Bruxelles: Giani, contro Manetti attacco mirato e personale
Il presidente della Giunta ha risposto all’interrogazione di Fratelli d’Italia sulla presentazione del libro dell’assessora alla Cultura in concomitanza con un viaggio istituzionale finanziato dalla Regione
Firenze – Il presidente della Giunta regionale Eugenio Giani ha risposto in Aula a un’interrogazione presentata dai consiglieri di Fratelli d’Italia Chiara La Porta e Matteo Zoppini sulla presentazione a Bruxelles, il 24 febbraio, del libro dell’assessora alla Cultura Cristina Manetti in concomitanza con un viaggio istituzionale finanziato dalla Regione Toscana.
Il presidente Giani ha prima di tutto voluto sottolineare come la presentazione del libro, rivolta alla comunità italiana a Bruxelles “non si sia sovrapposta in alcun modo al lavoro programmato durante i due giorni della missione”. Un programma riportato dettagliatamente dal presidente Giani che ha ricordato gli incontri con i rappresentanti delle Università toscane, con il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto e con il ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti e la partecipazione alla seduta solenne del Parlamento europeo per ricordare l’inizio della guerra in Ucraina. “Al centro del dibattito – ha spiegato Eugenio Giani – prima di tutto il futuro delle politiche di coesione dell’Unione europea con fondi che rischiano di ridursi sensibilmente per la Toscana”.
“Per lo svolgimento della missione – ha aggiunto – abbiamo seguito la procedura ordinaria, scelto un albergo modesto e viaggiato su voli di linea. Io non ritengo di carattere esclusivamente personale e privato la presentazione del libro di Cristina Manetti, perché per i contenuti, a partire dalla parità di genere, devo dire che il libro è una forma non convenzionale di rapporto e di relazione e di attenzione verso la comunità toscana che vive a Bruxelles e di questo ho avuto testimonianza diretta. Ha ragione l’assessora Manetti quando dice che la percezione che abbiamo è proprio di un attacco mirato e personale. Il pacchetto di interrogazioni che avete presentato non è qualcosa per conoscere, è qualcosa per colpire una persona. E questo concetto di ossessione da interrogazione è il modo peggiore per dare ai cittadini l’immagine di un profilo istituzionale.
Tra di noi ci deve essere rispetto. Le differenze e le idee. Ma il rispetto, non la ricerca spasmodica di infangare o di denigrare la reputazione degli altri”.
“Lei presidente è lodevole nel suo tentativo di difendere l’indifendibile”. Le parole con cui ha aperto la sua replica la capogruppo di Fratelli d’Italia Chiara La Porta. “Difendere l’indifendibile – ha proseguito – a nostro avviso non le fa onore e non fa onore all’istituzione che lei rappresenta.
Noi parliamo di opportunità e di inopportunità politica. Secondo lei è stato opportuno presentare il libro dell’assessore Manetti a margine di una missione istituzionale? Secondo noi no. Lei ci è venuto a dire, e a mettere nero su bianco in quest’Aula, che lo è. Secondo noi no. Perché quella visita istituzionale è stata pagata dai cittadini. Io provo imbarazzo per la stima che ho per lei per la difesa dell’indifendibile che mi fa e non è una questione che è comunque importante e legittima di cifre, di taxi, di rimborsi e di scontrini. È una questione di opportunità politica. Si rende conto che lei ci viene a dire che l’unico modo per esportare un modus operandi e una descrizione di pari opportunità è il libro del suo assessore, già suo capo di gabinetto. Io credo che lei dovrebbe riflettere in merito a questa questione. Perché, al di là della stima nei suoi confronti, non fa fare una bella figura all’istituzione che ricopre oltre a non farla lei”.




