14 Gennaio 2025

Sanità: Bezzini, sul conto economico ancora i dati sono provvisori

L’assessore regionale ha risposto ad un’interrogazione presentata dal portavoce dell’opposizione Marco Landi

Comunicato stampa n. 0029
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Firenze – In una interrogazione presentata dal portavoce dell’opposizione Marco Landi “In merito al conto economico della sanità” si chiede alla Giunta regionale se intende raccogliere l’invito rivolto dalla Ragioneria generale dello Stato, quali ritiene siano punti deboli su cui intervenire e quali azioni – al netto dell’esito della vertenza payback – intende intraprendere per consolidare strutturalmente i conti della sanità, chiarendo a quanto ammonta l’incremento della delle entrate relative all’aumento dell’Irpef e se possano  essere ridotte entro il mese di aprile.

Nel rispondere l’assessore regionale alla Sanità Simone Bezzini ha ricordato che “si tratta di un’informazione e di dati già noti da diversi mesi sui conti delle regioni in quanto viene fatta una valutazione intermedia a livello nazionale dal tavolo adempimenti del MEF. Quindi si tratta di una valutazione provvisoria a cui seguono i conti consuntivi delle aziende e del conto consuntivo della regione”. Una normativa particolare per la quale, “considerato l’entità dei bilanci sanitari, si mobilitano risorse rilevanti e c’è un monitoraggio della spesa sanitaria ravvicinato, con interventi successivi”.

Bezzini ha sottolineato che “stiamo parlando di bilanci provvisori, non di dati consolidati. Ci riferiamo al Quarto CE poi con i bilanci definitivi si registra uno scostamento in positivo di alcune decine di milioni di euro, le stime sono prudenziali e poi tendenzialmente c’è un miglioramento. La tabella, pubblicata dai giornali, valuta uno step intermedio, con valutazione anche con altre regioni. Lo squilibrio del 2022 molto ridotto con inserimento playback e lo squilibrio 2023 è più rilevante per entrate contabilizzate successivamente”.

Sul merito, ha concluso. “siamo una Regione che garantisce le massime garanzie di assistenza per capire i massimi livelli dei vecchi LEA, anche azioni aggiuntive rispetto a livelli di assistenza base. La Regione Toscana ha una spesa superiore sulla sanità rispetto alle risorse che arrivano dallo Stato. C’è un sottodimensionamento del fondo sanitario e si tende a favorire le regioni con meno presenza pubblica. La distribuzione delle risorse alle regioni non per numero di dipendenti, ma avviene per quota d’accesso al 6,2 %. Noi rischiamo una spesa di 60 milioni di euro non coperta solo per i rinnovi contrattuali”.

Nella sia replica Marco Landi (Lega), Portavoce dell‘opposizione, ricorda “il Veneto, governata dal centro destra, che segna un passo in avanti sulla questione sanitaria e sulle liste di attesa. In Toscana, invece, “un sistema sanitario che non funziona e il piano sanitario del 2015 che ha introdotto le tre Asl ha segnato un accentramento e un passo indietro per i territori locali”.  Secondo Landi, “ci sono dinamiche finanziare migliori in regioni omogenee, come Veneto, Piemonte, Lombardia. Il governo porta il bilancio sanitario a 141 miliardi con una crescita notevole, quindi unici che hanno ridotto finanziamenti sanitari sono il governo Monti e Renzi. L’assessore ricorda che siamo penalizzati perché abbiamo una maggiore presenza pubblica, ma non ha risposto al quesito sull’aumento IRPEF e sulle intenzioni future. Comunque restano i dati preoccupanti per la sanità toscana”.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana