legislativa dello Stato”. Per evitare una dichiarazione di illegittimità, che potenzialmente potrebbe delegittimare gli atti firmati dai dirigenti prorogati, la Giunta ha deciso un passo indietro e l’abrogazione dell’articolo 1 della legge approvata a maggioranza dal Consiglio lo scorso 11 marzo. Restano invariati tutti gli altri articoli (4 in tutto), compreso l’articolo 2 relativo alla proroga del Consiglio di amministrazione dell’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario. I membri del Cda, infatti, non sono vincolati contrattualmente.
Matteo Zoppini (FdI) ha commentato che “in questo caso non si è avuto il rispetto dimostrato per il provvedimento precedente. Quando fu approvata questa proposta qualche mese fa noi avanzammo osservazioni a proposito, che non furono ascoltate. E oggi siamo costretti ad abrogare parte del provvedimento”. “In quell’occasione – ha spiegato il consigliere – noi facemmo ben presente che si trattava di una legge che non stava in piedi né dal punto di vista tecnico giuridico né dal punto di vista dell’uso dello strumento legislativo, ma la maggioranza non lo ha tenuto in considerazione”.
Anche da parte di Forza Italia è stato sottolineato come questa volta il lavoro effettuato sul provvedimento non sia stato di qualità e come, se nel frattempo si sono creati dei danni alla Regione o ai terzi a causa della norma entrata in vigore, qualcuno dovrà pagare.
Il portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi (FdI), in un intervento da lui definito “politico”, ha rivolto numerose domande al presidente della Giunta. “A che punto stanno le proposte di legge di modifica dell’istituzione dell’agenzia e del direttore? Domattina – ha chiesto – queste figure apicali diventano commissari o non si sa cosa fanno e per quanto? Finalmente mettiamo mano alla loro retribuzione compresa la parte variabile sui risultati, in modo che sia misurabile quello che fanno? Queste persone prendono uno stipendio quasi pari a quello di un direttore di una Asl. Ce la facciamo a modificare le leggi prima del giudizio di parifica?”.
Chiara La Porta (FdI) ha detto che “ci troviamo davanti un’altra volta a un caso ‘dell’avevamo detto noi’. La maggioranza non ha voluto ascoltare né gli uffici né l’opposizione, e dopo un mese ci siamo trovati a dover modificare la legge. È una perdita di tempo che non piace a nessuno”.
di Federica Cioni e Cecilia Meli




