11 Settembre 2024

Piano Forestale Regionale: in Aula l’informativa della Giunta

Il dibattito in Consiglio regionale e gli atti collegati approvati

Comunicato stampa n. 0868 - 0869 - 0870
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Firenze – L’assessora regionale Stefania Saccardi ha illustrato all’Aula l’informativa relativa al Nuovo Piano Regionale Forestale, “un ricco patrimonio che va gestito e salvaguardato, di cui bisogna tutelare la biodiversità”. L’assessora ha ricordato che “le risorse regionali che avremo disponibili sulla nuova programmazione ammontano a circa 100 milioni di Euro. Il PRS 2021-2025 prevede l’avvio della procedura per l’elaborazione nel corso della legislatura del Piano Forestale Regionale”.

Il Piano Forestale regionale è il documento programmatorio che realizza le politiche economiche forestali definite nel PRS, specificate nel Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) assumendone le priorità, perseguendone gli obiettivi e applicandone i criteri di intervento per il periodo di riferimento nel rispetto degli indirizzi della legislazione nazionale e in linea con il criterio della gestione forestale sostenibile.

La strategia toscana, ha spiegato l’assessora Saccardi, “si incentra sui seguenti assi strategici verticali: la sostenibilità, la resilienza e la lotta ai cambiamenti climatici; la competitività delle aziende forestali e della filiera foresta-legno; la vivibilità e attrattività dei territori rurali; l’innovazione e la qualificazione degli addetti del settore; la semplificazione amministrativa”.

Silvia Noferi (5 Stelle), che ha dato inizio al dibattito in Aula, ha parlato di “un piano regionale che parte con premesse accettabili, ma che arriva ad interventi sulla forestazione antistorici” e “non si cerca di capire le vere cause dei cambiamenti climatici”. Secondo Noferi, “si prosegue una politica miope e si delinea una strategia troppo generica. Non si capiscono le reali proposte concrete, e non si tiene in considerazione che siamo una regione dove molto del legno prodotto va nella direzione di regioni in mano alla criminalità”.

Secondo Marco Niccolai (Pd), “abbiamo bisogno di una gestione del bosco in modo armonico e rispettoso. Bisogna segnalare la scarsa remunerazione per chi si occupa di foreste e che trova analogie con altre situazioni economiche di sofferenza in agricoltura. Le politiche regionali di rilancio del settore devono trovare nuovi soggetti imprenditoriali”.

Marco Casucci (Lega) ha sottolineato che “siamo di fronte ad uno degli atti principali della legislazione regionale, perché oltre metà del nostro territorio è coperto da foreste. Ho trovato nel progetto regionale alcuni ritardi sul tema della sicurezza sul lavoro. Dobbiamo lavorare con i veri custodi della montagna e cercare di attuare interventi pragmatici e concreti”.

Il dibattito in Aula sull’Informativa sul Piano Forestale è proseguito con l’intervento di Mario Puppa (Pd), che ha sottolineato come “il bosco sta invadendo i centri abitati perchè non è gestito”. “Occorre incentivare strumenti che ne accompagnino la valorizzazione, come le semplificazioni amministrative e il sostegno a nuove imprese che sfruttino e coltivino il bosco – ha affermato – . Sostenibilità vuole dire gestione delle risorse, tutela del paesaggio, difesa del suolo e protezione dal dissesto idrogeologico e della biodiversità”. Puppa ha inoltre evidenziato che “la cura del bosco riduce il rischio di incendi”. “Serve promuovere la sua filiera – ha poi aggiunto – come risorsa per edilizia e agricoltura”.

Per Diego Petrucci (FdI), “è difficile conciliare le posizioni degli ambientalisti con la gestione del bosco”. Ha poi elogiato i boscaioli, “eroi” e “custodi della montagna”.“Chi dai salotti fiorentini vuole insegnare loro come si gestisce il bosco dà prova di arroganza”, ha detto. Ancora ha evidenziato come crescita incontrollata del bosco favorisce specie infestanti, minaccia la biodiversità, può causare siccità, dissesto idrogeologico e incendi. “È necessario fare una scelta di campo e aprire tavoli di confronto con altre istituzioni, a partire dai rappresentanti del Demanio dello Stato – ha affermato – . Il Piano Forestale Regionale rappresenta un passaggio fondamentale di questa parte finale di legislatura, ci sono tante sensibilità e credo che sarebbe opportuno pensare a creare un intergruppo sulla montagna che può fare un buon lavoro”.

Cristiano Benucci (Pd) ha sottolineato come il bosco sia una risorsa fondamentale per la Toscana, paragonando il Piano Forestale Regionale a una legge urbanistica, poiché regola la vita e lo sviluppo di metà del territorio della regione. Ha evidenziato la necessità di un “approccio realistico”, riconoscendo che l’azione umana ha contribuito alla creazione di foreste come quelle di Vallombrosa e Camaldoli. Benucci ha poi sollevato il problema della scomparsa delle micro imprese forestali, “i veri custodi della montagna”, e ha sollevato dubbi sulla scelta di attribuire all’Unione dei Comuni, che nascono per un’altra finalità, la gestione di centinaia delle ettari dei boschi.

Elena Meini, capogruppo della Lega, ha evidenziato l’importanza del tema in discussione, sottolineando un ritardo nella sua trattazione. “Su questo piano oggi si è riscontrata un’unione di intenti e la volontà del Consiglio regionale di contribuire alla sua definizione”. Meini ha detto di condividere la priorità delle azioni di contrasto agli incendi boschivi “su cui l’Unione dei Comuni è in difficoltà, non per ragioni economiche, ma soprattutto per la gestione della strumentazione. Stessa riflessione riguarda le attività di contrasto al dissesto idrogeologico affidate ai Consorzio di bonifica”. Ha poi proposto di incentivare la creazione di associazioni per gestire aree boschive private abbandonate. Infine, ha richiesto una relazione sui risultati dei bandi più recenti per la cura dei boschi.

Maurizio Sguanci (Italia Viva) ha ricordato come “la gestione dei boschi in Toscana riguarda circa il 47 per cento della superficie regionale, con oltre 1 milione di ettari. “Un’estensione così vasta mette però in difficoltà gli enti – ha aggiunto – a partire dell’Unione Comuni”. Ha proposto poi di rendere obbligatoria la gestione boschiva per i proprietari e di dare la possibilità a piccole aziende di intervenire nel territorio demaniale. Ha inoltre sottolineato l’importanza di “cominciare a pensare alla formazione dei ragazzi per creare economie circolari nelle aree montane”. Ha infine lodato l’informativa, definendola “ottima” e “utile per lo sviluppo del territorio e dell’economia”.

A chiudere il dibattito sull’informativa della Giunta regionale relativa al Piano Forestale i consiglieri Luciana Bartolini (Lega) e Vincenzo Ceccarelli (Pd).

“Vengo da zone di campagna e sono anche proprietaria di boschi”, ha detto della Bartolini che, conoscendo bene le problematiche legate alla forestazione, ha sottolineato che ritornare ai castagni potrebbe salvare tante zone boschive. Da qui due focus: puntare sulla formazione per stimolare coloro che amano la montagna e chiedere anche, alla Regione Toscana, se potesse acquistare particelle da chi fosse interessato a vendere.

Il presidente del gruppo Pd, Vincenzo Ceccarelli, dopo aver ringraziato l’assessora per l’informativa, si è affidato ad una similitudine: “come il bosco è importante per tanti aspetti (ambientali, economici, turistici), così la casa è importante per la famiglia, purché sia tenuta in efficienza”. In tale contesto occorre quindi investire risorse per dare maggiore possibilità di sopravvivenza alle micro imprese, accanto alla valorizzazione della filiera del legno e a tutti gli aspetti legati agli interventi nel bosco, da gestire da tutti i punti di vista, a partire dagli operai forestali e dalla presenza del pubblico nella gestione.

“Ringrazio e condivido la generalità degli interventi”, ha esordito nella sua replica l’assessora Stefania Saccardi: “la vera sfida è la gestione sostenibile del bosco”, che passa dalla certificazione del patrimonio, dallo snellimento burocratico, dallo sviluppo della filiera del legno, dalla valorizzazione degli operai forestali; “nella consapevolezza che la gestione fa capo all’Unione dei Comuni e che sulla gestione delle foreste è necessario un approccio concreto e non ideologico”, ha concluso Saccardi.

Il primo ordine del giorno all’attenzione dall’Aula di palazzo del Pegaso, a firma Diego Petrucci (FdI), è stato approvato nella versione emendata dal Partito democratico. Il Consiglio regionale impegna il presidente dell’esecutivo “ad aprire un tavolo di confronto con lo Stato italiano e con le istituzioni competenti, rispetto alla gestione del demanio dello Stato, ed alle risorse da destinare a tale scopo”. L’atto è stato approvato con 29 voti favorevoli e 2 contrari (M5S). Stesso iter anche per il secondo ordine del giorno, primo firmatario Petrucci, che impegna il presidente della Giunta “a prevedere, per quanto di competenza, nel prossimo Piano forestale regionale 2025-2029, l’obiettivo di snellire le pratiche burocratiche per le aziende forestali nell’ottica di miglioramento della competitività del sistema, mediante un uso più efficiente delle risorse forestali, l’ammodernamento, l’innovazione e le politiche per le filiere e le infrastrutture, lo sviluppo dell’economia circolare”. L’ordine del giorno è passato con 30 voti a favore e 2 contrari (M5S). L’ultimo atto, primo firmatario Petrucci, che è stato approvato con 26 voti a favore e 2 contrari (M5S), ha l’obiettivo di favorire la possibilità di raccolta della legna morta da parte di privati nelle proprietà pubbliche demaniali, “nell’ottica di diffondere la gestione forestale sostenibile e il ruolo multifunzionale delle foreste, valorizzando la gestione attiva del territorio rurale e la tutela e miglioramento della biodiversità forestale”.

Nella condivisione degli obiettivi generali che costituiranno le future macro direttrice del Piano forestale regionale 2025-2029, il Partico democratico ha presentato una proposta di risoluzione, approvata dall’Aula a maggioranza – con 20 voti a favore e 5 astenuti (Silvia Noferi, Irene Galletti, Vittorio Fantozzi, Diego Petrucci, Marco Casucci) – che impegna l’esecutivo regionale “a garantire alle Unioni di Comuni, alla Città metropolitana di Firenze e ai Comuni titolari della funzione in materia di forestazione, personale e risorse adeguate per la gestione del demanio forestale”, promuovendo la cura e la gestione sostenibile del patrimonio forestale, coinvolgendo i territori e i soggetti interessati, informando periodicamente la commissione consiliare competente, sugli sviluppi della proposta di Piano. La consigliera Silvia Noferi (M5S) ha dichiarato di aver apprezzato molto l’intervento del capogruppo Ceccarelli, per l’approccio e per le indicazioni rivolte all’assessore.

(testo a cura di Riccardo Ferrucci, Angela Feo e Paola Scuffi)

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