14 Gennaio 2026

Vertenza Amom: mozione unanime a tutela dei lavoratori

Approvato il testo presentato da Francesco Casini (Casa riformista) e sottoscritto da Roberta Casini (Pd), accolto un emendamento dell’opposizione

Comunicato n. 0020
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Firenze – Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato all’unanimità una mozione a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori dello stabilimento Amom s.p.a. di Badia al Pino (Civitella in Val di Chiana). L’atto d’indirizzo, inizialmente presentato da Francesco Casini (Casa riformista) e arrivato al voto dell’Aula nel testo sostitutivo sottoscritto anche dalla consigliera Roberta Casini (Partito democratico) ha raggiunto il voto unanime una volta accolto un emendamento dell’opposizione. Esprime “massima solidarietà e sostegno a tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti nella procedura di licenziamento dello stabilimento” e impegna la Giunta regionale “a proseguire nel mettere in campo tutte le azioni istituzionali, politiche e amministrative utili a scongiurare i 70 licenziamenti annunciati da Amom S.p.A., a tutela dell’occupazione e del tessuto sociale della Val di Chiana; a ribadire la richiesta di ritiro o sospensione della procedura di licenziamento collettivo, favorendo l’apertura di un confronto reale e continuativo con l’azienda e le organizzazioni sindacali; a sostenere il ricorso ad ammortizzatori sociali straordinari che possano garantire continuità di reddito per i 70 dipendenti; a coinvolgere urgentemente il Governo nazionale affinché vengano attivati tutti gli strumenti disponibili per la tutela del lavoro e per impedire che decisioni di tale impatto sociale siano assunte unilateralmente senza adeguato confronto”.

La vicenda, ha dichiarato Francesco Casini nell’illustrazione della mozione all’Aula, “riguarda non solo i settanta lavoratori, ma l’intero territorio della Val di Chiana e la Toscana tutta. La procedura di licenziamento collettivo è una decisione grave nel merito e ancor più inaccettabile per le modalità: la comunicazione avvenuta tramite una videochiamata, ha colpito la dignità delle persone coinvolte. Ha suscitato una reazione forte da parte delle organizzazioni sindacali, delle istituzioni e della comunità locale”. E la Regione, ha proseguito Casini, “non è stata a guardare, già a dicembre convocato un tavolo, dove non è mai arrivata la disponibilità della proprietà. Si deve aprire un confronto vero. Si tratta di un caso emblematico che ci interroga sul tema della responsabilità sociale delle imprese multinazionali. Il tempo è decisivo”.

“Questa mozione mi vede direttamente coinvolto, perché l’imprenditore che circa sessant’anni fa creò quell’azienda è mio padre”, ha detto Gabriele Veneri (Fratelli d’Italia). “Nel 2022 ha deciso di cedere l’azienda, avendo raggiunto, così come il fratello, un’età che difficilmente avrebbe permesso di portarla avanti. L’azienda in quel momento aveva 120 dipendenti. È stata venduta con prospettive migliorative, come promesso dalla multinazionale. Poi, o per incapacità o per strategie che non conosco, le promesse non sono state mantenute. Oggi i dipendenti rimasti sono stati licenziati in videochiamata, in una maniera vergognosa. La comunità aretina ha reagito in maniera eccellente, le varie associazioni di categoria si sono movimentate e hanno dato la disponibilità a collocare nelle proprie aziende le persone che hanno perso il lavoro”.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana