Mostre: Mario Tobino e le donne di Maggiano
L’inaugurazione della mostra con l’intervento del vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Scaramelli
Firenze – Un’analisi dell’internamento femminile nei manicomi in occasione dei 70 anni dall’uscita dell’opera di Mario Tobino: è questo che fa la mostra “Donne internate a Maggiano – L’arrivo di Mario Tobino e Le libere donne (1943-1952) – Sei storie di donne e uno sguardo d’artista”. Il percorso espositivo è stato inaugurato presso lo spazio espositivo di Palazzo Bastogi, via Cavour 18, Firenze. A portare i saluti è stato Stefano Scaramelli, vicepresidente del Consiglio regionale e presidente commissione regionale Pari opportunità. Sono intervenuti Giovanna Bernardini, Soroptimist International Club Apuania; Rita Bonini, direttrice Uo cardiologia nucleare e ricercatrice indipendente in ottica di genere; Monica Biagi, dirigente scolastico del liceo Chini Michelangelo di Lido di Camaiore; Ilaria Zolesi, dirigente scolastico del liceo artistico Felice Palma di Massa; Pamela Giorgi, Indire; Alessandra F. Celi e Luciana Vietina, associazione Scritture femminili.
A poco più di Settanta anni dalla pubblicazione del capolavoro di Mario Tobino “Le libere donne di Magliano”, le studentesse e gli studenti del Liceo Chini-Michelangelo di Camaiore e del Liceo Palma di Massa ci offrono, con contributi di straordinaria efficacia, uno spaccato sulla vita di quelle donne che Mario Tobino incontra al suo arrivo come direttore al Manicomio di Maggiano, vicino a Lucca, alla fine della Seconda guerra mondiale.
“Una mostra molto seria che ci impone una riflessione sulla storia della psichiatria e dei manicomi – ha detto Stefano Scaramelli vicepresidente del Consiglio regionale – e occorre ripensare la storia delle donne alla luce di queste vicende dolorose. Grazie all’arte possiamo rileggere queste storie in una luce diversa e capire gli errori che abbiamo fatto in passato.”
“Al tempo del manicomio di Maggiano le discriminazioni e i pregiudizi nei confronti delle donne erano ancora più forti – ha detto la vicepresidente della commissione Pari Opportunità Siliana Biagini – e per queste ragazze rinchiuse nelle strutture la situazione era tragica. Bisogna considerare che il loro squilibrio poteva essere curato, ma non è stato fatto. Avere avuto Mario Tobino come direttore del manicomio è stato un fatto importante per le malattie mentali e anche per la letteratura, per quello che ha scritto.”
“Dobbiamo risalire ad alcuni anni fa quando inizia la nostra collaborazione con l’associazione Scritture Femminili – ha detto la componente della commissione pari opportunità Mirella Cocchi – e abbiamo recuperato vari documenti importanti. Il bello di questa ricerca è aver coinvolto gli studenti di due scuole superiori.”
“Uno studio molto complesso con una ricerca – ha detto Alessandra Celi dell’associazione Scritture Femminili- che ha approfondito temi centrali per la nostra vita, ci siamo confrontati con due scuole superiori, che hanno trovato in queste storie un modo attuale per riflettere sulla fragilità e sulla pandemia. Una tematica che viene dal passato, ma che ancora attuale per le nuove generazioni.”
Nel quadro della ricorrenza dei 70 anni dalla pubblicazione de «Le libere donne di Magliano» di Mario Tobino abbiamo scelto di portare il libro alla conoscenza di adolescenti per i quali risultavano pressoché sconosciuti sia l’istituzione manicomiale che il libro stesso. Quest’opera per la prima volta in Italia entra all’interno di un manicomio, sin nell’intimo della vita delle donne internate, sia pure con il filtro dello psichiatra e quello dello scrittore.
Le dichiarazioni in video
Le parole del vicepresidente del Consiglio regionale, Stefano Scaramelli
Le parole di Siliana Biagini, vicepresidente della commissione pari opportunità
Le parole di Mirella Cocchi, componente della commissione pari opportunità
Le parole di Alessandra Celi, dell’Associazione Scritture Femminili
La galleria fotografica





























