Ambiente e territorio: Testo unico turismo, le proposte di modifica illustrate in commissione
Nella seduta di oggi della commissione presieduta da Gianni Lorenzetti (Pd), avviato l’esame della proposta di legge della Giunta regionale e di quella presentata da Forza Italia. Gli aggiustamenti dopo la sentenza della Consulta e le novità introdotte
Firenze – La commissione Ambiente e territorio, presieduta da Gianni Lorenzetti (Partito democratico) ha tenuto questa mattina l’illustrazione della proposta di legge della Giunta regionale su “strutture ricettive extra-alberghiere, professioni turistiche e somministrazione di alimenti e bevande nelle strutture alberghiere”, che introduce modifiche alle leggi regionali 61 del 2024, il Testo unico del turismo, e 62 del 2018, e la proposta di legge di iniziativa consiliare, presentata dal capogruppo di Forza Italia, Marco Stella, anch’essa in merito alle “strutture ricettive extra-alberghiere con le caratteristiche della civile abitazione”, che intende introdurre modifiche al Testo unico del turismo.
La proposta della Giunta regionale nasce in conseguenza della sentenza della Corte costituzionale 196 del 2025, che ha inciso sull’impianto della disciplina delle professioni turistiche (ha dichiarato illegittime le norme sull’accompagnatore turistico e la guida ambientale), per recepire le formulazioni suggerite dalla Corte sulle professioni di maestro di sci e di guida alpina. Introduce la disciplina di livello regionale per la figura dell’accompagnatore di media montagna. Tende a semplificare alcune previsioni in materia di informazioni sull’accessibilità delle locazioni turistiche, di subingresso per le strutture ricettive, di comunicazione delle locazioni turistiche in forma non imprenditoriale. Interviene sulle disposizioni relative alla cessazione delle attività, regolandone gli effetti, sulla previsione dei criteri e dei limiti all’attività di locazione turistica breve e sulle disposizioni transitorie relative alle strutture ricettive con le caratteristiche della civile abitazione e all’albergo diffuso, che hanno suscitato alcuni dubbi interpretativi e applicativi e che vengono rimodellate per rispondere anche alle esigenze manifestate dalle Amministrazioni locali e dagli stakeholders privati.
La proposta di legge di Forza Italia, come ha spiegato lo stesso Marco Stella alla commissione, interviene per introdurre il differimento di un anno (fino al primo luglio 2027) del termine previsto per le strutture ricettive extra-alberghiere con le caratteristiche della civile abitazione. Fino a tale data le abitazioni utilizzate per tali attività possono avere, ai fini urbanistici, sia destinazione d’uso residenziale sia turistico-ricettiva. Questo per consentire ai Comuni “un adeguato periodo per l’adozione degli atti regolamentari e amministrativi richiesti, assicurare omogeneità nell’applicazione della disciplina regionale e prevenire situazioni di contenzioso derivanti da applicazioni disomogenee”.
Dai consiglieri di maggioranza, gli ex sindaci Francesco Casini (Casa riformista), Alessandro Franchi (Pd) e Massimiliano Ghimenti (Alleanza verdi e sinistra) la sollecitazione, rispetto alla proposta di legge della Giunta, a prendersi carico dei rilievi mossi a suo tempo da Anci Toscana, in particolare riguardo alla sostenibilità economica e organizzativa, specie per i Comuni più piccoli, delle norme che regolano il cambio di destinazione d’uso con l’obbligo del passaggio da uso residenziale a turistico-ricettivo e conseguente trasferimento del gettito dai Comuni allo Stato. Di qui, l’intenzione di approfondire la riflessione politica attraverso il lavoro delle commissioni regionali e una apertura di massima a valutare anche quanto prospettato dalla proposta di legge di Forza Italia.
“La ratio del Testo unico è quella di ottenere una riorganizzazione, indirizzare una filosofia con l’ambizione di far crescere un’attività imprenditoriale e un’idea di fare impresa”, ha dichiarato il presidente Gianni Lorenzetti. “Faremo le opportune valutazioni, cerchiamo le soluzioni per mitigare gli effetti dei cambi di destinazione d’uso”.




