• • 28 Ottobre 2026

Transizione energetica: aree idonee, prosegue lavoro delle commissioni

In commissione congiunta Sviluppo economico e rurale e Territorio e ambiente, il punto sulle disposizioni in materia di aree idonee per la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili

Comunicato n. 0952
Stampa/Salva​
Condividi

di

Firenze – Nuova tappa per fare il punto sulle disposizioni in materia di aree idonee per la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, questa mattina, in commissione congiunta Sviluppo economico e rurale, presieduta da Brenda Barnini (Pd) e Territorio e ambiente, presieduta da Gianni Lorenzetti (Pd). Dopo l’illustrazione del presidente della regione Eugenio Giani e le audizioni, la commissione ha aperto un confronto prima di dare avvio al lavoro istruttorio sull’articolato.

La presidente Barnini ha ribadito: “Non c’è dubbio che la Toscana voglia posizionarsi tra quelle regioni che fanno della sfida della transizione energetica, e di conseguenza della possibilità di andare ad installare fonti di energia rinnovabile, una delle regioni virtuose” e “prova a colmare il ritardo che si porta appresso, perché – aggiunge- siamo stati più prudenti di altre regioni, una prudenza che non potremmo certo abbandonare.”

“È giusto – continua – mettere come argomento di riflessione anche l’opportunità di riunificare il percorso legislativo delle due proposte di legge della Giunta, la 35 e la 40, che in una versione unificata darebbero conto di come, non solo la regione voglia svolgere la propria funzione di identificazione di ulteriori aree idonee” ma anche “con ulteriori semplificazioni”. “Rendere il percorso legislativo più accessibile e leggibile per una facile interpretazione deve essere il nostro obbiettivo da legislatori”.  “È evidente, inoltre, – afferma la presidente- che dovremmo guardare con attenzione le osservazioni e le proposte arrivate, come quelle di Cispel, volendo provare ad indirizzare i soggetti industriali che operano nel campo dei servizi pubblici, del mercato regolato, a diventare protagonisti in questa fase di investimento per la transizione energetica”.  Barnini invita a “ragionare bene sulla percentuale massima di occupabilità della Sau (superficie agricola utilizzabile) e soprattutto discutere cosa ci conteggiamo, se immaginiamo di conteggiare la dimensione del sedime dell’impianto che produce o allarghiamo alla superfice occupata dalle infrastrutture di collegamento e i Bes che occupano una parte del territorio e assumersi la responsabilità di indicare in norma dell’elemento qualitativo dell’agrivoltaico”.

In conclusione, Barnini ribadisce la necessità di “mettere in campo tutti gli strumenti affinché l’agrivoltaico sia a supporto dell’agricoltura e non sia un fotovoltaico mascherato da agrivoltaico”. Parlando infine, del coinvolgimento dei Comuni, dando loro la possibilità di fare proposte per ulteriori aree idonee, “la riflessione è quella – conclude – di inserire un ruolo anche per le province perché il territorio della Regione non è omogeneo, ci sono zone più predisposte e allora occorre inserire anche un calcolo percentuale anche su base provinciale”.

Luca Minucci (FdI) ha ribadito che “occorre chiarire che con questa legge dobbiamo raggiungere un obbiettivo complicato, quello dei 4,25 gigawat entro il 2030” e che “non si dirimono questione territoriali”.  “Importante trovare aree di accelerazione per semplificare la realizzazione di questi impianti”.

Serena Bulleri (FdI) ha sottolineato l’importanza di “trovare una via di mezzo tra imprenditoria e agricoltura” e di calibrare bene il “principio di non concentrazione” che “se da una parte è corretto, dall’altra può essere controproducente”, “nelle aree idonee laddove la concentrazione è cosa buona il principio andrebbe tutelato”.

Massimiliano Ghimenti (Alleanza Verdi e sinistra) ha ribadito che “la transizione è una priorità”, e “accorpare i due provvedimenti un obiettivo, non rinviabile”.

Alessandro Capecchi (FdI) sottolinea l’opportunità di introdurre criteri di premialità per i territori della “Toscana diffusa” che accolgono gli impianti e ribadisce la necessità di avere una cartografia per procedere a una mappatura in vista della diffusione delle energie rinnovabili sul territorio.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana