18 Febbraio 2026

Sviluppo economico e rurale: le strategie della Regione illustrate in commissione

L’assessore all’Economia, Leonardo Marras, sentito in commissione Sviluppo economico presieduta da Brenda Barnini (Pd): “Abbiamo filiere di qualità su cui appoggiano i numeri di export, di crescita ed innovazione ma spesso non siamo né alla testa di quella filiera e nemmeno capaci di condizionare le regole del mercato”

Comunicato n. 0112
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Firenze – Le strategie per lo sviluppo economico e rurale della Regione Toscana nella XII legislatura, al centro dell’audizione dell’assessore all’economia Leonardo Marras, questa mattina in commissione Sviluppo economico e rurale, presieduta da Brenda Barnini (Pd).

“Le attività produttive e l’agricoltura sono state messe insieme al sostegno e agli investimenti delle imprese agricole, ci sono spazi di integrazione e i punti di contatto sono importanti – ha detto Marras- penso all’enoturismo, al turismo enogastronomico e all’importanza della programmazione turistica nei confronti del food e del vino e all’agroindustria che riveste un ruolo importante sia per la proiezione verso i mercati internazionali che per la qualità dei prodotti”. Marras si è soffermato sul contributo che l’industria e la tecnologia possono offrire all’agricoltura del presente e del futuro, “l’accessibilità alla tecnologia aiuta per il cambiamento climatico, per la gestione dell’acqua, per la ricerca e per l’applicazione in vari campi che assistono l’agricoltura e tutto questo può essere messo a fattore comune”.

L’assessore ribadisce “questo tempo di transizioni merita di essere indagato, in molti casi assistiamo a momenti di passaggio e di trasformazione non banali”. “Nelle filiere più tipiche toscane ci sono condizioni totalmente diverse, siamo in una fase di euforia per l’offerta farmaceutica ma allo stesso tempo la chimica di base in Italia è in forte contrazione” e ancora “le filiere carta hanno ancora una presenza significativa”, “fino a 18 mesi fa la vivacità del distretto orafo di Arezzo che oggi vive un momento drammatico” e poi, “l’industria toscana della componentistica dell’automobile, in parte attenuata dalla spinta della camperistica e dalla vivacità del settore nautica e, infine, delle filiere della moda che costituiscono quasi il 42 per cento del valore della produzione industriale toscana e che vivono da lungo tempo una crisi che riguarda circa 120mila addetti”.  ” L’economia toscana complessivamente è cresciuta seppur in modo leggermente inferiore alla media nazionale” grazie anche all’andamento del “turismo che ha avuto un valore compensativo rispetto alla produzione dell’industria e in parte anche grazie all’agricoltura che ha avuto una crescita di valore di produzione”. “La condizione di stagnazione – spiega Marras – è frutto del grande valore prodotto fino a due anni fa e del grande traino delle esportazioni dell’economie toscana”, “la forte capacità di competizione sui mercati globali e questa esposizione, in un contesto di difficoltà e di incertezza globale” “è un grande fattore di rischio”. L’assessore ribadisce la necessità di reimpostare nel 2027 la programmazione futura.

Tra gli obiettivi quello di convocare la consulta delle imprese per un confronto, aggiornando dati e analisi fatti da Irpet, da Banca d’Italia, dalla direzione attività produttive sull’impatto delle politiche regionali, sulla natura dei beneficiari e impostare un ragionamento. Allo stesso modo per lo sviluppo rurale occorre riunire la conferenza dell’agricoltura regionale alla fine dell’anno.

Passando ai numeri Marras ha ricordato che il programma di sviluppo regionale in questi anni aveva a disposizione il 40per cento delle risorse del Fesr, si tratta di 550 milioni ai quali sono stati aggiunti 100milioni, di questi 650milioni, due terzi sono stati destinati alle politiche di investimento per l’innovazione come start up innovative, ricerca e sviluppo, internazionalizzazione, ricerca di innovazione anche nelle aree interne. “Sono ancora aperti il secondo bando per ricerca e sviluppo di una settantina di milioni – ha detto Marras- i bandi per l’innovazione della moda per circa 30 milioni, le filiere smart per 60 milioni e abbiamo praticamente esaurito i fondi per l’internazionalizzazione e con le poche risorse rimaste cercheremo di risolvere alcuni aspetti che riguardano il tema legato alla conquista di nuovi mercati”.

Sul fronte delle politiche agricole, le Regioni sono diventate soggetti co-attuatori del piano secondo regole fissate dallo Stato. Secondo l’assessore non si tratta di un gran modello “perché ha fatto abbandonare dal punto di vista della qualità degli interventi alcune misure, ad esempio la richiesta di performance di spesa spinge il programma ad andare verso soluzioni a premio, questo significa che non si misura la capacità di dare a queste risorse pubbliche il valore della crescita e dell’innalzamento di valore”. “L’investimento produttivo, inoltre, è corto nel tempo” quindi “non sono state ripetute le esperienze dei progetti integrati di filiera che seppur con punti negativi avevano tentato di legare la produzione con la trasformazione e la commercializzazione”.

Secondo l’assessore “se l’obiettivo rimane quello di trovare strumenti per restituire maggior valore e reddito alle imprese agricole, occorre mettere insieme questo patto produttivo e rendere effettiva l’accessibilità alle tecnologie delle piccole realtà, questo si può fare creando collaborazione tra le filiere e le imprese”. Come non ricordare che “siamo un sistema agricolo fatto di qualità con circa 90 prodotti protetti con identificazione geografica protetta o denominazione di origine protetta e che la Toscana sta diventando un “unico distretto biologico”. Tra i temi da affrontare c’è quello del recupero del settore verso le giovani generazioni.

Luca Minucci (FdI) ha dato qualche numero preso dallo studio di Ires con Cgil che “indica che la crescita toscana degli investimenti nel 2025 è sotto la media italiana, si parla dello 0,7 in Toscana e “il rischio di stagnazione” e “se non c’è svolta il rischio è di stagnazione di lungo periodo”. Riguardo ai territori “la piana fiorentina fa da padrona e poi tutto il resto del territorio a traino”. Sul costo della burocrazia si rileva che “è uno dei costi maggiori per le nostre imprese”. “Un altro dato da tenere a mente – continua Minucci – è quello dell’aumento delle esportazioni, nel 2025 aumentato del 20per cento ma solo in una parte della Toscana, la nostra Grossetto ha fatto il meno 21,5 per cento”. “Abbiamo una Toscana a due velocità: una va a velocità non proprio spedita e una a retromarcia”. Un altro dato che emerge, sottolinea il consigliere regionale è quello delle difficoltà delle imprese ad accedere ai bandi e la lentezza dell’erogazione delle risorse. Riguardo all’agricoltura Minucci ricorda che “negli ultimi 10 anni in Toscana c’è stato un calo del 15per cento della superficie coltivata mentre a livello nazionale la diminuzione è stata del 2,5” “con un conseguente crollo della remuneratività degli agricoltori” e ancora “nel 2020 le imprese agricole toscane erano 52mila146, diminuite del 28,3 per cento rispetto al 2010.

Gabriele Veneri (FdI) ha parlato delle difficoltà nel mondo della moda “la Toscana ha perso gran parte dei prodotti con il marchio di chi li produce” “siamo contoterzisti”, per questo “la nostra strategia è quella di rinforzare le nostre attività produttive e farle sopravvivere a questo momento di difficoltà, stando accanto ai nostri imprenditori con ammortizzatori sociali, cassa integrazione”. “Occorrono bandi efficaci per aiutare le imprese”, “più tecnologia” e “più controllo della legalità”.

Per Mario Puppa (Pd) “bisogna affrontare i macrosettori in modo integrato, mettere in relazione turismo e agricoltura”. Il consigliere ha espresso preoccupazione per l’inverno demografico che impatta su aspetti sociali ed economici della Toscana e citando un’indagine di Irpet “il quadro è allarmante poiché non c’è disponibilità d professionalità diplomate per rispondere alla domanda”. Puppa ha sottolineato l’importanza della formazione per superare il mismatch tra domanda e offerta e di concentrare le forze sul ricambio generazionale poiché “il lavoro è l’unico elemento di permanenza sul territorio”.

“Il messaggio forte – ha detto la presidente Barnini – che sta nelle scelte fatte dalla Regione in questi anni, sul quale punta la rappresentanza politica del Consiglio e da inviare al mondo economico e produttivo è che indietro non si torna”. “Facciamo il nostro lavoro di programmazione delle politiche pubbliche – ha aggiunto – e diamo una mano al mondo delle imprese e del privato a fare le scelte giuste”. “Non credo ci sia momento peggiore di questo per chi ha sulle spalle la responsabilità di guidare un’impresa perché quando non si sa cosa succederà da qui a sei mesi all’interno del mercato diventa complicato”. “In questo contesto – precisa- il ruolo che possiamo svolgere è da un lato quello di essere soggetti di relazione con le imprese e dall’altro indirizzare al meglio le modalità con cui si spendono le risorse pubbliche” da “indirizzare verso l’innovazione”. “Sappiamo che più del 60 per cento delle bambine e dei bambini che oggi frequentano la scuola primaria faranno un lavoro che oggi non esiste e quindi, diventa complicato dire quali siano le scelte da fare oggi per creare opportunità domani, non c’è dubbio che ci sia necessità di fare massa critica nel trasferimento tecnologico”. Barnini ha ricordato un vecchio studio fatto sul territorio dell’Empolese Valdelsa dal quale emergeva che uno degli aspetti che più condizionava le possibilità di crescita era il fatto che ci fossero grandi imprese leader a cui non seguivano però delle filiere e tante filiere che non avevano però imprese leader. “Mi sento di dire che questa fotografia che risale ad una quindicina di anni fa e che riguardava l’empolese Valdelsa, è diventata la fotografia di tutta la Toscana: noi abbiamo filiere di grandissima qualità su cui appoggiano i numeri di export, di crescita ed innovazione ma molto spesso non siamo né alla testa di quella filiera e nemmeno capaci di condizionare le regole del mercato”.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana