Regione: responsabile strutture di supporto agli organi politici della Giunta, modificati i requisiti di nomina
La proposta di legge è stata licenziata a maggioranza nella commissione Bilancio del Consiglio regionale. Si astiene il gruppo di Fratelli d’Italia. Il testo porta le firme del presidente della Commissione Vittorio Salotti (Casa Riformista) e del capogruppo Pd Simone Bezzini
Firenze – Armonizzare la disciplina tra settore pubblico e settore privato. Questa la ratio della proposta di legge che modifica i requisiti di nomina del responsabile delle strutture di supporto agli organi politici della Giunta (articolo 41 della legge regionale 1/2009). In buona sostanza si fa riferimento al capo di gabinetto e dell’ufficio di segreteria organizzativa del presidente della Regione, al responsabile degli uffici di segreteria organizzativa del vicepresidente, degli assessori e del sottosegretario.
Il testo, a doppia firma Vittorio Salotti (Casa Riformista e presidente della commissione Bilancio) e Simone Bezzini (capogruppo Pd), è stato licenziato stamani, giovedì 8 gennaio, a maggioranza. Astenuto il gruppo di Fratelli d’Italia rappresentato in Commissione dalla capogruppo Chiara La Porta e Vittorio Fantozzi.
Nella relazione illustrativa che accompagna la proposta, e che sarà portata al voto dell’Aula probabilmente la prossima settimana, si spiega che esiste una discordanza, tra i requisiti richiesti, se si attinge da personale collocato nella pubblica amministrazione o dal settore privato.
Ecco allora che viene “conferita maggiore flessibilità” prevedendo che il responsabile, se scelto fra personale regionale a tempo indeterminato, di enti locali o di altre amministrazioni pubbliche, può non appartenere più all’area dei funzionari e dell’elevata qualificazione. Personale con laurea insomma.
L’astensione di Fratelli d’Italia segue l’intervento del portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi che, anche se non componente della Commissione, ha chiesto, stabilita la non obbligatorietà di procedere alla modifica di legge, l’opportunità politica dell’intervento.
Da entrambi i firmatari è stata ribadita la necessità di superare la strana dicotomia tra pubblico e privato.




