4 Ottobre 2022

Partecipazione dei cittadini: strumento da rilanciare e implementare

Approvata dall’Aula a maggioranza la relazione sull’attività per il 2020 e il 2021 dell’Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione

Comunicato stampa n. 0835
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Firenze – Rilanciare e implementare la partecipazione perché “strumento alla co-definizione delle politiche pubbliche”. È uno tra i punti contenuti nella proposta di risoluzione approvata a maggioranza dall’Aula del Consiglio regionale, collegata alla relazione sull’attività 2020-2021 dell’Autorità regionale che per legge (46/2013) è garante della partecipazione dei cittadini nei processi dl costruzione delle politiche regionali e locali, aspetto dell’ordinamento sancito dallo Statuto toscano.

Il testo della proposta è stato illustrato in Aula dal presidente della commissione Affari istituzionali, Giacomo Bugliani (Pd), che ha espresso apprezzamento per il lavoro dell’Autorità e contiene anche impegni per “garantire risorse idonee” a ruolo e funzione dell’Organismo; valutare, sulla base delle esperienze maturate, un percorso di revisione della legge sia per garantire coerenza con i processi partecipativi già individuati dalle normative sul Governo del territorio, urbanistica e gestione dei beni comuni; incentivare l’individuazione di strumenti adeguati all’Autorità per effettuare un monitoraggio sugli esiti dei processi avviati e oggetto di finanziamento; incentivare i Comuni di minori dimensioni ad attivare percorsi partecipativi anche attraverso la formazione dei dipendenti”.

Durante il dibattito è intervenuto il vicepresidente del Consiglio regionale Marco Casucci (Lega) sottolineando come “lo strumento della partecipazione avrebbe l’obiettivo di prevenire a monte la possibilità di contenziosi amministrativi”. “Credo che se ci investiamo – ha aggiunto – e facciamo conoscere lo strumento della partecipazione ai cittadini, e non poniamo ostacoli, potrebbe davvero funzionare”.

La nota dolente per il vicepresidente Casucci è “nelle risorse che vengono investite e noi non possiamo che assumere una posizione critica. Qui c’è la necessità di un percorso di revisione normativa ed è necessario investire in termini di formazione, con la legge che funziona meglio per le scuole e i piccoli enti. Il problema più grande per la Regione Toscana è poi quello di fare conoscere questo strumento. Manca infine un’autorità di vertice a differenza di altre figure che sono previste nel nostro ordinamento. Se ci crediamo davvero questo è un settore su cui lavorare rimboccandoci le maniche”.

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L’attività 2020-2021 dell’Autorità per la partecipazione in sintesi

Le richieste di sostegno per processi partecipativi presentati alle scadenze di giugno e settembre 2020 sono state 18 (tutte finanziate); le richieste di sostegno presentate alle scadenze di gennaio, maggio e settembre 2021 sono state 32 (finanziate 23).

Le richieste di sostegno per i progetti partecipativi, per oltre l’80 per cento da Enti locali sia per l’anno 2020 che per il 2021.

Per l’anno 2020 sono stati erogati finanziamenti pari a 332mila 750 euro, per l’anno 2021 l’importo è pari a 352mila 754,50.

Sono stati sostenuti oneri a titolo di liquidazione dei gettoni di presenza (832,95 per il 2020 – 1970,35 per il 2021) e rimborso spese di viaggio (136,16 per il 2020 – 167,04 per il 2021) per i tre componenti l’Autorità (Bianca Maria Giocoli, Antonio Olmi e Andrea Zanetti)

 

(testo a cura di Federica Cioni e Emmanuel Milano)

 

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana