Trasporto pubblico locale: approvata mozione per la gratuità agli under 26
L’atto, che vede come primo firmatario Antonio Mazzeo (Pd), ha ricevuto 21 voti a favore (Partito democratico, Movimento 5 stelle, Alleanza verdi e sinistra, Casa riformista) e 14 contrari (Fratelli d’Italia, Forza Italia)
Firenze – Approvata a maggioranza in Consiglio regionale una mozione sulle agevolazioni per i giovani che si servono del trasporto pubblico locale. 21 i voti a favore (Partito democratico, Movimento 5 stelle, Alleanza verdi e sinistra, Casa riformista) e 14 quelli contrari (Fratelli d’Italia, Forza Italia).
L’atto, in merito “alla previsione della gratuità del trasporto pubblico locale per i giovani, con particolare riferimento agli under 26, nonché di misure finalizzate ad incentivarne l’utilizzo”, vede come primo firmatario Antonio Mazzeo (Pd).
A illustrare in Aula la mozione è stato lo stesso Mazzeo. “Vogliamo essere concreti – ha spiegato – e per questo chiediamo uno studio di fattibilità, per sapere quanto costa e come possa essere sviluppato un provvedimento che permetta ai ragazzi sotto i 26 anni di poter usufruire gratuitamente del trasporto pubblico. Questo consentirebbe anche di costruire una cultura diversa del trasporto pubblico locale tra i giovani, e soprattutto di mandare un messaggio chiaro: il diritto alla mobilità è qualcosa di fondamentale per le persone, pensando in particolare a chi vive in territori disagiati”. Si chiede, ha proseguito il consigliere, un impegno al governo nazionale per i fondi, dal momento che sono state tolte risorse, per la Toscana circa 30 milioni di euro che potrebbero servire allo scopo; ancora, si chiede impegno a ridurre le differenze nel servizio che si riscontrano nei vari territori, e alla Giunta, in un’ottica di equità, di dare agevolazioni o gratuità tutelando le fasce più fragili e utilizzando bene le risorse pubbliche. “Equità significa evitare una regione a due velocità – ha concluso Mazzeo -, con attenzione ai pendolari e agli abitanti della Toscana diffusa, e si chiede che la mozione sia integrata nelle politiche regionali per i giovani, come il diritto allo studio e alla casa vale anche per il diritto alla mobilità”.
“Così non sarebbe la Toscana, ma il governo centrale, a investire sui giovani”, ha replicato Matteo Zoppini (FdI). “In questa mozione non c’è assolutamente nulla – ha commentato -, si chiede solo al governo un impegno finanziario consistente, quando la Regione Toscana non investe un euro di fondi propri, a fronte di 459 milioni di euro di riparto per il trasporto pubblico locale”. “Oggi l’abbonamento per studenti universitari prevede agevolazioni solo per chi abita a Firenze – ha proseguito Zoppini -, mentre per chi abita in provincia non ci sono agevolazioni. E a questo la Regione Toscana contribuisce con circa 600 mila euro, quanto il comune di Firenze e l’Università, cioè cifre irrisorie. Ci sono esempi di regioni che più concretamente hanno fatto interventi strutturali, facendolo con le risorse proprio, come l’Emilia-Romagna”.
Secondo Jacopo Maria Ferri (FI) “il tema è importante ma troviamo una certa ipocrisia. La storia del trasporto pubblico regionale negli ultimi dieci anni è una storia piena di macchie ed errori, a partire dalla gara effettuata. A causa di quella gara malfatta e male applicata per i territori marginali si è verificata una situazione drammatica. I Comuni piccoli hanno subito tagli di corse che non venivano realizzate nonostante fossero regolarmente pagate, e nemmeno hanno avuto indietro i soldi anticipati per anni”. “Ora sento dire bellissime cose – ha aggiunto Ferri – ma fin qui è stato realizzato niente o pochissimo, sono state privilegiate solo le corse remunerative nei grandi centri urbani e per i nostri ragazzi è complicato arrivare a scuola”.
Francesco Casini (Casa Riformista) ha commentato che la Regione “prevede un investimento reale sui giovani, per questo il nostro gruppo ha aderito”. Secondo il consigliere il tema della gratuità dei trasporti per i giovani trova posto in un percorso che la Toscana sta costruendo da tempo, accompagnandolo con il diritto allo studio e altre politiche, e il “diritto alla mobilità è davvero un diritto di cittadinanza, per molti studenti pagarsi i trasporti costituisce un problema”. Serve collaborazione tra i vari enti e “la mozione fa bene a richiamare con forza il governo nazionale, perché i tagli al trasporto fatti dal governo rischiano di creare difficoltà anche in Toscana”.
Marco Stella (Fi) ha commentato che “sì, c’è un’idea di Toscana, ma con i soldi dello Stato”. “Dobbiamo fare i conti con i soldi che abbiamo – ha detto -. Allora mi chiedo, perché il trasporto pubblico gratis per gli under 26 non lo avete realizzato quando eravate voi del centrosinistra al governo? Perché non lo avete messo nel bando di gara, l’unico strumento con cui si poteva incidere, invece di chiedere i soldi al governo nazionale?”. Il consigliere ha chiesto il rinvio della mozione nella Commissione competente “perché comunque il tema è serio e chiediamo un’analisi seria sui costi. Il fondo non è diminuito, è invariato, sono aumentati i costi”. Infine, Stella ha fatto notare che ad esempio, tra le finalità previste dall’imposta di soggiorno c’è quella di sostenere il trasporto pubblico, “ma nonostante che a Firenze l’incasso sia passato da 70 a 90 milioni di euro, il finanziamento è rimasto uguale”.
Per Lorenzo Falchi (Avs) si tratta di “una proposta giusta e di civiltà. L’obiettivo da porsi è la gratuità dei mezzi di trasporto. In molti casi il costo dei trasporti è una voce importante del budget mensile delle famiglie e dei giovani, e bisogna tenerne conto. Oltre all’impatto economico e sociale c’è la sostenibilità ambientale da considerare”. “Intervenire è un’operazione di ridistribuzione della ricchezza – ha aggiunto -. Non è una sfida facile che proviamo ad avviare però è una sfida strategica. Si chiede al governo di intervenire, è chiaro, e deve farlo: o si deve intervenire solo per acquistare più armi?”. Alla Regione, ha concluso, si chiede di far partire un progetto, uno studio di fattibilità, e sulla base di quello poi si discuterà in Commissione.
“Mi sembra una televendita, in cui si fa più propaganda possibile – il commento di Claudio Gemelli (Fdi) -. Quando si va a leggere l’impegnativa di questa mozione la Regione è inesistente e si chiede tutto al governo nazionale. Il trasporto pubblico toscano si basa tutto sui fondi statali, la Regione mette 18 milioni a fronte di oltre 450 milioni che mette lo Stato e quando mette i soldi li mette in modo inadeguato. Che ci stiamo a fare qua se tutte le mozioni riguardano solo il governo senza l’impegno di fare mettere anche solo un euro alla Regione?”. “Copiate piuttosto – ha concluso – quello che fanno altre regioni, come l’Emilia, e aggiungete un’impegnativa perché la Regione ci metta dei soldi”.
Irene Galletti (M5S) ha spiegato che l’atto “non voleva essere una provocazione, come è stata letta dal centrodestra, ma semplicemente un impegno di collaborazione”. La consigliera ha ricordato che in Conferenza Stato-Regioni tutte le Regioni, di destra o sinistra, hanno chiesto modifiche al riparto. “A fronte di salari sempre uguali c’è un aumento dei costi di trasporto e questo può fare venire meno diritti fondamentali come il diritto alla mobilità per motivi di studio – ha aggiunto Galletti -. Di fronte a un’emergenza sociale ci sono delle misure di sostegno che devono essere applicate. Bisogna avere un approccio concreto sui capitoli di bilancio, con collaborazione tra Regioni, enti locali e governo centrale. Le spese che ha deciso di fare il governo centrale stridono con l’emergenza sociale che esiste, capisco che il centrodestra abbia il nervo scoperto perché a Roma si è deciso di spendere risorse altrimenti e sappiamo dove vanno a finire quei soldi”.
Simone Bezzini (Pd) ha ringraziato gli altri gruppi di maggioranza per aver condiviso la mozione e ribadito che il “Consiglio regionale deve avere un ruolo propositivo e non giocare solo di rimessa, mi auguro quindi un’attenzione di merito da parte delle opposizioni”. Ha spiegato che la mozione prova a delineare una strategia guardando alle buone pratiche di altri paesi. “E’ evidente che da parte della destra al governo esiste una difficoltà a investire nei grandi pilastri del welfare del nostro paese, per noi fondamentali, e si preferisce guardare altrove”. “Storicamente la Regione Toscana – ha aggiunto – riesce a garantire meglio di molti altri l’equilibro tra bisogni e risposte ai bisogni. Noi impegniamo la Giunta a fare uno studio di fattibilità per sostenere i giovani e per sostenibilità ambientale, e lo studio di fattibilità potrà essere discusso concretamente nella commissione competente”.
Marco Guidi (FdI) ha detto di non comprendere “tutte queste mozioni nei confronti della Giunta, se siete al governo fate lo studio di fattibilità direttamente”. Per Guidi il problema “non è certo il costo dell’abbonamento, quanto che non esistono più i collegamenti. Che me ne faccio dell’abbonamento gratis se non riesco a trovare i mezzi e le coincidenze, se le corse mi saltano e ci sono zone che non sono coperte? L’abbonamento gratis è l’ultimo dei problemi, prima serve un servizio di trasporto pubblico locale adeguato ed efficace, così è solo uno spot elettorale”.
Alessandro Capecchi (FdI) ha osservato che “la Regione ha fatto una gara con risultati insufficienti, davvero non ha senso sentirvi parlare di accesso equo ai servizi quando avete fatto una gara che prevede un lotto 1 e un lotto 2, che sono quelli più lontani che di fatto avete abbandonato, lasciando la parte buona del prosciutto al gestore e mettendo i soldi solo nella città metropolitana di Firenze”. “Non è un problema di soldi – ha ribadito – è che non ci sono più le corse per i territori disagiati e non ci sono più le coincidenze con i treni. Ora chiedete un’altra modifica surrettizia della gara chiedendo la gratuità, andateci cauti e fate quello che volete rispettando le gare”.
Chiara La Porta (FdI) ha ricordato una conferenza stampa del luglio scorso in cui Elly Schlein ha presentato una proposta di legge in conferenza stampa. “Siamo stufi di assistere a questo spettacolo – ha detto -, a proposte di propaganda, alla presentazione di mozioni che hanno la valenza della carta straccia solo per guadagnarsi qualche titolo sui giornali. Fate cose concrete come ha fatto l’Emilia-Romagna, se vogliamo parlare di amministrazioni di centrosinistra. Questa discussione vuota non ha alcun significato se non per i magici studi di fattibilità che costano migliaia e migliaia di euro. I giovani sono i primi che non vanno presi in giro con questo tipo di atti”. “In questa regione – ha concluso – non c’è uguaglianza fra gli studenti che abitano a Firenze e quelli che abitano nei comuni montani, proviamo a risolvere questo problema invece di fare proposte inutili”.
Come sottolineato nel corso delle dichiarazioni di voto, per Marco Stella (Forza Italia) siamo di fronte ad un tema di carattere politico: “Se la maggioranza porta in Consiglio regionale una mozione di questa portata, senza la presenza dell’assessore competente, vuol dire che questi è stato sfiduciato”. Inoltre, secondo il consigliere quando le cose si vogliono fare, si trovano le risorse e si fanno, come è accaduto nella Regione Piemonte. Ancora uno spunto: in Toscana il sottosegretario alla presidenza e la vicepresidente della Giunta regionale rientrerebbero nella previsione della gratuità del trasporto pubblico locale, indipendentemente dal loro reddito.
“Il nostro voto a favore è confermato e rafforzato dalla discussione in questa Aula, perché come Consiglio regionale siamo chiamati a dare indirizzi al governo di questa Regione, attraverso una serie di strumenti”. Così Lorenzo Falchi (Alleanza Verdi e sinistra), che ha invitato a riflettere sul ruolo dell’Assemblea toscana, e quindi all’indirizzo alla Giunta che è un “segnale di attenzione per i toscani e le toscane”, ed anche a non mettere in discussione certe situazioni. Solo un esempio: in Toscana una operazione è gratuita per il figlio di un miliardario come per quello di un operaio.
Precisa la domanda di Alessandro Tomasi, portavoce dell’opposizione, rivolta al già Sindaco Lorenzo Falchi: “quante sono le mozioni, in Consiglio comunale a Sesto, presentate dalla maggioranza su atti amministrativi?”. Per affermare che “colpisce l’utilizzo delle mozioni, visto che la maggioranza avrebbe tutto quello che serve per mettere in pratica provvedimenti come questo”. Da qui una serie di riflessioni, a partire dalla mancanza di risorse infinite, che portano a pensare ad una gratuità non per tutti gli under 26, ma in primis per chi esercita un diritto allo studio o al lavoro; un esame sull’impatto economico, accanto ad un approfondimento su una gara fallimentare, con conseguenze soprattutto nelle aree interne. “Vediamo se riuscirete a garantire la gratuità del servizio almeno al 50 per cento dei giovani toscani – ha concluso Tomasi – al di là delle ‘giornalate’”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Chiara La Porta (Fratelli d’Italia) che ha parlato di “atto di pura propaganda, quasi di servilismo nei confronti della presidente del Partito democratico”, ribadendo che il Consiglio regionale può dare indirizzi alla Giunta attraverso proposte di legge che passano dalle commissioni. “Noi non ci stiamo, non siamo per gli atti di propaganda, vogliamo riportare un po’ di concretezza – ha assicurato – voteremo contro questa mozione convintamente, e vigileremo sulla prossima variazione di bilancio, per vedere quante risorse metterete in campo per il trasporto pubblico locale”.
“Voi dite che questa è propaganda, ma per noi è politica, è un atto che potrebbe mettere in campo una linea d’azione molto chiara”. Così il primo firmatario della mozione, Antonio Mazzeo (Partito democratico), concludendo le dichiarazioni di voto. “Capisco il vostro imbarazzo a non votare questa mozione, che noi difendiamo convintamente – ha concluso – vediamo se saremo in grado di far partire questa azione, aprendo una nuova strada alla mobilità e agli spostamenti nella nostra Regione”.
(teso di Cecilia Meli e Paola Scuffi)




