Controllo: ascoltato il presidente di Firenze Fiera
Nella commissione guidata da Jacopo Cellai (FdI) audizione di Lorenzo Becattini
di Paola Scuffi
Firenze – In commissione Controllo, guidata da Jacopo Cellai (FdI), la fotografia di Firenze Fiera con l’audizione del presidente Lorenzo Becattini, che ha voluto iniziare il proprio intervento ricordando il primo presidente della società, Piero Barucci, scomparso la scorsa settimana.
Becattini ha spiegato che il costo del canone per l’utilizzo per la Fortezza, pensato e regolato inizialmente con una perizia del 2015 e stimato in 1 milione e 550 mila euro, prevedeva una serie di lavori che sarebbero dovuti iniziare nel 2018, ma che sono slittati nel tempo, andando ad incidere sul completamento del padiglione Bellavista, la cui conclusione è prevista per la fine 2026. Una nuova perizia ha poi portato il canone a 1 milione e 150 mila euro, ma “occorre tener presente che Firenze Fiera non dispone della utilizzabilità al cento per cento della Fortezza”, ha spiegato il presidente Becattini, che si è poi detto convinto anche della necessità di ricapitalizzare l’azienda e di investire sul personale.
Sul fronte dell’andamento economico, rispetto al valore medio dell’utile di 16 milioni di euro registrato nel periodo pre-Covid, con la legge Madia la società sarebbe dovuta tornare in attivo nel 2025, ma invece vi è tornata già nel 2023, fino a raggiungere i 24 milioni e 700 mila nel 2024, con una previsione di 24 milioni nel 2025. Il presidente ha quindi parlato di una società progressivamente cresciuta, “ma ciò non basta a metterla in tranquillità, nonostante la ripresa significativa – come avvalorato anche da uno studio universitario sul sistema fieristico – e la strategia da seguire è senza ombra di dubbio l’aumento di capitale”.
Nel corso del dibattito molti i chiarimenti richiesti dai consiglieri intervenuti; il vicepresidente Luca Minucci (FdI) si è soffermato in particolare sull’aumento di capitale che, sembra, verrà sottoscritto solo dalla Regione e sulla interlocuzione con il sistema congressuale dell’Emilia Romagna, in particolare Rimini; preoccupato per le decisioni che potranno assumere gli altri soci si è detto Marco Stella (FI), che ha soprattutto ribadito l’opportunità di richiedere una terza perizia sull’entità del canone, e di approfondire le questioni delle strategie commerciali per il futuro e del nuovo contratto con Pitti; sull’aumento di capitale ha invitato a riflettere anche Serena Spinelli (Pd), che ha parlato di attività congressuale di valore ma da legarsi maggiormente con le offerte alberghiere, per poter trattenere i congressisti che partecipano alle fiere; Federico Eligi (Cr) è invece entrato nel merito dei rapporti con la società che cura gli allestimenti, per sapere se l’interesse verso una società di servizi sia una linea strategica da seguire; il presidente Jacopo Cellai (FdI), paragonando Firenze Fiera ad un motore, ha posto un preciso quesito: “Se la macchina Firenze Fiera è stata tirata al massimo in termini di fatturato, e non c’è nuova iniezione di capitale, a quanto può arrivare ancora?”. Ha poi tenuto a sottolineare il “silenzio” del Comune di Firenze: “Non si capisce se sia un giudizio implicito sull’operato del presidente di Firenze Fiera – ha affermato – o se si tratti di una impreparazione di Palazzo Vecchio ad affrontare la questione”. Infine, ha chiesto precisazioni sui tempi riguardanti il completamento dei padiglioni Bellavista e Spadolini.
La seduta di commissione si è chiusa sottolineando la necessità, per la commissione Controllo, di avere tutta la documentazione necessaria, dalle perizie alle decisioni, per poter svolgere al meglio il proprio lavoro.




